Nausea e vertigini in quota, ecco gli effetti del pericolo "whiteout" tra nebbia e neve: due alpinisti disorientati salvati dal soccorso alpino
Quando si verifica il "whiteout" spesso gli escursionisti lamentano sensazioni di nausea o vertigini perché manca qualsiasi riferimento visivo

MERANO. Una fitta nebbia. Vertigini, nausea e disorientamento.
Sono alcuni degli "ingredienti" dell'intervento del soccorso alpino di Merano della serata di domenica 11 maggio, quando intorno alle 22 una squadra di soccorritori ha infatti portato in salvo due alpinisti altoatesini finiti in difficoltà sul Picco Ivigna, lungo la via ferrata Heini Holzer a 2.500 metri di quota.
I due con tutta probabilità hanno subito gli effetti di una pericolosa condizione in vetta, il whiteout: secondo quanto riferito ai soccorritori infatti la nebbia ha causato ai due alpinisti vertigini e nausea, tanto che i due (ormai esausti e infreddoliti) hanno deciso di chiamare i soccorsi.
Il whiteout (QUI L'ARTICOLO) è una condizione in cui la nebbia e la neve si fondono visivamente, creando un ambiente completamente bianco dove è impossibile distinguere l’orizzonte. Non distingui più il cielo dalla neve. Non si percepisce più l’inclinazione del pendio, non si vedono i contorni. È una situazione che disorienta completamente.
Spesso gli escursionisti lamentano sensazioni di nausea o vertigini perché manca qualsiasi riferimento visivo, e l’unico punto fisso diventa la guida che apre la traccia.
Nel whiteout, ricordano gli esperti, ogni scelta deve essere conservativa. Prepararsi in anticipo con strumenti affidabili, avere una traccia personale e saper rinunciare quando le condizioni non sono più gestibili è fondamentale. Anche tornare indietro è una decisione da professionisti.













