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Trento
15 febbraio | 16:05

Ci vogliono 54 bottiglie di plastica per fare i nuovi giacconi del SuperG della Val di Fassa: la scelta green per la Coppa del Mondo femminile

Comitato organizzatore, staff e volontari, dei due superG in programma il 24 e 25 febbraio sulla pista La VolatA, indosseranno giacche realizzate con plastica riciclata da Energiapura, sposando un messaggio di sostenibilità

Ci vogliono 54 bottiglie di plastica per fare i nuovi giacconi del SuperG della Val di Fassa
di Redazione

CAVALESE. Le giacche vengono confezionate grazie al riutilizzo di bottiglie di plastica, recuperate e lavorate fino a diventare tessuto certificato Global Recycling Standard, il più importante standard internazionale per la produzione sostenibile di indumenti e prodotti tessili realizzati con materiali da riciclo. Sono azzurre e grigie e saranno indossate dai duecento, tra staff, comitato organizzatore e volontari che si occuperanno di garantire lo svolgimento dei due SuperG di Coppa del Mondo femminile, in programma il 24 e il 25 febbraio in Val di Fassa.

 

Una scelta, per la valle ladina, a favore della sostenibilità che bene unisce lo sport e l’ambiente dolomitico in cui si svolgono le competizioni di sci femminili. ''Siamo lieti che queste giacche, che rappresentano il bestseller della nostra collezione, siano indossate in occasione delle gare di Coppa del Mondo della Val di Fassa - spiega Alberto Olivetto, Ceo di Energiapura, produttrice dei capi -. Si tratta di un’occasione che valorizza il percorso di questi anni di Energiapura verso l’azzeramento degli sprechi e delle emissioni di carbonio, per proteggere il futuro dello sport e dell’ambiente, in particolare quello delle nostre montagne''.

 

Le giacche vengono confezionate grazie al riutilizzo di bottiglie di plastica, recuperate e lavorate. Il 60% del materiale arriva dalla Francia, mentre il 40% dall’Italia, dove ci sono sicuramente margini di miglioramento, sia nella raccolta differenziata, sia nelle fasi finali di lavorazione per le aziende che riutilizzano la plastica e altri materiali. ''Si parte da una fibra che è ancora vergine, perché dal pet si ricava ancora pet e poi polimero per fare bave, filati e tessuti. Dopodiché le bave vengono ritorte, fatti i filati, le rifiniture. Quindi, ci sono i passaggi in tintoria, i finissaggi con varie membrane e idrorepellenze per poi arrivare al tessuto finale''.

 

Per realizzare ogni giacca servono cinquantaquattro bottiglie di plastica e va considerato che i capi vantano etichette, cerniere, imbottiture, fatte con materiale riciclato, secondo un iter virtuoso che azzera gli scarti e attiva un ciclo di sostenibilità. ''Da anni siamo a fianco di sciatori e atleti di tutto il mondo - conclude Olivetto -. Essere in Val di Fassa, accanto a quanti lavorano per questo importante appuntamento sportivo, aggiunge significato alla nostra mission che vede nella ricerca, a favore della protezione della salute del pianeta, un aspetto fondamentale''. 

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