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Camminare per sconfiggere la depressione, storia di Cecilia Mercadante: "Ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato ma dovevo ritrovare me stessa"

Nella vita a volte per riscoprire i colori è necessario ri-partire dalle piccole cose. Così, ha fatto Cecilia Mercadante che, zaino in spalla, ha deciso di percorrere i cammini d'Italia per combattere quei mostri che da tempo non le davano tregua: "Un giorno mi sono guardata allo specchio e non mi sono più riconosciuta: non c'era più la Cecilia sorridente e piena di sogni di prima e io, in quel momento, mi chiedevo se mai sarei riuscita a rivederla. Così, ho deciso di lasciare tutto e di partire"

Di Sara De Pascale - 28 marzo 2023 - 19:09

AOSTA. Dalla Puglia a Milano e dalla città e il 'cemento' alla montagna e l'aria più pura. E' la storia di una giovane donna, Cecilia Mercadante, che ha deciso di ricominciare, combattendo passo dopo passo quei mostri che da tempo non le davano tregua. "Avevo un lavoro a tempo indeterminato e il mio bilocale, ma non ero felice - anticipa Cecilia a Il Dolomiti -. Non ero soddisfatta della mia esistenza e sentivo di dover dare una svolta, per ritrovare me stessa".

 

Dopo un lungo periodo fatto di difficoltà e dopo 5 anni a Milano, "nel 2020 ho deciso di lasciare la città - ricorda la giovane classe 1993 -. Ero andata a vivere lì per lavoro, da Altamura in Provincia di Bari, trovando casa e un impiego a tempo indeterminato". Ma un lavoro e un bilocale non bastano per curare ferite profonde, quelle dell'animo, che spesso necessitano, per essere lenite, di piccoli gesti "puntando, ad esempio, sul riscoprire il contatto con la natura". 

 

"Soffrivo di depressione in maniera importante e le cause erano differenti. Un giorno mi sono guardata allo specchio e non mi sono più riconosciuta: non c'era più la Cecilia sorridente e piena di sogni di prima e io, in quel momento, mi chiedevo se mai sarei riuscita a rivederla". Così, la giovane ha deciso di lasciare tutto a gennaio 2020, poco prima dell'avvento della pandemia, scegliendo di ripartire da cose semplici come le passeggiate nel verde, percorrendo molti dei cammini che attraversano l'Italia.

 

"Ho dovuto attendere un po' per dare il via alla mia avventura, a causa delle restrizioni imposte dal Covid. Poi, finalmente, ce l'ho fatta e quelle giornate tristemente trascorse a letto, durante le quali nulla sembrava avere più senso, hanno cominciato a diventare giorni colmi di bellezza, trascorsi passeggiando in solitaria e apprezzando cose che avevo scordato". La storia della rinascita di Cecilia ha avuto inizio, in particolare, dal cammino materano: "Così ho scoperto un mondo che non conoscevo e un qualcosa che finalmente mi faceva stare bene", tanto che sul volto delle giovane non ha tardato a tornare il sorriso. 

"Oggi sono tre anni che macino chilometri e di cammini ne ho fatti davvero molti: mi hanno permesso di tornare a vedere il mondo a colori - prosegue Cecilia -. Nel 2020 ho aperto anche dei profili social per raccontarmi e raccontare il mondo dei cammini, nonché un blog a gennaio del 2021 che parla di me, dei miei viaggi e del mio percorso. Lì, ho messo a frutto un'esigenza che ho da sempre: quella di scrivere, tanto che in casa mia non sono mai mancati foglietti o taccuini nei quali provvedevo a mettere nero su bianco le mie emozioni, unico modo che conosco per esprimere al meglio ciò che sento".

Nel tempo grazie ai social è nata "una grande community che oggi mi supporta, persone alle quali, non appena diventerò guida escursionistica ambientale (sta attualmente frequentando un corso ndr) proporrò escursioni e iniziative di vario tipo". 

 

Lo scorso anno, durante un periodo di lavoro stagionale in un albergo della Valle D'Aosta, non è mancata anche una parentesi di vita in alta quota, per riscoprire con ancor più forza la bellezza "della natura e delle montagne. Lavoravo mattina e sera e nel tempo libero non perdevo occasione per andare a camminare - ricorda Cecilia -. Uno dei sentieri in zona conduceva al rifugio Mezzalama, a quota 3.036 metri, struttura che sognavo prima o poi di riuscire a raggiungere".

 

Un sogno che si è concretizzato durante un pomeriggio libero, "quando finalmente ho raggiunto il rifugio, nel quale non ero nemmeno riuscita a mettere piede, perché si era fatto tardi (e a causa del maltempo) e dovevo tornare indietro. Sulla via del ritorno avevo incontrato un uomo - aggiunge -. Non mi è mai piaciuto parlare mentre cammino ma quella volta avevamo iniziato a chiacchierare in maniera molto naturale, finendo per percorrere tutta la strada insieme". 

 

"Gli avevo confessato il mio desiderio di lavorare un giorno in un rifugio e lui, con molta naturalezza, mi aveva posto differenti domande. Arrivati a destinazione si era presentato come il gestore del Mezzalama, proponendomi di gestirlo io durante la stagione estiva. Durante la passeggiata insieme, con i suoi quesiti, mi aveva fatto un colloquio senza che io lo sapessi, dandomi infine la possibilità di realizzare quanto avevo a lungo e ardentemente desiderato".

 

Una possibilità "regalata" da una vita che tornava finalmente a mettere insieme i suoi 'pezzi9, prendendo una direzione tanto felice quanto inaspettata: "Ero gasatissima. Dopo qualche mese da quell'incontro avvenuto nel 2021 avevo inviato una mail al gestore del Mezzalama che prontamente mi aveva risposto". Insieme a Mia, Cecilia ha gestito una "struttura in mezzo al nulla, a quota oltre 3mila metri, per tutta la stagione estiva 2022. 

"E' stata un'esperienza straordinaria in un luogo dove si riscopre un modo di vivere semplice, fatto di piccole cose. Lì, chi vi approda lo fa per vivere la vera vita 'da rifugio', senza riscaldamento, dormendo nelle camerate e lavando i propri abiti rigorosamente a mano, stendendoli infine al sole - sottolinea -. E' stato davvero bello, tanto che gestirò la struttura anche quest'estate. I cammini ma anche l'esperienza in quota hanno favorito un mio ritorno all'essenzialità, facendomi capire che abbiamo bisogno di poco, ma soprattutto che si può tornare ad essere felici".

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