Contenuto sponsorizzato

Dispersi nella neve senza attrezzatura, "Così due escursionisti hanno messo a rischio se stessi e i soccorritori". Tenca: "Troppo spesso ci si fa cogliere impreparati"

Sono rimasti bloccati nella neve a quota 1.750 al buio e senza abbigliamento o scarpe adeguati. Protagonisti della vicenda, due turisti spagnoli, recuperati in grave stato d'ipotermia a notte fonda dai tecnici del Soccorso alpino grazie ad un intervento molto complesso. Il gestore del rifugio Telegrafo: "Ecco come un'escursione si sarebbe potuta trasformare in tragedia. Manca la corretta informazione"

Di S.D.P. - 24 aprile 2024 - 11:19

VERONA. Sono rimasti bloccati nella neve a quota 1.750 metri sul Monte Baldo, al buio, senza abbigliamento o scarpe adeguati. Protagonisti della vicenda, due turisti spagnoli, recuperati in grave stato d'ipotermia a notte fonda dai tecnici del Soccorso alpino grazie ad un intervento molto complesso (QUI I DETTAGLI).

 

Un recupero che ha impegnato i soccorritori per diverse ore, costringendoli a raggiungere a piedi gli escursionisti a causa del maltempo. Verso le 23e30 una prima squadra è, infine, riuscita a raggiungerli e, subito, la situazione è apparsa critica: uno dei due uomini è stato trovato a terra, cosciente, ma immobile.

 

Una vicenda che conduce, ancora una volta, a riflettere sulla 'leggerezza' con cui molti scelgono di andare in montagna, mettendo in pericolo se stessi e i soccorritori. Riflessione fatta anche da Alessandro Tenca, volontario del Soccorso alpino Veneto e gestore del rifugio Telegrafo Gaetano Barana, sul Monte Baldo, che sui social ha pubblicato alcuni considerazioni: "Questi due ragazzi, evidentemente, non avevano avuto l'occasione, in gioventù, di partecipare ad un progetto come Baldo.Go. Vogliamo cominciare strappando un sorriso nell'esprimere il nostro punto di vista sulla situazione attuale in quota e sul grado di preparazione di molti che vanno in montagna oggi, specie in queste "stagioni intermedie" senza considerare il giusto approccio alle terre alte".

 

"I colleghi della Stazione di Verona del Soccorso alpino hanno affrontato condizioni assai complicate nel salvare, letteralmente, la vita a quei due ragazzi - fa notare -. A volte, bastano pochi ingredienti per preparare il mix perfetto. E questa poteva essere la volta in cui da una "semplice gita primaverile sopra il Garda" (come recitano le pubblicità) poteva scaturire una tragedia".

 

E prosegue: "Gli angeli del Soccorso alpino ci sono e ci saranno sempre, ma occorre lavorare alla radice degli errori di valutazione da cui partono simili situazioni. Il meteo degli scorsi giorni e le condizioni di percorribilità dei sentieri oltre i 1.000-1.200 metri sul Baldo erano e sono tali da sconsigliare, al momento, ogni attività in quota per chi non ha esperienza ed equipaggiamento alpinistico. Eppure, come collettività, ci siamo trovati ad impiegare uomini, energie e mezzi in un'operazione con importanti livelli di rischio e di costi".

 

Secondo il gestore del rifugio Telegrafo, sarebbe necessario che chi approda in quota s'informasse a dovere e che gli enti competenti offrissero tutte le indicazioni necessarie: "La stagione turistica è iniziata, ma la nostra efficacia a livello di servizi erogati e di informazioni da trasmettere non è stata all'altezza di un polo turistico/sportivo in contesto geografico alpino. E questo ci deve far riflettere - conclude Tenca -. C'è bisogno di prendere atto che sempre più persone, sia residenti che villeggianti in aree limitrofe alle nostre montagne, vengono in qualche modo attratti da un mondo che non sanno approcciare, che non conoscono e che sottovalutano".

 

"Le soluzioni sarebbero mille, ma tra queste non dobbiamo dimenticare una tra le più semplici da realizzare: l'adeguata in-formazione e una corretta educazione. Noi puntiamo sui giovani, affinché queste cose accadano con sempre minore frequenza: per questo abbiamo citato un progetto come Baldo.Go, che si pone l'obiettivo di educare le giovani generazioni alla montagna direttamente in montagna, o diamo spesso spazio alle attività del CAI Verona o dell' Alpinismo Giovanile - CAI Verona quali realtà educative nell'approccio alle terre alte".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
17 maggio - 20:36
Dalle parole e gli insulti la situazione è degenerata rapidamente quando la ragazza del più giovane avrebbe estratto il telefono per filmare [...]
Montagna
17 maggio - 17:04
L'obiettivo è ambizioso: conquistare e assegnare un nome a due vette inesplorate (superiori a 5.000 metri di altezza) della Cordillera Real in [...]
Cronaca
17 maggio - 18:48
L'allarme è scattato nelle prime ore di questo pomeriggio, l'anziana è scivolata probabilmente a causa del terreno reso scivoloso dalla pioggia
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato