"Persi circa 100 miliardi di litri di acqua in 14 anni soltanto sul Miage". Il bilancio di Legambiente sui ghiacciai: "Inimmaginabile quanto tutto sia cambiato in soli 2 anni"
Si è conclusa la Carovana dei Ghiacciai, la campagna itinerante di Legambiente con la partnership scientifica del Comitato Glaciologico Italiano: "Cambiamenti irreversibili e scomparsa sempre più imminente. Dei circa 10 ghiacciai monitorati quasi tutti a rischio scomparsa con crescente perdita di superficie e spessore"

TRENTO. "Crisi climatica irrefrenabile. Inimmaginabile quanto tutto sia cambiato in soli due anni. Il Paese smetta di inseguire l’emergenza, acceleri piuttosto nelle politiche di mitigazione del clima". Sono parole chiare quelle di Legambiente. Perdita di superficie e spessore: questa è la sorte dei ghiacciai dell’intero arco alpino, in piena emorragia, che negli ultimi trent’anni sono sempre più minacciati dagli effetti della crisi climatica. Dei circa 10 monitorati quasi tutti rischiano di scomparire: quello sulla Marmolada potrebbe non esserci più tra soli 15 anni.
E' questo il resoconto della terza edizione della Carovana dei Ghiacciai, la campagna itinerante di Legambiente con la partnership scientifica del Comitato Glaciologico Italiano (Cgi), con partner sostenitori Sammontana e Frosta e partner tecnico Ephoto, che è stata portata avanti dal 17 agosto al 3 settembre. "Cambiamenti irreversibili e scomparsa sempre più imminente - aggiunge Legambiente - la perdita di superficie e spessore li porta alla disgregazione in corpi glaciali più piccoli e a trovare rifugio in alta quota".

La campagna itinerante è voluta ritornare a controllare lo stato di salute di alcuni ghiacciai alpini, già monitorati due anni prima, come quelli del Monte Bianco: "Il Miage - prosegue Legambiente - l’'himalayano' della Valle D’Aosta, che in 14 anni ha perso circa 100 miliardi di litri di acqua (almeno 100.000.000 di metri cubi di ghiaccio, pari a tre volte il volume dell’idroscalo di Milano) e il Pré de Bar, che dal 1990 ad oggi registra mediamente 18 metri di arretramento lineare l’anno".
Stessa sorte per il Monte Rosa con il Ghiacciaio di Indren che, "in due anni, ha registrato un arretramento frontale di 64 metri, 40 solo nell’ultimo anno, dato mai registrato negli ultimi cinquant’anni anni e fortemente preoccupante per un ghiacciaio al di sopra dei 3.000 metri di quota".

E ancora il Ghiacciaio dei Forni, in Lombardia: "Il secondo gigante italiano, dopo l’Adamello, che, nell’ultimo anno, ha registrato un arretramento della fronte di più di 40 metri lineari, per un totale di circa 400 metri negli ultimi 10 anni, perdendo la sua qualifica di 'himalayano' per effetto della frammentazione in tre corpi glaciali".
Ecco che si arriva alla Marmolada, la Regina delle Dolomiti, dove si è compiuta la tragedia lo scorso 3 luglio, quando 11 escursionisti hanno perso la vita a causa del distacco di un enorme seracco dalla sua parte sommitale: "Lo scenario è quello di un ghiacciaio che tra 15 anni potrebbe scomparire del tutto, registrando nell’ultimo secolo una perdita di più del 70% in superficie e oltre il 90% in volume"(Qui l'articolo).

Infine il Ghiacciaio Occidentale del Montasio, in Friuli-Venezia Giulia, unica eccezione osservata sulle Alpi. "Il Montasio è infatti un esempio di ghiacciaio piccolo ma resistente che, pur avendo subito in un secolo una perdita di volume del 75% circa e una riduzione di spessore pari a 40 metri, dal 2005 risulta stabilizzato, in controtendenza rispetto agli altri ghiacciai alpini".
"Durante questo 'pellegrinaggio' attraverso le Alpi abbiamo incontrato persone, – dichiara Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente – visitato luoghi straordinari, dedicato arte e musica ai Ghiacciai, riscoprendo un contatto più profondo con la natura. Inimmaginabile quanto tutto sia cambiato in soli due anni, ritornando sui ghiacciai monitorati dalla prima edizione della Carovana. Abbiamo conosciuto i ghiacciai da vicino, ne abbiamo osservato la sofferenza e ascoltato il loro urlo. Grido che dobbiamo raccogliere noi, in quanto cittadini, adottando stili di vita più sobri e sostenibili ma soprattutto i decisori politici, perché il tempo del cambiamento è adesso o mai più".
Aggiunge Giorgio Zampetti, direttore nazionale Legambiente: "La terza edizione di Carovana dei Ghiacciai è tornata a misurare gli effetti della crisi climatica, ormai nel pieno del suo corso, di cui i ghiacciai sono la sentinella principale. I dati raccolti richiedono in maniera inequivocabile un cambio di rotta immediato. Il Paese smetta di inseguire l’emergenza. Occorre accelerare piuttosto nelle politiche di mitigazione, riducendo drasticamente l'utilizzo di fonti fossili, e attuare un concreto piano di adattamento al cambiamento climatico. Ancora oggi però le risposte sono troppo frammentate se non addirittura sbagliate, allontanandoci sempre di più dall'obiettivo di arrivare a emissioni nette pari a zero nel 2040, per rispettare l’Accordo di Parigi".
A parlare è anche Marco Giardino, vicepresidente del Comitato Glaciologico Italiano e Università di Torino: "Quello che abbiamo osservato e i dati che abbiamo raccolto durante questo viaggio per monitorare lo stato di salute del nostro arco alpino. E' molto preoccupante, non solo dal punto di vista scientifico. Abbiamo messo i piedi sui ghiacciai, osservando i crepacci che aumentano, le fronti che arretrano, il loro ingrigimento e i crescenti rivoli d’acqua di fusione che scorrono sulla loro superficie. Abbiamo confrontato queste evidenze con fotografie e carte storiche. Ne abbiamo ricavato dati quantitativi indispensabili per interpretare gli effetti locali del riscaldamento climatico in atto e comprendere quali scenari futuri si attendono per l’ambiente d’alta quota e quali saranno le conseguenze sul paesaggio e sulle risorse del nostro paese".
Gianluca Mastrocola, direttore generale di Frosta Italia dichiara: "Come Frosta, sappiamo bene quale sia l’importanza del freddo nell’equilibrio del pianeta e quanto questo vada tutelato ogni giorno. Per questo abbiamo deciso di impegnarci direttamente proseguendo la collaborazione con Legambiente nel sostenere la Carovana dei Ghiacciai 2022 per monitorare lo stato di salute dei ghiacciai italiani. Questo perché crediamo che fare impresa in modo rispettoso dell’ambiente sia possibile e doveroso, soprattutto quando ci si occupa di surgelati, ma non solo a parole: crediamo nelle azioni concrete e nelle scelte consapevoli per costruire un futuro sostenibile per tutti noi".
Le tappe e i ghiacciai monitorati
La terza edizione della Carovana dei Ghiacciai ha percorso cinque tappe, partendo dai ghiacciai del Monte Bianco del Miage e Pré de Bar (Valle D’Aosta) dal 17 al 19 agosto, poi proseguendo con i ghiacciai del Monte Rosa di Indren (Piemonte) dal 20 al 22 agosto e ancora il ghiacciaio dei Forni (Lombardia), dal 23 al 26 agosto.
Il ghiacciaio della Marmolada (Veneto –Trentino) dal 27 al 31 agosto e per finire con il ghiacciaio del Montasio (Friuli-Venezia Giulia) dal 1° al 3 settembre. In ogni tappa monitoraggi, escursioni, conferenze stampa, momenti di arte e musica dedicati ai ghiacciai, per riflettere su un futuro sostenibile delle montagne e del pianeta. A essere coinvolti nella campagna testimonial d’eccezione come Enrico Camanni (scrittore, giornalista e alpinista), Steve Della Casa (critico cinematografico e direttore artistico), Tessa Gelisio (conduttrice televisiva, blogger e imprenditrice), Martin Mayes (musicista eclettico), Nives Meroi e Romano Benet (alpinisti) e Isabella Morlini (tre volte campionessa mondiale di racchette da neve).













