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Trento
03 luglio | 11:54

"Quando ho saputo del suo gesto sono rimasta a bocca aperta", perde il portafoglio durante la vacanza ad Andalo: "Ritrovato grazie a chi lavora con onestà"

Il racconto di Amalia Mancini: "Una mattina ho perso il mio portafoglio con documenti e risparmi. Pensavo fosse tutto perduto, invece mi sbagliavo. L'ho ritrovato grazie a chi lavora con onestà e cuore. Grazie a un gesto silenzioso, fatto senza aspettarsi nulla in cambio. Grazie a chi crede ancora nel bene"

"Quando ho saputo del suo gesto sono rimasta a bocca aperta"

ANDALO. "Una mattina ho perso il mio portafoglio con documenti e risparmi. Pensavo fosse tutto perduto, poi la sorpresa". E' una vicenda realmente accaduta ad Andalo, quella raccontata da Amalia Mancini, che negli scorsi giorni si trovava in vacanza in Trentino: "E invece l’ho ritrovato - premette -. Grazie a chi lavora con onestà e cuore. Grazie a un gesto silenzioso, fatto senza aspettarsi nulla in cambio. Grazie a chi crede ancora nel bene".

 

"Vi è mai capitato di perdere qualcosa di importante e sentirvi improvvisamente fragili e vulnerabili? - si legge in un post apparso sui social e scritto dalla donna -. A me è successo giorni fa. E voglio raccontarvelo. Perché in un momento in cui credevo di aver perso tutto, ho ritrovato qualcosa di molto più grande di un portafoglio. Ho ritrovato un pezzo di fiducia. E l’ho ritrovato in mano a sconosciuti. In Italia, ad Andalo, nel cuore del Trentino". 

 

RIPORTIAMO DI SEGUITO IL TESTO COMPLETO DEL POST:

 

Mi trovavo in vacanza ad Andalo, tra boschi e cielo limpido. Cena in un ristorante tipico, nella piazza principale, presso “El Tavel”. Tutto perfetto. La mattina dopo, mentre prendevo le chiavi nella borsa, ho sentito il gelo salirmi alla gola. Il mio portafoglio non c’era più. Dentro c’erano i miei documenti, le carte e un bel po' di contanti, i risparmi che avevo messo da parte per quella vacanza. Ho provato a restare calma, ma dentro si agitava qualcosa che conosciamo tutti: la paura di essere stati derubati, la rabbia contro noi stessi, la delusione nel prossimo. E poi, una domanda: sarà rimasto lì? Al ristorante? Sono corsa al locale, ovviamente chiuso, era prima mattina.

 

C’era una porticina laterale socchiusa ed ho bussato, con il cuore in gola, è uscita una donna gentile, Anna, la cuoca, romana trasferita ad Andalo. Mi ha chiesto semplicemente: “Di cosa ha bisogno?” e le ho spiegato l’accaduto. Senza nemmeno farmi finire la frase, mi ha fatto entrare. Siamo andate al tavolo dove avevo cenato, non c’era nulla; è andata dietro il bancone, ha aperto un cassetto e ha preso un portafoglio verde. Era il mio, intatto, con tutto il denaro. Mi sono messa a piangere senza vergogna perché in un mondo in cui spesso ci si aspetta il peggio, ho ricevuto un gesto di profonda e silenziosa onestà. Quel giorno ho scoperto che a trovarlo era stata Karen Masiero, una giovane cameriera che aveva pulito il tavolo, trovato il portafoglio e senza pensarci due volte l’aveva consegnato al ragazzo dietro al bancone.

 

Il ristorante è gestito da una coppia: Renata e Claudio, (titolari di due ristoranti ad Andalo), una conduzione familiare, sorrisi veri, valori forti. La mamma di Claudio, Cecilia, ha 83 anni e lavora in cucina con Renata. Claudio mi ha detto: “Per noi il cliente è sacro. È questo il principio su cui formiamo chi lavora con noi”. E Renata, con dolcezza, ha aggiunto: “Ci fa molto piacere l’accaduto. Perché questo gesto racconta chi siamo”.

 

Parole semplici. Eppure grandissime. Perché oggi viviamo tempi in cui siamo spesso portati a pensare che l'onestà sia l’eccezione, non la regola. Tempo fa, mi era accaduto di subire un furto importante: mi avevano portato via dell’oro e con esso anche un pezzo di fiducia. Forse per questo non credevo davvero che un portafoglio contenente denaro, carte e documenti potesse tornare indietro. E invece sì. Questa è una storia vera, di brava gente. Perché a tornare indietro non è solo il portafoglio ma la speranza, la fiducia. 

 

Tempo fa, Karen aveva pubblicato, sul suo profilo Instagram, una frase che mi ha colpita profondamente: “Quando fai qualcosa di bello e nessuno lo nota, non rimanerci male. L'alba è stupenda, ma quando il sole sorge il 90% delle persone sta ancora dormendo. Continua sulla tua strada, vedrai che quando si accorgeranno di te rimarranno tutti a bocca aperta”.

 

Quella mattina, io ero sveglia. Sono stata tra quel 10% che ha visto sorgere l’alba...e il bene. Mi sono recata al ristorante prima che il sole sorgesse del tutto. Lì ho saputo del suo gesto e sono rimasta a bocca aperta.  Il bene non parla. Ma si riconosce sempre. Non fa rumore ma lascia il segno. Anche se nessuno lo vede, accade. Come l’alba. Come il portafoglio ritrovato, come un cane amato, come una cameriera che si mette nei panni degli altri. Perché è da lì, da quel piccolo gesto, che ricomincia il mondo. Dal bene che i miei genitori hanno sempre donato senza mai chiedere nulla in cambio. Sembrava perso. Invece, stava solo trovando la strada per tornare.

 

"Questo racconto nasce da un fatto realmente accaduto, vissuto in prima persona - conclude Mancini nel suo toccante post -. Ho voluto raccontarlo per rendere omaggio a chi, con un gesto semplice e straordinario, ha restituito non solo un oggetto smarrito, ma anche una profonda fiducia nell’umanità".

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