Bloccati nel rifugio con equipaggiamento inadeguato: i soccorritori portano in quota ramponi per 15 escursionisti. L'intervento sull'Appennino abruzzese
A raccontare l'accaduto, lanciando un appello per una corretta pianificazione delle escursioni in ambiente invernale, è il Soccorso alpino e speleologico abruzzese dopo l'interno al Rifugio Sebastiani, a oltre 2mila metri di quota in provincia de L'Aquila

L'AQUILA. Bloccati nel rifugio senza l'attrezzatura adeguata per la discesa sul terreno ghiacciato: recuperati 15 escursionisti al rifugio Sebastiani, in provincia de l'Aquila. Ad entrare in azione nella mattinata di oggi (3 gennaio) sono stati gli operatori del Soccorso alpino e speleologico abruzzese, insieme ai colleghi del soccorso alpino della Guardia di finanza.

La comitiva di 15 persone aveva come detto trascorso la notte al Sebastiani, a oltre 2mila metri di quota nell'Appennino abruzzese, nella catena montuoso del Velino-Sirente. A causa dell'equipaggiamento inadeguato al fondo innevato e ghiacciato però, e non essendo in grado di percorrere il sentiero di ritorno in autonomia, gli escursionisti hanno dovuto chiamare i soccorsi.
Gli operatori del Cnsas e del Sagf li hanno quindi raggiunti, provvedendo ad assicurare tutti con corde e a fornire ramponi e ramponcini per procedere in sicurezza. A seguito dell'intervento però (il terzo che ha visto protagonisti in pochi giorni nell'area escursionisti non adeguatamente attrezzati) il presidente del Soccorso alpino e speleologico abruzzese, Daniele Perilli, ha lanciato un appello parlando dell'importanza di una corretta pianificazione delle escursioni in ambiente invernale e soprattutto di equipaggiarsi adeguatamente onde evitare di trovarsi inutilmente in situazioni di pericolo.













