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Belluno
22 dicembre | 12:22

Impianti risalita, 36 milioni ammessi a contributo a Belluno. Padrin: “Dal bando risorse tali da mettere a nuovo diverse parti delle ski aree delle Dolomiti”

Sono diverse però, dice la Provincia di Belluno, le società che devono ancora depositare documentazioni indispensabili. Padrin: “E' un settore strategico per l'economia della montagna”

Impianti risalita, 36 milioni ammessi a contributo a Belluno

BELLUNO. Ben 12 progetti per un valore complessivo di circa 36 milioni di euro di finanziamenti: sono queste le cifre comunicate dalla Provincia di Belluno per quanto riguarda le opere di ammodernamento degli impianti di risalita sul territorio provinciale. Progetti che, spiegano le autorità, sono stati presentati dalle società stesse “a seguito del bando per contributi in conto capitale per lo sviluppo di aree sciabili (come da delibera di giunta regionale 1260 del 2020)”. Ora l'ufficio impianti a fune della Provincia li ha esaminati tutti e ha avviato le pratiche per procedere con gli step successivi, per i quali sono però necessarie alcune integrazioni della documentazione progettuale.

 

Solo per uno dei progetti infatti – scrive ancora la Provincia di Belluno – è stato possibile chiudere definitivamente con esito positivo la procedura: si tratta della sostituzione dell'impianto casera dei Zorzi-Cornia in Val di Zoldo, con una nuova seggiovia più moderna (un progetto da 3,3 milioni di euro per i quali è stato concesso un finanziamento di 1,6 milioni)”.

 

“I nostri uffici – dice il presidente della Provincia, Roberto Padrin – stanno lavorando con impegno anche su questo fronte, per un settore che è strategico per l'economia della montagna. L'auspicio è che arrivino presto le integrazioni progettuali necessarie, al fine di definire al meglio, in un clima di piena e fattiva collaborazione tra amministrazione provinciale e società impianti, tutti gli aspetti funzionali e ambientali degli interventi. Il bando regionale – spiega infatti Padrin – garantisce una quantità di risorse tale da mettere a nuovo diverse parti delle ski aree delle Dolomiti, e alla vigilia delle Olimpiadi invernali è sicuramente un elemento in più quello di presentarsi al grande evento con impianti rinnovati, più moderni, sostenibili e dal minor consumo energetico. Risorse senza le quali molte società non avrebbero potuto proporre progetti di ammodernamento, e che mettono in moto anche l’economia delle aziende che si occupano di manutenzioni e lavori sugli impianti”.

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