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Quattordici donne alla conquista dell'Aconcagua, la spedizione "per motivare quelle ragazze che non si sentono all'altezza dei loro sogni"

Quattordici donne, provenienti da tutto il mondo, partiranno presto alla volta dell'Aconcagua, la vetta più alta del Sudamerica: "Siamo guide, portatrici, cuoche di spedizione, lavoratrici delle terre alte con un unico sogno: che venga riconosciuto il nostro ruolo di professioniste e appassionate di montagna. Vogliamo metterci alla prova per dimostrare che le esperienze in quota sono lì per regalare emozioni a tutte le persone che decidano di affrontarle con preparazione, rispetto e umiltà"

Di Sara De Pascale - 26 gennaio 2023 - 17:32

MENDOZA (ARGENTINA). Quattordici ragazze provenienti "un po' da tutto il mondo" (Cile, Argentina, Bolivia, Nepal e Italia ndr), accomunate dalla passione per la montagna, saliranno sulla cima dell'Aconcagua, in Argentina, a quota 6962 metri, e lo faranno in autonomia. Fra loro, ci sono anche Cecilia Mariani, accompagnatrice di media montagna e istruttrice di attività outdoor che vive a Pergine Valsugana e la veneta Alessandra Segantin.

 

"Siamo donne che hanno scelto di vivere la montagna a tutto tondo e insieme vogliamo dimostrare che il nostro ruolo nella conservazione e valorizzazione delle terre alte è fondamentale - esordisce Alessandra Segantin a Il Dolomiti accanto a Mariani -. Tutto è partito da un progetto di ricerca della rete "Mountain Women of the World" che ha scelto di concludere il tutto con la prima spedizione di gruppo in assoluto in quanto collettivo transnazionale di alpiniste - raccontano le due -. Così, è stato dato il via all'organizzazione della spedizione alla volta dell'Aconcagua, che unirà donne di montagna provenienti da Argentina, Bolivia, Cile, Nepal e Italia". 

 

In particolare, l'impresa si svolgerà tra il 4 e il 21 febbraio 2023, "giorno in cui torneremo a Mendoza - rimarcano le due alpiniste già approdate in Argentina -. Con i suoi 6.962 metri, il monte Aconcagua è una delle "Seven Summits" del mondo. Attraverso questa spedizione, la rete "Mountain Women of the World" mira a incoraggiare sempre più donne ad andare in montagna, promuovendo l'alpinismo come strumento di cura collettiva, per costruire umiltà, resilienza, connessione, empatia e reciprocità". Grazie alla realtà argentina "Mujeres a la Cumbre", che fa parte del collettivo, è stato possibile organizzare il tutto in maniera più che mai certosina

 

Accompagnatrice di media montagna dal 2020, Alessandre Segantin è già partita alla volta del Sudamerica insieme a Cecilia Mariani, conosciutesi qualche tempo fa sui social: "Le nostre compagne di cordata sono donne di montagna provenienti da tutto il mondo. Siamo tutte guide, portatrici, cuoche di spedizione, lavoratrici delle terre alte con un unico sogno: che venga riconosciuto il nostro ruolo di professioniste e appassionate di montagna. Vogliamo metterci alla prova con un obiettivo ambizioso ma alla nostra portata, per dimostrare che le esperienze in quota sono lì per regalare emozioni a tutte le persone che decidano di affrontarle con preparazione, rispetto e umiltà".

 

Lo scopo della spedizione? "Motivare tutte quelle donne che non si sentono mai all'altezza dei loro sogni", realizzando un'impresa da cui molte possano trarre spunto e ispirazione, facendolo con coraggio ma soprattutto con determinazione. Un progetto socio-ambientale attraverso il quale vengono promosse le conoscenze e le esperienze delle donne a tutela della montagna, della natura e delle loro comunità, rendendo inoltre visibile il problema del cambiamento climatico e la necessità di un rapporto più sensibile, rispettoso e amorevole con l'ambiente.

 

"Molte delle nostre compagne svolgono un ruolo essenziale nella tutela dell'ambiente e nello sviluppo sociale ed economico delle comunità montane. Sono le principali amministratrici del patrimonio, custodi dell'acqua e della biodiversità, dei saperi tradizionali e della cultura locale - prosegue Mariani -. Come ci sentiamo? L'adrenalina è a mille, così come la voglia di partire, anche se un po' di ansia non manca - ammettono le due alpiniste italiane, pronte per la fase di acclimamento che prenderà il via proprio oggi pomeriggio (26 gennaio) -. Per entrambe, sarà la prima esperienza a quote così elevate e, nonostante i mesi di preparazione alle spalle, sarà una bella sfida", confessano entusiaste. 

 

L'esperienza su di una delle montagne più alte al mondo "è totalmente autogestita, sia dal punto di vista organizzativo che economico. Abbiamo potuto contare sull'appoggio di organizzazioni ed enti pubblici argentini (come "Mujeres a la Cumbre") e su "Valli sport" di Schio, ma le spese che dovremo sostenere sono altissime, soprattutto per chi viene da lontano come me e Cecilia, Muna dal Nepal e le 'cholitas escaladoras' dalla Bolivia". 

 

Chi volesse sostenere l'impresa, potrà farlo attraverso una donazione: "Con l'aiuto di chi contribuirà potremo pagare le mule fino al campo base, parte delle spese di viaggio, l'acquisto del cibo e del noleggio materiale o, addirittura, un portatore nel caso arrivassimo ad averne bisogno. In questo modo ci aiuterete ad aumentare le probabilità di raggiungere la cima", conclude Alessandra entusiasta. 

 

La fase di acclimamento per Cecilia e Alessandra avrà inizi proprio oggi, "perché siamo quelle che abitano a quote più basse e avremo bisogno quindi di più tempo rispetto alle altre compagne per "abituarci'", sottolineano. Il via ufficiale per tutto il gruppo sarà il 4 febbraio: entro il 21, le donne potranno dire d'aver conquistato la vetta dell'Aconcagua. Buona fortuna ragazze!

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