Troppe tragedie in montagna, il rifugista del Baldo: “Grande dolore, ma dobbiamo urlarlo: serve più competenza alpinistica”
Nei giorni scorsi un escursionista è precipitato mentre stava cercando di raggiungere la vetta del monte Baldo, il monito dal rifugio Telegrafo: “Le condizioni invernali richiedono una più che buona competenza alpinistica. Siamo sicuri che se si potesse tornare indietro, anche Gianluca sarebbe qui a urlarlo con noi”

MONTE BALDO. Purtroppo nella giornata di ieri, 9 gennaio, c’è stata un’altra persona che è rimasta vittima di un incidente in montagna. Si tratta di Gianluca Bruzzi, escursionista classe 1969 di Goito (provincia di Mantova), che ha perso la vita sul monte Baldo.

Dopo la notizia della scomparsa nella zona erano state organizzate le ricerche. Nella mattinata di ieri, una squadra di soccorritori aveva trovato vicino al sentiero 657 un paio di occhiali e i segni di una scivolata. Più a valle è stato individuato il corpo senza vita di Gianluca Bruzzi, caduto probabilmente dalla traccia sulla neve che risale il versante e finito nel canale sottostante. Ai tecnici del soccorso alpino non è restato altro da fare che chiedere l’intervento dell’elicottero per il recupero della salma.
“Che tristezza e che dolore queste notizie. Arrivi alla famiglia tutto il nostro cordoglio”, si legge sulla Pagina Facebook del rifugio Telegrafo sul Baldo. La struttura del Cai è gestita da Alessandro Tenca assieme a Equipe Natura. “Non possiamo far altro che continuare a urlare – prosegue il messaggio pubblicato sui social – come già rammentato in alcuni nostri post pubblicati dall’inizio dell’inverno, che le condizioni invernali di approccio al rifugio richiedono, ogni anno e anche nella situazione attuale di scarsa neve ma con passaggi ghiacciati ed esposti in cresta, una più che buona competenza alpinistica. Siamo sicuri che se si potesse tornare indietro, anche Gianluca sarebbe qui a urlarlo con noi”.













