"Ero fiduciosa ma non mi aspettavo andasse così", perde il portafoglio durante l'escursione in quota, poi la sorpresa: "Ecco com'è andata"
Il racconto di una escursionista: "Nonostante i tempi che corrono, ero fiduciosa: non ho mai smesso di sperare di ritrovare il mio portafoglio"

BELLUNO. Si è accorta solo una volta rientrata a casa, dopo due ore di auto (e 10 chilometri macinati a piedi sulle Dolomiti Bellunesi) di avere smarrito il portafoglio contenente documenti e soldi. Ma, "nonostante i tempi che corrono" era fiduciosa di riuscire a ritrovarlo.
Protagonista della vicenda, avvenuta in quota lo scorso weekend, Serena, una escursionista che aveva raggiunto il Bellunese da Padova con un'amica per fare un giro ad anello di circa 10 chilometri sulla Schiara. "Siamo partite dalla locanda Case Bortot (Bolzano Bellunese, frazione di Belluno ndr), lasciando la macchina lungo la strada", esordisce.
Dopo una bella camminata, le due sono rientrate al parcheggio e si sono fermate un attimo per cambiarsi e togliersi gli scarponi: "E' stato in quel momento - riferisce la giovane, intervistata da Il Dolomiti - che ho appoggiato il mio portafoglio su un muretto: e lì, purtroppo, senza penarci troppo, l'ho lasciato".
Una svista data forse dalla stanchezza o dalla voglia di rimettersi in viaggio quanto prima "visto che ci attendevano quasi 2 ore di auto prima di arrivare a casa - sottolinea, proseguendo nel racconto -. Fatto sta che di non avere più il portafoglio me ne sono accorta solo una volta arrivata a casa e lì mi sono chiesta cosa sarebbe stato meglio fare: se tornare sul posto o provare a contattare qualcuno in zona".
Onde evitare un (lungo) viaggio a vuoto, la donna ha quindi deciso di telefonare ai gestori della locanda Bortot, che si sono subito attivati per darle una mano: "Il proprietario si è immediatamente portato nel punto che gli avevo indicato ed ha cercato per diversi minuti il portafoglio, che però, purtroppo, non era più lì".
Senza perdersi d'animo, Serena ha deciso di sporgere denuncia ai carabinieri di Belluno e di pubblicare un post sui social, lanciando l'appello e credendo nella "buona fede" delle persone: "Mi sono detta che, sebbene non sia giusto né sensato generalizzare, la gente di montagna e chi la frequenta è gente di buon cuore. Ho continuato quindi a sperare che chi lo avesse preso me lo restituisse".
"Un paio di giorni più tardi, proprio grazie ai social, ho ricevuto la bella notizia: una ragazza mi ha riferito che il mio portafoglio era stato portato in Questura a Belluno: ha capito che si trattava del mio grazie al post pubblicato su Facebook e ad alcuni dettagli che avevo fornito - conclude felice per l'esito positivo della vicenda -. Ho subito telefonato in Questura e gli agenti mi hanno confermato non soltanto che il mio portafoglio era lì, ma che all'interno c'erano ancora sia i miei documenti che i soldi".
"Non smetterò mai di ringraziare chi ha portato il mio portafoglio al sicuro ma anche i gestori della locanda, che hanno cercato di aiutarmi, e i tantissimi che hanno ricondiviso il mio post, facendolo diventare virale e facendo in modo che arrivasse alla ragazza che mi ha poi contattata, rassicurandomi. Ho imparato la lezione, ma posso dire che sono felice per com'à andata. Vedere il buon cuore di alcune persone fa sempre piacere".













