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Trento
30 giugno | 18:39

Carlo Budel infuriato contro una spedizione Cai: "Dovrebbero insegnare il rispetto della montagna e di chi ci lavora. Dopo il loro passaggio il bagno faceva vomitare"

Il gestore di Capanna Punta Penia parla di posti occupati per consumare le cibarie portate da casa a discapito di altri alpinisti che avrebbero, invece, mangiato quanto preparato da lui a fronte di soli 7 caffè ordinati e lamenta l'uso non adeguato del bagno che, per usare le sue parole "dopo il loro passaggio avrebbe fatto vomitare chiunque", ricordando che il wc viene pulito con acqua ricavata dal ghiaccio, che viene sciolto grazie alla legna trasportata con l'elicottero.

CANAZEI. Infuriato, ma anche amareggiato. E, come è nel suo stile, non le manda assolutamente a dire.

 

Anzi, ha letteralmente "tuonato", scrivendo un post sui propri canali social che, nel giro di pochissimo tempo, ha raccolto una "valanga" di messaggi di stima e supporto dai parte dei followers.


Destinatari dello sfogo di Carlo Budel, gestore della Capanna Punta Penia, sono i 18 componenti - 1 istruttore e 17 allievi - di una spedizione di un corso Cai che, a detta del 51enne feltrino, hanno avuto un comportamento decisamente maleducato quando hanno raggiunto il rifugio più alto delle Dolomiti, situato a quota 3.343 metri.

 

Budel parla di posti occupati per consumare le cibarie portate da casa a discapito di altri alpinisti che avrebbero, invece, mangiato quanto preparato da lui a fronte di soli 7 caffè ordinati e lamenta l'uso non adeguato del bagno che, per usare le sue parole "dopo il loro passaggio avrebbe fatto vomitare chiunque", ricordando altresì che il wc viene pulito con acqua ricavata dal ghiaccio, che viene sciolto con la legna trasportata a Capanna Punta Penia con l'elicottero.

 

"So che il discorso che sto per fare farà un casino - scrive Budel nel suo lungo post - ma non mi interessa e ora... Oggi, domenica, mi ero preparato torte, polenta, formaggio, minestrone e tante altre cose... Primi ad arrivare un corso Cai... in 17 con 1 istruttore... Già qui non capisco perché le guide alpine hanno un numero massimo ma va be... Entrano e mi riempiono il rifugio, è piccolo il rifugio e gli chiedo ti do carta e penna e mi tirate su l'ordine.. "Si, facci 7 caffè piccoli". Iniziano a tirare fuori il ben di Dio dagli zaini e mangiare e bere... Mi hanno chiesto le carte da briscola, tutto quello che avevo preparato sarebbe andato buttato, gli ho chiesto di lasciare il posto a chi arrivava, nel frattempo il bagno era uno schifo... Voglio chiedere a tutti quelli del Cai che mi seguono se è giusto? E' giusto farvi solo i c... vostri? E' giusto riempire un rifugio che lavora 1 giorno sì e 10 no solo per farvi i c... vostri???? Cosa state insegnando, cosa???? Se fosse per voi i rifugi sarebbero chiusi, un nodo lo puoi insegnare su un divano, il rispetto della montagna e di chi ci lavora no... Poi ci sono i gruppi Cai che io stimo e adoro, con persone qualificate, esperte che insegnano prima il rispetto poi i nodi... Oggi l'unico accompagnatore per 17 persone mi ha detto "sì ma è un rifugio", sì ok, ma un rifugio resta aperto se collabori, se no chiude... Detto questo se sto quassù non è per i soldi, se voglio fare soldi prendo un rifugio dove possono arrivare tutti, ma perché? Mi piace qui... Prima di criticarmi mettetevi al mio posto. Dopo il loro passaggio il bagno avrebbe fatto vomitare chiunque... E per pulirlo uso acqua sciolta con legne trasportate da un elicottero...".

 

All'interno dello sfogo Budel non fa di tutta l'erba un fascio, sottolineando di avere anche un ottimo rapporto con numerosi gruppi Cai, quelli che si pongono nel modo "corretto" in un luogo nel quale - inevitabilmente - non ci si può comportare come se ci si trovasse in un "normale" rifugio di montagna.

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