Così la Dona è rimasta sola perché l’Omo si è abbandonato alla forza di gravità. Un enorme boato e le nostre montagne cambiano forma
Martedì si è verificato il crollo sulle Piccole Dolomiti in uno dei punti più iconici del gruppo del Carega. Un enorme boato e l'Omo è venuto giù. Ecco la riflessione di Pietro Lacasella su Lo Scarpone il nuovo portale del Cai

RECOARO TERME. Il 'profilo' delle Piccole Dolomiti è mutato per sempre. Nelle scorse ore è infatti crollata la guglia "Omo" che, accanto alla "Dona", formava una iconica 'coppia', simbolo del gruppo montuoso del Carega. A lanciare l'allarme sono stati degli escursionisti, accortisi del crollo mentre percorrevano il sentiero 113 che dal territorio comunale di Recoaro conduce alle due pietre che sorgono a quota 1.830 metri, scorcio più caratteristico e amato dell'itinerario verso il rifugio Scalorbi.
La notizia ve l'abbiamo data in tempo reale (QUI ARTICOLO). Condividiamo parte della riflessione di Pietro Lacasella sulla vicenda pubblicata sul nuovo portale del Cai, Lo Scarpone (che da ''dolomitici'' consigliamo di leggere), sulla vicenda.
Tutti li conoscevano così: l’Omo e la Dona. Fianco a fianco in uno slancio geologico intimo, tenero e al contempo severo, come solo le verticalità delle guglie sanno essere.
Oggi la Dona è rimasta sola perché l’Omo, forse stanco di stare in piedi come un pennacchio, si è abbandonato alla forza di gravità accasciandosi al suolo con un frastuono che dev’essere stato spaventoso. Lei invece è ancora lì: svetta in quello spicchio di cielo che avvolge il Monte Plische (Gruppo del Carega, Piccole Dolomiti).
Tempo fa, in occasione di un crollo sulla Torre Venezia, mi capitò di leggere una riflessione molto cinica, nel suo realismo, che sostanzialmente sosteneva che il volto delle Alpi, a parte qualche rara eccezione, è opera di una formidabile scultrice: la natura. Quindi – proseguiva il ragionamento – è da sciocchi rammaricarsi di fronte a una frana, perché è una dinamica essenzialmente “naturale”.
Il volto delle nostre montagne in effetti è segnato da un’erosione ininterrotta, da uno sfaldarsi privo di pause.














