"Aveva una zampa storta e gli occhi pieni di vita ma non lo voleva nessuno", Numb e Thomas conquistano la vetta del Monte Bianco (VIDEO): "Mi ha migliorato la vita"
"Numb mi ha fatto scoprire la bellezza del silenzio in quota, il piacere di un panino in vetta e la soddisfazione di quando, dopo una lunga camminata, arrivi in cima. Mi ha migliorato la vita e di questo e di tutto ciò che abbiamo vissuto e vivremo insieme gliene sarò sempre grato"

SAPPADA. "Aveva una zampina storta e gli occhi pieni di voglia di vivere ma nessuno lo voleva". È la storia, quella narrata a Il Dolomiti da Thomas Colussa, del cane lupo cecoslovacco Numb, che con il suo padrone ha conquistato vette di oltre 4mila metri, fra sguardi increduli e pareri contrastanti. "Tutto è cominciato per caso - anticipa Thomas -. Aveva un problema alla zampa e avevo così pensato di portarlo in montagna per aiutarlo a rinforzare la muscolatura".
A soli due mesi, Numb "aveva subito un trauma con lesione alla terzultima vertebra: i veterinari avevano stabilito che non avrebbe più camminato. Per questo, non lo voleva nessuno". Ciò, fino all'arrivo di Thomas, che a 4 mesi lo ha preso con sé: "Ho visto in lui tanto amore e tanta determinazione e ho deciso che sarebbe diventato il mio compagno di vita, la mia ombra e la mia spalla. Una volta adottato, mi sono informato parlando con differenti esperti per capire cosa potessi fare per aiutarlo". Domande che hanno trovato risposta nella montagna.
Partendo dalle escursioni più facili nella zona di Sappada, l'uomo aveva fin da subito notato miglioramenti in Numb, decidendo nel tempo "di provare percorsi sempre più complessi ma con assoluta gradualità, chiedendo continui pareri a veterinari ed ortopedici". Un amore, quello di Thomas per la montagna, che il cane lupo cecoslovacco ha presto mostrato di avere a sua volta: "Basta portarlo in quota e comincia a viaggiare come una scheggia o a fare il pagliaccio rotolandosi nella neve - racconta con il sorriso -. Fin da quando aveva 5 mesi, Numb mi ha seguito in tutte le escursioni, affrontando percorsi via via più difficili con coraggio e forza, a dispetto delle sue problematiche fisiche. Mi ha seguito su ghiacciai, sentieri e pareti rocciose, spinto dal suo spirito avventuriero e aiutato dall'attrezzatura professionale ideata appositamente per lui".
Ispirato da documentari e in particolare dalla storia di Andrea Scherini e il suo cane Nepal, "ho cominciato a studiare, chiedendo informazioni e consigli a professionisti, cardiologi, veterinari, guide alpine e soccorso alpino con la volontà di compiere qualche più ambiziosa impresa". Così, è nato il progetto "Walking wolf", raccontato anche sui social, con ascese a vette sempre più elevate e con difficoltà differenti a seconda delle montagne conquistate. Un allenamento durato un anno che puntava a pregare i due all'ascesa del Monte Bianco, "il mio sogno - confessa Thomas -. Ho diviso il progetto in 3 fasi, a partire dalla conquista dei Nos 3.000 di Livigno: alla fine, in totale, di 3.000 ne abbiamo conquistati ben 21 e senza avere mai problemi", con tanto di ‘waliking-tour’ sulle Dolomiti e salita al Piz Boè "per sgranchirci le gambe", ironizza.

Dopo un necessario stop dovuto ad un'operazione fatta a novembre 2022, quando "hanno fatto a Numb un impianto in titanio poiché il femore cresceva male", i due sono ripartiti per completare la ‘fase 2’ dell’ambizioso progetto, che li ha portati ad allenarsi a quote dai 3.500 metri in su. "Dopo un anno di lavoro è giunto il tanto desiderato giorno – rivela Thomas -. Il 2 luglio 2023 con la guida alpina Christian Casanova di Cortina 360 siamo partiti alla conquista del Monte Bianco, unico esperto disposto ad accompagnarci percorrendo la via italiana".
Un'avventura che ha significato un agglomerato di "difficoltà che già conoscevamo poiché sperimentate, in occasioni diverse, in precedenza (e quindi affrontate senza problemi da entrambi ndr)" e che, portata a compimento, ha significato peraltro la conquista di uno straordinario record, fra gli sguardi increduli "di chi ci diceva che non ce l'avremmo mai fatta ad affrontare quelle creste, ghiacciai e punti esposti".

"Numb mi ha fatto scoprire la bellezza del silenzio in quota, il piacere di un panino in vetta, la soddisfazione di quando, dopo una lunga camminata, arrivi in cima - conclude Thomas -. Mi ha migliorato la vita e di questo e di tutto ciò che abbiamo vissuto e vivremo insieme gliene sarò sempre grato".












