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| 21 giu 2023 | 18:53

"Ho recuperato uno sciame d'api di cui mi prenderò cura in Lessinia", sulle rocce uno 'scalatore' vestito da apicoltore: "Non avevo mai arrampicato"

Il racconto di Riccardo: "Non avevo mai arrampicato in vita mia ma grazie all'aiuto di Cristian, un esperto scalatore, sono riuscito a portare a compimento l'impresa". Bardato e vestito con la tuta da apicoltore, l'uomo ha cominciato a risalire la parete rocciosa, raggiungendo dopo mezz'ora di fatica il punto in cui si trovava lo sciame

"Ho recuperato uno sciame d'api di cui mi prenderò cura in Lessinia"

VERONA. È stata una mattinata molto particolare per Riccardo, titolare dell'Apicoltura dell'orso, che produce miele nel cuore della Lessinia. "Mi sono cimentato nel recupero di uno sciame 'nascosto' in una nicchia nella roccia - anticipa a Il Dolomiti -. Mi era stato segnalato da un gruppo di scalatori e, siccome quelle api sarebbero state altrimenti soppresse, ho deciso di salvarle e prendermene cura io". 

Tutto ha avuto inizio lo scorso sabato, "quando alcuni scalatori mi hanno fermato per strada mentre giravo con il mio vistoso pick-up - esordisce Riccardo -. Mi avevano raccontato della presenza di uno sciame nascosto in una nicchia di una bellissima parete di roccia molto frequentata dagli sportivi". Così, l'apicoltore della Lessinia ha deciso di organizzarsi, approdando in Val Borago oggi, 21 giugno, con tutto il necessario per recuperare le api.  

"Non avevo mai arrampicato in vita mia - confessa - ma grazie all'aiuto di Cristian, un esperto scalatore, sono riuscito a portare a compimento l'impresa". Bardato e vestito con la tuta da apicoltore, Riccardo ha cominciato a risalire la parete rocciosa, raggiungendo dopo mezz'ora di fatica (e una decina di metri di arrampicata) il punto in cui si trovava lo sciame: "Dopo aver tolto un paio di favi ho individuato la regina e l'ho ingabbiata, portandola a terra".

Nel giro di poco, una vera e propria nuvola di api ha raggiunto la regina: "Sono in grado di rintracciarla sentendone l'ormone - fa sapere l'apicoltore -. Fra loro, peraltro, le api si chiamano e conducono così quelle che mancano a raggiungere il punto giusto". Poco dopo, tutto lo sciame aveva infatti raggiunto la casetta utilizzata da Riccardo per il recupero. 

"Per il momento ho lasciato la porta aperta, in modo tale che possano muoversi - conclude -. Questa sera tornerò per chiudere la porta della casetta, che recupererò e porterò in montagna da me". Api che si aggiungono a quelle di cui Riccardo già si prende cura in Lessinia, un'attività non facile da portare avanti, soprattutto viste le difficoltà date dai rincari e dal sempre più evidente cambiamento climatico: "Quest'ultima stagione a livello di miele è stata un disastro, ma non ci lamentiamo: credo che nella vita non ci sia nulla di più importante che imparare a restare positivi". 

 

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