L'alpinista Natalia Nagovitsyna bloccata a quota 7.000 con una gamba rotta da 7 giorni: le restano pochissimo cibo e acqua. Disperata corsa contro il tempo per salvarla
Disperata corsa contro il tempo per trarre in salvo l’alpinista russa bloccata a quota 7.000 con una gamba rotta. Secondo quanto si apprende, un sorvolo avrebbe confermato che la donna è ancora viva, nonostante i 7 giorni trascorsi all’addiaccio

POBEDA PEAK. È disperata la situazione dell'alpinista russa Natalia Nagovitsyna, 47enne bloccata da ormai una settimana a quota 7.000 metri sul Pobeda Peak.
Il Pobeda Peak, vetta più alta del Tian Shan e del Kirghizistan, è noto per essere la più impervia delle cime di 7.000 metri. In zona non è mai stata portata a termine (con successo) l'evacuazione di un alpinista ferito.
Natalia Nagovitsyna negli scorsi giorni ha avuto un tremendo incidente in fase di discesa: si è rotta una gamba e da allora è rimasta bloccata, senza possibilità di muoversi. Secondo quanto si apprende, avrebbe a disposizione pochissima acqua e cibo, ma non ha con sé una radio.
I soccorsi, resi difficili anche dal maltempo, non sono ancora riusciti a raggiungerla. Sono stati effettuati differenti sorvoli con elicotteri. Alcuni soccorritori hanno tentato l'avvicinamento a piedi ma sono rimasti feriti e non hanno potuto proseguire.
Il 19 agosto, un sorvolo con drone ha confermato che Nagovitsyna è ancora viva nella sua tenda, piantata nella stessa conca dove giace ancora il corpo di Mikhail Ishutin. Anni fa, una squadra di Arkhangelsk tentò di recuperarlo, ma non ci riuscì.












