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| 10 set 2023 | 14:39

IL VIDEO. Prima il boato delle pietre che crollano, poi la polvere che si alza: enorme frana sul Cervino

Le temperature altissime per il periodo stanno mettendo a dura prova la tenuta del permafrost su tutte le nostre montagne. In questi giorni lo zero termico è come in piena estate a quota 5.000 metri

di Redazione

CERVINO. Una impressionante frana si è distaccata dalla parete sud del Cervino. Le temperature altissime per il periodo anche in quota (e lo zero termico a quasi 5.000 metri) stanno indebolendo sempre di più il permafrost e, di conseguenza, la tenuta delle placche rocciose. Il risultato sono i crolli in serie che si stanno avendo sulle nostre montagne. 

 

Gli ultimi casi in ordine di tempo li abbiamo documentati: sul Sassolungo un crollo si è verificato sul Pollice delle Cinque Dita, poi un pezzo di roccia si è distaccato dal Teston della Schiara e ancora sono crollati circa 400 metri cubi di roccia dalle Punte di Campiglio, in zona cima Tosa, nel Gruppo delle Dolomiti di Brenta occidentale

 

Tornado Italia spiega che ''ieri ad esempio la temperatura ha raggiunto i 10.0 gradi alla stazione meteo di Capanna Margherita (4560m), valore molto vicino al record del giugno 2019 di 10.2°. Nei giorni precedenti, sempre a Capanna Margherita, le temperature non sono scese sotto lo zero per 4 giorni e 17 ore, un evento senza precedenti''.

 

Al riguardo Mirko Demozzipresidente dell'Ordine dei geologi del Trentino Alto Adige, spiegava a il Dolomiti: ''Il permafrost non è altro che il livello del terreno permanentemente ghiacciato. Quando si alzano le temperature, per il cambiamento climatico che provoca anche cambiamenti molto repentini a certe quote, il permafrost si scioglie e l'acqua inizia a scorrere. La roccia che prima era tenuta assieme da questa parte ghiacciata si sgretola. Il problema oggi è che il forte innalzamento delle temperature e il cambiamento climatico a cui stiamo assistendo vanno a toccare non solo i ghiacciai ma anche il ghiaccio nel terreno e questo nel recente passato non era mai accaduto. Possiamo dire che questo è un fattore in più di erosione che va ad aggiungersi al ghiaccio, alla neve o alla forte pioggia''.

 

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