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| 03 mar 2022 | 20:57

Per la prima volta un lancio col parapendio dal Campanile Basso (FOTO E VIDEO), Sassudelli: "La difficoltà? Partire in uno spazio ristretto e avere il vento giusto"

Davide Sassudelli, classe 1998 e aspirante guida alpina, è il primo a lanciarsi dal Campanile Basso con il parapendio: "Dopo due leggende come Mauro Dalla Brida con il deltaplano nel 1990 e Maurizio Di Palma nel 2015 con la tuta alare, per me è un grande onore"

di Francesca Cristoforetti

TRENTO. “Decollare dal Campanile Basso, un sogno ora realtà. Sono la terza persona che si lancia dalla cima, ma il primo con il parapendio”. Davide Sassudelli, classe 1998 e aspirante guida alpina è stato il primo ad aprire la vela del suo parapendio per lanciarsi dalla cima nel gruppo delle Dolomiti di Brenta, il 27 febbraio alle 13 e 45, per atterrare 24 minuti dopo ad Andalo.

 

Un giorno tanto atteso: “Non sono il primo a riuscire a decollare da lì – racconta – nel 1990 Mauro Dalla Brida in invernale, dopo due bivacchi in parete, porta sulla cima il suo deltaplano insieme a un team di agguerriti rocciatori, inaugurando il primo volo dal Campanile Basso. Nel 2015 Maurizio Di Palma salta con la tuta alare in direzione Val Brenta”.

 

Poter essere quindi “il primo a decollare con il parapendio dopo queste due leggende è per me un grande onore – prosegue – arrivare in cima quel 27 febbraio è stato molto più difficile di quello che mi aspettavo, i quinti gradi della Preuss, all'ombra, a -15 gradi, con un po' di neve, i guanti e gli scarponi, sembravano ottavi”.

 

 

LE FOTO. Le immagini del primo lancio con il parapendio dal Campanile Basso delle Dolomiti (cliccare sulle immagini per vederle in alta definizione)

Dopo due giorni di cammino, partendo da Molveno per salire fino alla cima, le condizioni meteo che aspettano Sassudelli, accompagnato da Matteo Pavana e Stefano Piatti, erano perfette: “C'era un bel sole ad aspettarci e una leggera brezza di 10-15 chilometri orari, tempo semplicemente perfetto per decollare con il parapendio”.

 

Dopo aver preparato la vela “faccio un gonfiaggio di controllo, non pensavo di partire subito, non avevo nemmeno acceso la telecamera sul casco. La vela però si gonfia e prende portanza, più per sensazione e automatismo, inizio a correre, sto volando”. La difficoltà, spiega, “sta nel riuscire a partire in uno spazio molto piccolo e trovare le condizioni meteo perfette per il decollo”.

 

Una soddisfazione grandissima, essendo il primo a lanciarsi con il parapendio: “Ritenuto in passato irraggiungibile. Calpestato per la prima volta nel 1899 dopo anni di tentativi, il Campanile Basso rappresenta per me e per tanti altri scalatori e montanari, un pezzo di storia”.

 

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