PODCAST. "Sulle Alpi c'è una massificazione e può essere un po' un problema", Adam Ondra: "L'arrampicata? La vita senza rischio non esiste"
Considerato il più forte arrampicatore del mondo, il primo a salire una via 9c, Adam Ondra è ospite di "Da Quassù", il podcast de il Dolomiti realizzato da Marta Manzoni
TRENTO. "Gli eventi hanno un impatto e soprattutto sulle Alpi si vede una massificazione". A dirlo Adam Ondra. "Può essere un po' un problema ma il turismo porta ricchezza e la situazione diventa particolare. Forse il turismo degli arrampicatori è un po' migliore di quello dello sci".
Considerato il più forte arrampicatore del mondo, il primo a salire una via 9c, Adam Ondra è ospite di "Da Quassù", il podcast de il Dolomiti realizzato da Marta Manzoni.
"Sono cresciuto con l'arrampicata", prosegue Ondra. "Non saprei dire come sarei come persona se non fossi un arrampicatore. Questa disciplina mi ha dato tanti valori, come essere onesto. A volte è un'attività frustrante ma non c'è nulla tra fare una via o cadere: i piccoli dettagli ti influenzano quando sei sulla parete, mi sento a casa sulla roccia".
Gli sport outdoor sono in forte crescita, "ma non ovunque è così, in alcune zone sono più frequentate le palestre indoor, che sono molto popolari. Andare sulla roccia è più complicato perché richiede forse un'altra passione e un'altra preparazione. La vita senza rischio però non esiste, anche per le persone che cercano la massima sicurezza. Cerco una vita che mi fa sentire vivo e libero: voglio mostrare anche questo a mio figlio. Non penso che la nascita di Ugo abbia cambiato qualcosa sul fronte dell'arrampicata sportiva, vedremo se le decisioni e l'approccio cambiano alle quote più elevate".
Gli sportivi possono trasmettere messaggi positivi, come Yeman Crippa. "Molto dipende se l'atleta sente di avere questa responsabilità. Sono fortunato a fare quello che mi piace a livello di professionista. Per me l'arrampicata è un lavoro e per questo vengo ispirato dalle attività per migliorare la vita delle altre persone".
E nonostante il flusso sempre più elevato in quota, "ci sono ancora tanti posti da esplorare. Poi il cammino da intraprendere è una scelta personale. Non tutti vogliono l'avventura quanto il semplice divertimento, non c'è nulla di male in questo. L'arrampicata è uno sport per tutti".
Ogni atleta di alto livello "deve essere individualista ma c'è una comunità molto bella in gara, in falesia e in montagna. Poi sono ambizioso e mi piacciono le gare: trovo interessante la parte della preparazione. L'arrampicata cambia sempre perché ci sono nuove generazioni".
Il prossimo appuntamento è alle Olimpiadi in Francia. "A Tokyo è stata la prima volta dell'arrampicata ai Giochi, un momento po' speciale anche per il Covid. Sono motivato per Parigi. Talvolta non è semplice capire se la motivazione sia personale o per le aspettative per gli altri ma provo ancora gioia e divertimento perché l'arrampicata è la cosa più bella del mondo e ogni tanto ci si dimentica se si è troppo concentrati sull'obiettivo", conclude Ondra.













