Contenuto sponsorizzato
Trento
31 gennaio | 14:01

Fuochi d'artificio sulla cima della Paganella: "Approfondiamo l'episodio ma da anni impegnati sul futuro della destinazione. La transizione richiede tempo"

Negli scorsi giorni è stata organizzata una festa con lancio di fuochi d'artificio sulla Paganella. Un evento coerente con l'immagine e l'identità del territorio? L'Azienda per il turismo: "La sfida è trovare un equilibrio tra i punti di forza di oggi e quello che può essere il futuro della destinazione. Il fattore tempo è cruciale, non tutto può essere immediato"

Fuochi d'artificio sulla cima della Paganella: Approfondiamo l'episodio ma da anni impegnati sul futuro della destinazione

ANDALO. Festa e fuochi d'artificio in quota (Qui articolo). Un evento che nulla toglie al percorso intrapreso da qualche anno dalla Paganella. Questo in sintesi il pensiero della destinazione. Quasi 5 mila abitanti e oltre 2 milioni di presenze turistiche nell'arco di 12 mesi, un territorio spesso preso come riferimento per il suo dinamico modello di organizzazione turistica e la necessità di ragionare insieme su alcuni macro scenari di cambiamento.

 

"L'intenzione è quella di approfondire l'episodio ma questo non può screditare un ragionamento in corso, un percorso avviato da diversi anni per accompagnare il territorio verso la transizione di un modello diverso di turismo", dice Luca D’Angelo, direttore dell’Azienda per il turismo Dolomiti Paganella. "La sfida è trovare un equilibrio tra i punti di forza di oggi e quello che può essere il futuro della destinazione. Ma il fattore tempo è cruciale e non va dimenticato, non tutto può essere immediato".

 

Negli scorsi giorni è stata organizzata una festa, con lancio di fuochi d'artificio, sulla Paganella. Un evento da solo non compromette un ambiente, un paesaggio o un ragionamento sulla destinazione. La domanda di base è quale modello di turismo si vuole sviluppare o quale identità per il territorio si vuole promuovere.

 

Il rischio è quello di sottovalutare qualche episodio con la proposta di iniziative che possono essere poco coerenti con il posizionamento di una destinazione e del Trentino. "C'è un percorso di sensibilizzazione avviato ormai anni fa", aggiunge D'Angelo. "L'obiettivo è di conciliare, nel rispetto dell'ambiente, le esigenze di turisti e comunità locali per veicolare un approccio consapevole e sostenibile della montagna".

 

Questo inverno sono stati inaugurati tre impianti fotovoltaici per la produzione di circa 500mila chilowattora all’anno di energia sostenibile, equivalenti al consumo degli impianti di risalita durante la stagione estiva, da maggio a ottobre. E l'analisi per la gestione consapevole dei flussi al lago di Molveno (in collaborazione Trentino Marketing, Agenzia territoriale d'area e l'Apt) per definire la "capacità di carico", cioè il numero massimo di persone che possono frequentare una destinazione turistica nello stesso momento, senza causarne il degrado dell’ambiente fisico, economico e socio-culturale e la diminuzione della qualità della soddisfazione dei visitatori e del rapporto con i residenti.

 

"Siamo in una fase di raccolta dati e di analisi per delineare il percorso di sviluppo da oggi ai prossimi anni", prosegue il direttore dell'Azienda per il turismo Dolomiti Paganella. "Questo inverno, per esempio, valutiamo il peso dei non sciatori che utilizzano gli impianti di risalita".  

 

Azioni che si inseriscono nella cornice più ampia del Dolomiti Paganella Future Lab. Un'iniziativa recentemente premiata nel corso dell'assegnazione delle "Bandiere blu" e nel report "Neve diversa", sempre di Legambiente. Una serie di tavoli, di confronti e di approfondimenti per disegnare il turismo di montagna più adatto alla destinazione. Un programma, che è anche un Festival estivo, per trattare svariate tematiche e sensibilizzare ospiti e residenti, con interventi di esperti.

 

Cosa significa fare turismo oggi e soprattutto come possiamo immaginare il futuro di una comunità che affronta le sfide sopra indicate? Come possiamo coinvolgere le nuove generazioni per renderle parte attiva di un processo di gestione "visionaria" del territorio? Come immaginiamo un futuro in equilibrio tra la comunità locale (fatta da tutti gli abitanti e operatori economici)? Siamo certi che la strategia vincente, in ottica turistica, sia sempre quella della crescita? Come declinare il tema della sostenibilità ambientale, economica e sociale? Come rendere attrattivo il territorio all’innovazione? Alcune domande alle quali il laboratorio di ricerca-intervento sul futuro con il coinvolgimento della popolazione e i principali stakeholders della Paganella.

 

"Questo è un percorso articolato nel quale si cercano di intercettare le sensibilità del territorio e le varie esigenze del territorio, un ambito molto variegato e con diverse peculiarità e specificità. La transizione però richiede un processo ragionato e per certi aspetti anche cauto. Il tempo è fondamentale: i cambi di paradigma devono essere accompagnati e approfonditi con responsabilità", conclude D'Angelo.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 19 agosto | 16:15
L'allerta parte da questa notte, alle 0.00 fino alle 24 di venerdì e riguarda tutto il Trentino
Cronaca
| 19 agosto | 15:21
La ragazza è uscita dalla propria abitazione di Rezzato senza farvi successivamente ritorno. Non si esclude che la ragazza possa aver raggiunto la [...]
Cronaca
| 19 agosto | 16:00
Un uomo di 60 anni, che lavora all'interno della struttura, è stato colpito violentemente da uno dei tori. I titolari e i colleghi dell'azienda [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato