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| 08 set 2022 | 11:42

"Si occupa di far sparire i rifiuti": storia di Peggy, il maiale del rifugio Forcella Pordoi che vive a quasi 2900 metri di altitudine

Nel Forcella Pordoi, a 2848 metri di altitudine, vive Peggy, un maiale che aiuta Graziano Spinel a far sparire i rifiuti prodotti dal rifugio: "Vive una vita degna d'essere vissuta"

A destra foto di Rita Broccia

CANAZEI. Vive in libertà, “proprio come si faceva una volta”. È questa, la fortuna di Peggy, un maiale che da tempo vive con Graziano Spinel nel rifugio Forcella Pordoi a 2848 metri di altitudine: "Ci tiene compagnia durante la stagione ma soprattutto ci permette di risparmiare viaggi a valle per portare quei resti di cibo di cui, fortunatamente, si occupa lui". 

 

Un'idea, quella di tenera un maiale a quota (quasi) 2900 metri, nata da numerose (e soprattutto onerose) discese a valle per portare tutta la spazzatura che il rifugio quotidianamente produce: "Le dico solo che, in un giorno, facciamo 4 o 5 strudel - dichiara a Il Dolomiti il rifugista Spinel - si immagini quante bucce di mela accumuliamo. Insieme a queste, anche scarti di cibo, bucce di patate o, ancora, polenta avanzata", sfiziosi avanzi che Peggy si appresta giornalmente a spazzolare, riducendo "la necessità di spingersi verso il paese così di frequente".

 

"Sta benone - confessa - la sua vita è quella di un animale che razzola in libertà, spostandosi attorno al rifugio come e quando preferisce: non gli manca nulla", racconta il gestore del Forcella Pordoi riferendosi, amareggiato, alle denunce ricevute negli anni da "saccenti turisti che sostenevano che il nostro maiale fosse tenuto in un contesto non adatto alla sua specie. Io, invece, credo che qui ci stia bene: quelle persone dovrebbero provare a entrare nelle porcilaie o negli allevamenti intensivi, dove le bestie non sanno nemmeno se sia giorno o notte", commenta ancora.

 

Una teoria, quella di Graziano, condivisa anche dai diversi veterinari che "sono venuti più volte a controllare la situazione, dichiarando non soltanto che Peggy può tranquillamente rimanere qui ma che potremmo addirittura ospitare due maiali se volessimo". Ciononostante, "in questi 15 anni durante i quali abbiamo avuto maiali, non sono mai mancati commenti malevoli di chi, alla fine, non sa farsi gli affari propri e di animali non ci capisce nulla". 

 

"Peggy non è un richiamo per i turisti come qualcuno vorrebbe insinuare - conclude Spinel - è qui perché ci dà una mano. Nel frattempo, vive una vita degna d'essere vissuta, fra passeggiate in alta quota, cibo sempre a disposizione e pisolini al sole". 

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