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Via libera alla reintroduzione della lince: 5 esemplari saranno rilasciati sulle Alpi italiane: “È un momento storico per il nostro Paese”

I cinque esemplari (catturati in Svizzera, Romania e Croazia) saranno rilasciati in un territorio storico per la presenza di questa specie in Italia: “L’obiettivo è salvare le linci dall’estinzione”

Foto Progetto Lince Italia
Di Tiziano Grottolo - 05 marzo 2023 - 10:40

TRENTO. Saranno 5 gli esemplari di lince che prossimamente saranno liberati sulle Alpi Giulie italiane. Il progetto “ULyCA2”, coordinato a livello internazionale e inserito nel più ampio contesto dell’Ue “Life Lynx”, è stato elaborato nell’ambito di una strategia per la salvaguardia di questa specie a rischio estinzione che vede coinvolti i carabinieri forestali con il supporto del “Progetto Lince Italia”, del Wwf e della Regione Friuli-Venezia Giulia.

 

“La lince eurasiatica è attualmente il mammifero più raro del panorama faunistico nazionale e rischia di scomparire dal nostro Paese”, sottolineano gli esperti di Progetto Lince Italia. Il piano di conservazione prevede la reintroduzione, nella foresta di Tarvisio, di cinque esemplari di lince provenienti dalla Svizzera (Giura), Romania (Carpazi) e Croazia (Monti Dinarici).

 

Come già anticipato l’obiettivo è quello di rinforzare numericamente e geneticamente il minuscolo nucleo di linci italiane, che tuttavia ricoprono un ruolo strategico “come passerella” tra la popolazione dinarica e quella delle Alpi occidentali. In Trentino per esempio vive un unico esemplare di questa specie, B132, un maschio nato nel 2006 nel cantone del San Gallo in Svizzera (dove è presente una piccola popolazione, reintrodotta dalle autorità locali) e che ha raggiunto la provincia di Trento nel 2008. Questo esemplare vive proprio fra la Val di Ledro e Storo.

 

“Gli animali – spiegano da Progetto Lince Italia – saranno rilasciati in un territorio storico per la presenza di questa specie in Italia e che dal punto di vista biogeografico si trova in una posizione chiave per gli obiettivi e gli sforzi di conservazione di questa specie nelle Alpi ed in Europa. A seconda dell’andamento delle attività di cattura che si stanno effettuando nei paesi ‘donatori’, i rilasci avverranno in un periodo compreso tra marzo e fine aprile”. Non è escluso che una volta liberati questi esemplari possano spostarsi anche in Trentino-Alto Adige come avvenuto per B132 che per arrivare in val di Ledro dalla Svizzera coprì una distanza ben maggiore. In futuro invece potrebbero essere gli eventuali cuccioli a spostarsi in territori vicini. 

 

Dopo il rilascio questi esemplari saranno monitorati tramite collari Gps, fototrappole e campionamenti genetici. In chiave naturalistica – commentano da Progetto Lince Italia – si tratta di un momento storico per la conservazione della fauna nel nostro Paese”.

 

 

 

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