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Belluno
26 marzo | 06:44

Da Cortina al Nevegal (e l'oro di Federica Brignone capolavoro di adattamento ambientale): "Tecnologia per la montagna: soluzioni sostenibili e rilancio turistico”

Dopo l’incontro a Oltre le vette sul tema della pista sintetica, Riccardo Ravagnan torna a parlare di Nevegal e modelli turistici sostenibili per il futuro della montagna: lo fa partendo da un lavoro realizzato durante le Olimpiadi per migliorare le performance sportive degli atleti, la stessa tecnologia è infatti applicabile per il turismo sul Colle

BELLUNO. “È quello che ho cercato di far capire a Oltre le vette: usiamo la tecnologia per creare soluzioni più sostenibili in Nevegal e, potenzialmente, anche altrove”. A tornare a parlare del futuro del Colle è Riccardo Ravagnan, weather strategist e cofondatore di Nevegal Life Srl.

 

Ravagnan è stato ospite de L’Altramontagna all’incontro sulla neve verde, cioè l’uso di piste sintetiche come elemento di passaggio a una fase in cui la neve vera è sempre più rara (qui l’incontro). Il Dolomiti lo ha incontrato nuovamente per farsi raccontare come le tecnologie possono aiutare l’idea di un turismo più sostenibile, partendo da un’applicazione in realtà prettamente sportiva.

 

“Come società Nphysis Srl - spiega - siamo parte del gruppo bellunese L.A. Holding Srl, di cui fa parte anche Nevegal Life Srl. Nphysis si occupa di meteorologia e data science, in pratica lavora con le tecnologie in cui il meteo può fare da guida”. Al suo interno c’è anche Meteoski, un portale dove scopriamo come una stessa tecnologia sia stata applicata sia in ambito sportivo che turistico.

 

“Per la prima volta a Cortina e Bormio 2026 - prosegue - abbiamo introdotto una nuova dimensione nell'analisi della performance sportiva. Ho infatti diviso la pista Olympia di Cortina e la Stelvio di Bormio in punti morfologici: per ognuno ho incrociato diverse variabili (come esposizione, inclinazione, ombreggiamento) con i dati sull’attraversamento degli atleti, arrivando a conoscere gli impatti ambientali della pista sulla loro performance. Non si guardano più quindi solo il gesto atletico, l’allenamento, la preparazione, ma anche l’ambiente”.

 

Anche l’oro di Federica Brignone nel Gigante diventa quindi “un capolavoro di adattamento ambientale”, nel quale l’approccio dell’atleta a meteo estremo e neve in rapida mutazione ha avuto un peso. Ma cosa c’entra tutto ciò con il Nevegal? “La tecnologia - risponde - è la stessa, usata per capire come dare un contributo per la sostenibilità in montagna. Mentre alle Olimpiadi l’impatto è chiaramente sportivo, cioè si lavora per ottimizzare la performance atletica, in Nevegal è turistico: come far sì che l’impianto sia più sostenibile a livello ambientale e più redditizio”.

 

Anche il comprensorio del Nevegal è stato infatti diviso in punti di interesse (come piste e rifugi), costruendo un modello matematico per avere previsioni dedicate a ognuno. “Posso sapere esattamente quali condizioni ci sono al rifugio Faverghera quel giorno - prosegue - oppure programmare su una pista l’innevamento. Un tema ricorrente in questa stagione è stata la mancanza di neve artificiale, con relativa chiusura degli impianti: questo sistema ha però permesso di pianificare risparmiando circa il 30% di acqua e il 25% di energia elettrica”.

 

Da questo algoritmo è nata anche la piattaforma Vivere Nevegal, dove ogni informazione ha una ricaduta sulla meteorologia o è ricavata da essa. Ad esempio c’è la sezione “rifugi aperti”, che Ravagnan nota funzionare molto. “Nei vari gruppi social - sostiene - mi sono reso conto che molti chiedevano informazioni sulle strutture e le condizioni per arrivarci. Qui ciascun gestore può fornire tutti i dati tramite il proprio telefono, dalle aperture al meteo: così il turista può programmare la sua giornata”.

 

“L’obiettivo - conclude - è la rivitalizzazione del Nevegal. Cosa può fare oggi il turista che vuole salire? In base a questi dati, possiamo proporgli determinate attività giorno per giorno ed è importante per il rilancio. Il Nevegal, infatti, funziona a prescindere grazie agli appassionati, ma affinché sia attrattivo per il turismo servono strumenti che facilitino la vita alle persone. Tutto quello avrei voluto trasmettere a Oltre le vette, al di là della pista sintetica: la tecnologia migliora sostenibilità e sicurezza in montagna. Non ho inventato l’acqua calda, ma sono piccoli contributi che, dal mondo sportivo, possono fare del Nevegal un caso studio i cui modelli sono potenzialmente esportabili in altre località e quote”.

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