Segue la traccia Gps e si perde sull'Antelao, poi chiama i soccorsi ma il telefono si scarica: recuperato un escursionista grazie all'elicottero Falco
A dare per primi l'allarme un gruppo di ragazzi che ha sentito le grida di aiuto del 33enne di Catania che era finito fuori sentiero

SAN VITO DI CADORE. Hanno sentito delle grida di un uomo che chiedeva aiuto ma era impossibile scorgere dove fosse. Hanno, quindi, chiamato i soccorsi mentre, contemporaneamente, anche la persona in difficoltà contattava la centrale salvo non riuscire a dare in tempo indicazioni precise perché il telefono si era scaricato.
E' stato un intervento non facile quella avvenuto questo pomeriggio, poco dopo le 15.30, sull'Antelao, il Re delle Dolomiti, che con i suoi 3.264 metri di quota è la seconda vetta più alta delle Dolomiti.
A dare per primi l'allarme sono stati dei ragazzi che hanno chiamato il 118, poiché mentre si trovavano in forcella hanno sentito delle richieste di aiuto provenire dalla normale dell'Antelao, senza riuscire a individuare la persona che gridava.
La Centrale è stata poi attivata dallo stesso escursionista in difficoltà, che però non è riuscito a dare alcuna indicazione perché si è subito scaricata la batteria del telefono.
L'elicottero Falco ha quindi sorvolato l'area attorno alla via di risalita, finché, fuori sentiero, ha individuato l'uomo, un 33enne di Catania, che ha poi detto di essere finito lì seguendo un tracciato Gps. Issato a bordo dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 40 metri, l'escursionista è stato lasciato al Rifugio Galassi.















