Quasi sei ore di intervento per recuperare una donna bloccata a quota 3.300: si era avventurata in montagna con il maltempo (rimanendo ferita)
Dodici soccorritori si sono portati in quota a piedi procedendo a rilento a causa della scarsissima visibilità. Per riportare la donna a valle ci sono volute quasi 6 ore

BOLZANO. Si sono avventurati a quota 3.300 nonostante il maltempo e per recuperare una di loro, rimasta ferita, ci sono volute diverse ore. Protagonisti della disavventura in quota avvenuta nella zona di Mazia, piccolo borgo in quota che sorge in Alto Adige, sei scialpinisti.
Il gruppo era salito proprio da Mazia alla volta di cima Ramudla, a oltre 3300 metri di quota in Val di Mazia, con un meteo tutt'altro che favorevole. Ad un certo punto una donna è caduta, riportando una frattura che le impediva di proseguire.
E' stato quindi lanciato l'allarme ma a causa della fitta nebbia l'elicottero non poteva alzarsi in volo. Dodici soccorritori si sono quindi portati in quota prima a bordo di quad e poi a piedi, procedendo a rilento a causa della scarsissima visibilità.
Una volta raggiunta, la donna è stata adagiata su di un'Akja (una sorta di slitta utilizzata spesso utilizzata sulle piste da sci per i soccorsi ndr) e trasportata a valle. Trattandosi di una zona particolarmente impervia, i tecnici si sono dovuti fermare a più riprese per assicurare la scialpinista alla "barella". Ci sono volute 5 ore e mezza per terminare, con successo, l'operazione di soccorso.














