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Trento
13 gennaio | 20:41

"Chilometri di sentieri portano il tuo ricordo: senza te sembrano vuoti", addio a Spritz, 'custode' del rifugio Roda di Vaèl: "Sarai sempre parte della nostra famiglia"

"Ci sono passi, corse, salite e discese, chilometri e chilometri di sentieri che portano il tuo ricordo. Percorsi che ora senza te sembrano vuoti. Il mio sguardo che ti cerca dietro ogni pianta, sasso, curva. L'accennato tentativo di chiamarti, ma tu ormai sei a correre in cielo". Il ricordo della gestrice del Roda di Vaèl, che ha dovuto salutare per sempre il suo cagnolino Spritz, 'custode' del rifugio: "Fa buon viaggio amico mio"

"Chilometri di sentieri portano il tuo ricordo: senza te sembrano vuoti"

VIGO DI FASSA. Non solo un cane ma un amico ed un fedele compagno d'avventure. Se n'è andato negli scorsi giorni, lasciando un vuoto enorme, Spritz, 'custode' del rifugio Roda di Vaèl, che sorge a quota 2.283 metri nel Gruppo del Catinaccio, in Val di Fassa.

"C’è una fine che non può essere tale - scrivono i gestori della struttura in quota, che hanno annunciato la brutta notizia (anche) attraverso i social -. C’è una storia che può solo continuare, nel mio cuore, nel nostro cuore, in mille immagini stampate e video, ma soprattutto nella mia, nella nostra e nelle vostre memorie. Ci sono passi, corse, salite e discese, chilometri e chilometri di sentieri che portano il tuo ricordo. Percorsi che ora senza te sembrano vuoti. Il mio sguardo che ti cerca dietro ogni pianta, sasso, curva; l’accennato tentativo di chiamarti, ma tu ormai sei a correre in cielo". 

 

Lo ricorda così, con parole pregne d'amore ma anche di dolore, Roberta Silva, gestrice del Roda di Vaèl, il suo Spritz, non solo un cane ma un amico a 4 zampe che c'è sempre stato: "Quando hai un cane sai che il tempo é limitato, più breve, ma non ci pensi mai, non sei mai realmente pronto a dire "addio amico", loro sembrano sempre invincibili ed eterni - fa notare -. Questa però non è una fine perché sarai sempre una parte di me e della nostra famiglia. Il mio ed il nostro sorriso, il mio occhio attento sulle cime, il respiro che mi accompagnava nel sonno e mi scrutava fino a quando tutt'attorno non era pace, le slinguate di buongiorno al mattino, i peli ovunque per casa e sui vestiti".

 

E ancora: "Per i ragazzi sarai sempre il fratello con cui sono cresciuti, il loro protettore: ricordo come fosse ieri quando ancora piccolo aiutavi Emilio a muovere i suoi primi passi al rifugio e lo sorreggevi tenendolo per il polso. O le volte che con Agata piccola, ti mettevi davanti al passeggino ogni volta che qualcuno si avvicinava ed abbaiavi come monito a far sentire la tua presenza".

 

Insomma, un vero e proprio "custode" della famiglia e del rifugio, "il mio amico più fedele, il mio compagno d'avventura: mi hai preso sotto le tue ali 12 anni fa in un momento delicato e che hai vissuto con me senza mai abbandonarmi. Hai conquistato tutti e resterai per sempre nel cuore di chiunque ti ha conosciuto - conclude la rifugista -. Fa buon viaggio amico mio. Sono sicura che ogni volta che sarò su qualche sentiero tu sarai ancora lì accanto a me, o meglio sopra di me, seguendomi sempre e comunque". 

 

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