Parte nonostante il maltempo e resta bloccato sulla ferrata sotto la pioggia, il soccorso alpino: "Manca l'abbiccì. Col temporale evitare cavi metallici"
Il Soccorso alpino Veneto sui social: "Ancora consigli? Sì, ancora e ancora, perché ci accorgiamo (e capita troppo spesso, soprattutto negli ultimi anni) che mancano le basi dell'andare in montagna, proprio l'abbiccì della sicurezza, in tante persone che hanno iniziato a frequentarla"

VICENZA. L'allarme era scattato nella mattinata di domenica 14 maggio nel territorio comunale di Recoaro Terme, nel Vicentino, quando un 32enne era rimasto bloccato sotto la pioggia in ferrata e gli operatori del soccorso alpino erano intervenuti per il recupero del giovane.
L'escursionista, partito nonostante le previsioni avverse per risalire il percorso attrezzato insieme ad un amico di 29 anni, era rimasto bloccato sotto un tratto verticale della Ferrata del Vajo Scuro nel Gruppo del Fumante, incapace di proseguire o tornare sui suoi passi.
Un fatto che, insieme ai molti incidenti che continuano ad avvenire in montagna a causa dell'imprudenza, ha condotto i soccorritori a lanciare un appello sui social: "Domenica scorsa il Soccorso alpino di Recoaro-Valdagno è intervenuto sotto la pioggia battente per aiutare un ragazzo trevigiano bloccato sotto un tratto verticale della Ferrata del Vajo Scuro, nel Gruppo del Fumante", viene premesso nel post.
"Malgrado le previsioni avverse, il 32enne era partito in mattinata con un amico di 29 anni per risalire il percorso attrezzato. Lui, arrivato nel punto impegnativo, si era fermato incapace di proseguire o tornare sui propri passi, mentre l'amico, che lo precedeva, aveva proseguito lasciandolo da solo". Una squadra di 4 tecnici aveva infine raggiunto l'escursionista, provvedendo a recuperarlo: "Cosa possiamo imparare da questa vicenda che si è per fortuna conclusa velocemente e senza alcuna conseguenza? Anzitutto quanto sia necessario consultare sempre il bollettino meteo e, se si decide di partire, una volta sul posto osservare l'evoluzione del tempo attorno a noi".
"Se i segnali di perturbazione in arrivo sono abbastanza evidenti e non siamo certi di concludere il nostro giro, forse sarebbe meglio rinunciare - viene sottolineato -. Dotiamoci sempre di abbigliamento, attrezzatura e calzature adeguate. In ferrata è fondamentale il kit completo e soprattutto indossare il casco: dall'alto può cadere di tutto. Con la pioggia anche sentieri e prati ripidi possono diventare scivoli insidiosi. La roccia bagnata ancora di più. Risalire un sentiero attrezzato bagnato richiede molto più sforzo, tempo e fatica ed è facile che da sopra cada materiale. Con la pioggia possono manifestarsi temporali, non è augurabile trovarsi attaccati a un cavo metallico in quota all'arrivo delle scariche".
I soccorritori proseguono facendo notare quanto sia importante sottolineare anche che "nessuno va lasciato mai da solo. Ancora consigli? Sì, ancora e ancora, perché ci accorgiamo (e capita troppo spesso, soprattutto negli ultimi anni) che, senza puntare assolutamente il dito su questo caso specifico, mancano le basi dell'andare in montagna, proprio l'abbiccì della sicurezza, in tante persone che hanno iniziato a frequentarla".
"Pur nella certezza che non esista il rischio zero, continueremo sempre a suggerire azioni e comportamenti da tenere, per cercare di evitarlo il più possibile".


















