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| 08 set 2024 | 20:00

PODCAST. "A scuola sono stata bullizzata, l'arrampicata mi ha cambiato", Rainer: "La montagna è rispetto ma alcuni girano con la musica alta e altri pensano sia una palestra"

E' tra le più forti arrampicatrici, su roccia e su ghiaccio, si misura anche nel bouldering, le vie lunghe multipitch e il dry-tooling. Ha vinto la coppa del mondo di arrampicata su ghiaccio nel 2012 e nel 2015, poi ha vinto tre campionati del mondo nel 2009, 2011 e 2013, Angelika Rainer è ospite di "Da Quassù", il podcast de il Dolomiti realizzato da Marta Manzoni

di Redazione

TRENTO. "La parola chiave in montagna è il rispetto per l'ambiente, per la natura e per gli altri". A dirlo Angelika Rainer. "Non si lasciano le immondizie per esempio. E il silenzio è prezioso. Mi è capitato di incontrare escursionisti con la musica alta oppure altri che pensano che la falesia sia come una sala fitness e hanno occupato la parete per ore. Per me arrampicare è condivisione e confronto, invece alcuni pensano che sia come prenotare una cyclette".

 

E' tra le più forti arrampicatrici, su roccia e su ghiaccio, si misura anche nel bouldering, le vie lunghe multipitch e il dry-tooling. Ha vinto la coppa del mondo di arrampicata su ghiaccio nel 2012 e nel 2015, poi ha vinto tre campionati del mondo nel 2009, 2011 e 2013, Angelika Rainer è ospite di "Da Quassù", il podcast de il Dolomiti realizzato da Marta Manzoni.

 

"L'amore per la montagna è nata già da bambina", dice Rainer. "Sono di Merano e siamo circondati dalle montagne, inoltre mia mamma era appassionata di camminate: mi ha trasmesso la passione". Tra roccia e ghiaccio non c'è una disciplina che l'altoatesina preferisce in modo netto. Anche se poi riesce a scegliere l'attività che predilige.  

 

"Mi affascina sentire la roccia e i minuscoli appigli, spesso sfuggenti. E' il primo amore che mi ha portato a scoprire la verticalità. Il ghiaccio invece è effimero, un privilegio da scalare". Attività, soprattutto sulle superfici ghiacciate che risentono degli effetti della crisi climatica.

 

"Le stagioni sembrano sempre più brevi, il ghiaccio si forma tardi e sparisce già tra gennaio e febbraio", evidenzia Rainer. "Ormai da anni si notano dei cambiamenti in Italia e l'ultimo inverno è stato molto secco. Ma anche in Austria e Svizzera, dove il meteo è solitamente più stabile, si notano dei cambiamenti. È un po' spaventoso, speriamo che questo trend si fermi". 

 

L'arrampicata le ha permesso di viaggiare, le mete indimenticabili sono Islanda e in Canada, qui ha scalato le stalattiti strapiombanti. "Il sogno è invece di andare in Australia e non solo per arrampicare".

 

A sua mamma era stata preclusa la possibilità di iscriversi all'associazione di montagna "ma oggi è molto diverso. Ho iniziato 25 anni fa e in alcuni casi ero l'unica partecipante ma adesso ci sono corsi in cui sono più bambine rispetto ai bambini. Mi è capitato invece in montagna un episodio di tre cordate composte in maggioranza da donne".

 

Un'esperienza generalmente positiva. "Ben pochi gli episodi negativi, credo che il mondo dell'arrampicata sia molto aperto. I miei insegnanti sono stati ottimi e gentili, mi hanno trasmesso la loro esperienza. E molti amici mi chiedono di provare le pareti appena chiodate".

 

Nel 2023 ha scalato Esclatamasters - Perles, una via 9a. "Un risultato raggiunto con tanto lavoro e credendo in me stessa. Un obiettivo che mi sembrava irraggiungibile ma dopo aver abbandonato le gare su ghiaccio mi sono concentrata su questo sogno e mi sono allenata per 2 anni in modo specifico".

 

La più grande gioia sportiva è "legata alla vittoria della coppa del mondo nel 2012 perché è difficile e impegnativo prepararsi alle gare in poco tempo. La delusione invece nel 2013 dopo una bellissima stagione ho perso all'ultima gara e questa sconfitta mi brucia ancora".

 

Nella vita privata invece "il viaggio in Nuova Zelanda a 22 anni. A me piace la compagnia degli amici, del mio compagno e della mia famiglia. Li ero da sola dall'altra parte del mondo. Una sfida e una scommessa con me stessa. Il momento più duro quando da ragazzina per più di un anno a scuola sono stata vittima di bullismo: l'arrampicata mi ha cambiato, mi ha dato la forza e la fiducia per reagire".

 

Le prossime sfide "un viaggio in Spagna per provare un'altra 9a e poi qualche scalata sul ghiaccio. Nella prossima vita? Non so chi vorrei essere ma vorrei essere in montagna", conclude Rainer.

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