Contenuto sponsorizzato
Belluno
09 agosto | 15:59

Si dividono, lei arriva al rifugio lui no: scatta l'allarme, partono i soccorsi e l'elicottero. Notte di ricerche ma lui ricompare al mattino: gli si era scaricato il telefono

Ha trascorso la notte all'addiaccio, lungo un sentiero, perché quando è arrivato il buio si è reso conto che non avrebbe raggiunto la meta prefissata, il rifugio Pian de Fontana e, proseguendo la marcia, avrebbe messo seriamente a repentaglio la vita. Non era rintracciabile perché il telefono era scarico e, mentre lui stazionava in quota, decine e decine di soccorritori lo stavano cercando

Si dividono, lei arriva al rifugio lui no: scatta l'allarme, partono i soccorsi e l'elicottero

LONGARONE. Ha trascorso la notte all'addiaccio, lungo un sentiero, perché quando è arrivato il buio si è reso conto che non avrebbe raggiunto la meta prefissata, il rifugio Pian de Fontana e, proseguendo la marcia, avrebbe messo seriamente a repentaglio la vita. E mentre lui stazionava in quota, decine e decine di soccorritori lo stavano cercando.

 

Si è conclusa, fortunatamente, senza tragiche conseguenze la vicenda che ha avuto come protagonista un turista statunitense di 33 anni (Qui articolo) - evidentemente impreparato per affrontare il percorso che avrebbe voluto affrontare - che, nella mattinata di venerdì 8 agosto, era partito dal rifugio Tissi assieme ad una connazionale, facente parte dello stesso viaggio organizzato, con l'intenzione di raggiungere Pian de Fontana.

 

Lungo il tragitto e il 33enne e l'amica si erano separati e la donna aveva raggiunto senza problemi il rifugio, mentre l'uomo non era arrivato a destinazione. Nel suo ultimo messaggio, inviato alla compagna di escursione, diceva di essere quasi al rifugio Pramperet ma, da quel momento, il suo cellulare risultava irraggiungibile.

 

L'emergenza è scattata, dunque, nella tarda serata di venerdì 9 agosto: le squadre delle stazioni del Soccorso Alpino di Longarone, Val di Zoldo, Agordo, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e i vigili del fuoco di Longarone e Zoldo iniziavano la perlustrazione della zona (avvalendosi anche dell'ausilio di droni), partendo dai punti prioritari, mentre iniziavano le operazioni per individuare le celle telefoniche a cui si era agganciato il telefono dell'uomo, cercando di geolocalizzarlo.

 

Le ricerche proseguivano per tutta la notte e, nella mattinata di oggi, si levava in volo anche l'elicottero della Guardia di Finanza di Bolzano dotato di Imsi Catcher, il dispositivo che permette di individuare i cellulari, che trasportava a bordo il personale del Soccorso Alpino di Longarone.

 

Durante le operazioni, con le squadre che stavano "battendo" diverse zone, la gestrice del rifugio Pian de Fontana ha chiamato i soccorritori, raccontando che uno dei suoi ospiti, anch'egli statunitense, l'aveva avvisata che un suo amico aveva incontrato sulla strada proprio il 33enne americano e stava procedendo con lui in direzione del rifugio.

 

L'elicottero si è, dunque, diretto verso Forcella de Zita per verificare la segnalazione e per sincerarsi delle condizioni dell'uomo, che aveva trascorso la notte all'addiaccio. L'allarme è così rientrato e alle 8.10 e le squadre di soccorritori hanno potuto far rientro a casa.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 29 agosto | 21:03
Dal punto di vista amministrativo, infatti, allo stato attuale delle cose, non vi sono preclusioni al fatto che l'evento possa svolgersi come da [...]
Ambiente
| 29 agosto | 20:39
L'associazione ambientalista Anca: "Mentre la procedura diventa più rapida per chi deve intervenire sul campo, diventa più difficile per chi è [...]
Cronaca
| 29 agosto | 20:45
Un intervento complesso, durato ore, ostacolato dalla scarsa visibilità per nuvolosità e pioggia, che ha impegnato una ventina di [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato