Ospita le Olimpiadi ma a Tesero inverno quasi cancellato e non c'è più una scuola. De Godenz: "Ora si paga un po' di pegno ma saremo all'avanguardia per 20 anni"
Lago di Tesero è cartolina e vetrina appannaggio dei grandissimi eventi: Marcialonga e Tour de Ski. Sembra esserci una contraddizione proprio nella sede delle Olimpiadi. Il presidente del Comitato Nordic Ski, Pietro De Godenz: "Ci sarà un tracciato che parte dallo stadio e si sviluppa nell'alveo dell'Avisio. Si è cercato di minimizzare i disagi che ci sono quando si organizza un evento di così alto livello"

TESERO. E' sede delle Olimpiadi e un'area riconosciuta di primissimo livello per il fondo ma oggi non c'è più una scuola italiana e la zona resta preclusa o quasi per tutto l'inverno. L'intenzione è di innevare un anello con partenza dallo stadio ma Lago di Tesero è cartolina e vetrina appannaggio dei grandissimi eventi: Marcialonga e Tour de Ski. Poi si alzerà il sipario sui Giochi. Se il Giro d'Italia porta ricadute prima e dopo il passaggio della corsa rosa, una cornice di pubblico il giorno della manifestazione, in val di Fiemme ci sarà da aspettare per raccogliere dividendi.
Si corre per ultimare i dettagli della venue olimpica e i cantieri sono ancora operativi per concludere gli allestimenti. Non si è riusciti a raggiungere un accordo con la Scuola italiana di fondo che ha chiuso i battenti e un paio di maestri si sono trasferiti a Predazzo. Lì con il supporto dell'Unione sportiva Dolomitica è stato ricavato un anello e il bacino di utenza spazia fino a Panchià, Castello Molina e Cavareno. Circa 200 i bimbi delle scuole dell'infanzia che si approcciano agli sci stretti. Sempre valida la proposta a passo Lavazè.
C'è quella che sembra una contraddizione proprio a Tesero? "L'organizzazione delle Olimpiadi è complessa e si paga un po' di pegno, questo è inevitabile", dice Pietro De Godenz, presidente del Comitato Nordic Ski. "Tuttavia ci sono le possibilità di poter svolgere sci nordico in località. La previsione è di innevare un tracciato per la Marcialonga fuori dallo stadio e i binari vengono preparati nell'alveo dell'Avisio. E' chiaro che le piste olimpiche sono disponibili: ci sono i cantieri e poi l'area è destinata ai Giochi e quindi non è accessibile".
Qualche possibilità si dovrebbe aprire quando i tasselli saranno al loro posto, anche se il piano è di valorizzare per questa stagione le altre zone deputate agli sci stretti, appunto Predazzo e Lavazè. "Cambia poco e ci sono tutte le possibilità per praticare il fondo e nel corso degli scorsi mesi abbiamo raggiunto un accordo con gli sci club della valle di Fiemme", aggiunge De Godenz. "Inoltre un maestro di sci è entrato tra le fila del nostro gruppo, quindi anche a Tesero si potrà fare scuola".
Si è lavorato anche per tenere aperto il ristorante "fino a qualche giorno prima delle Olimpiadi", prosegue il presidente del Comitato Nordic Ski. "Ci si deve un po' adattare perché il parcheggio è un po' più lontano, però è stata creata una strada per raggiungere il locale. Gli sforzi sono sempre stati massimi per minimizzare impatti e disagi, che inevitabilmente ci sono quando si organizza un evento di tale portata".
Si soffre quest'inverno con il ragionamento che guarda al lunghissimo periodo. "Ci sarà un centro funzionale all'avanguardia per i prossimi 20 anni, senza dimenticare i benefici che garantisce la presenza di un Centro federale di prim'ordine e strutture altamente qualificate", evidenzia De Godenz. "Ora c'è qualche disagio ma è un investimento di prospettiva".
"Il Trentino e la val di Fiemme si devono preparare a proporre qualcosa di innovativo, di diverso e di caratterizzante. Si può far leva sul ritorno di immagine e sulla promozione per un decennio", continua De Godenz. "I numeri dello sci alpino restano molto lontani e anche il giro economico, tuttavia quello nordico è un settore in crescita per svariati motivi, come i costi più contenuti in questo periodo di riduzione del potere d'acquisto delle famiglia, un'attività considerata più sicura, più green e più sostenibile.
"La sfida è intercettare un mercato ricettivo, anche dall'estero, e molto interessato alle discipline nordiche. Non solo i turisti dalla Scandinavia, ma anche quelli dalla Repubblica Ceca e dal Canada, per esempio, dividono la vacanza tra sci alpino e fondo durante una settimana", conclude De Godenz.












