"Non riapriremo più: chiusa la stazione sciistica siamo rimasti senza lavoro. La frana il colpo di grazia'', si arrende la storica Stella: ''Ma il territorio non deve morire''
Il locale in Val Palot chiude i battenti, solo due anni fa la titolare Monia Delvecchio lo aveva prelevato per rilanciare una storia lunga quasi mezzo secolo: "La frana che ha parzialmente isolato la valle è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, già colmo dopo la chiusura della stazione sciistica: non bastano i soli residenti per andare avanti e far fronte alle spese. Seve che le istituzioni agiscano: questo territorio montano non può morire"

PISOGNE. "Dopo aver prelevato un'attività con quasi cinquant'anni di storia, ci troviamo costretti a chiudere: la frana che ha parzialmente isolato la Val Palot è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un vaso già colmo dal momento che il nostro territorio sembra essere stato dimenticato da chi avrebbe il dovere di rilanciarlo, in primis le istituzioni".
Sono parole amare quella di Monia Delvecchio, titolare dell'albergo-ristorante-pizzeria Stella a Val Palot, località nel territorio di Pisogne nel cuore dell'omonima valle che, a fine dicembre, si è trovata parzialmente isolata in seguito alla frana verificatasi nella frazione di Sonvico Inferiore (QUI ARTICOLO).
Ripercorrendo l'accaduto, dopo il distaccamento una grande quantità di massi e detriti si è riversata sulla strada che conduce proprio in val Palot, rendendo difficili i collegamenti con tutte le frazioni montane dell'area.
E se è proprio di queste ore la notizia che la Procura ha firmato il dissequestro dell'area interessata - passaggio fondamentale per l'avvio dei lavori di ripristino - le operazioni richiederanno comunque tempo nonostante un finanziamento di oltre 400 mila euro proveniente dalla Regione e il malumore dei residenti, che venerdì scorso avevano manifestato davanti al Comune per chiedere risposte, è comunque alto e si riverbera nelle parole della ristoratrice che ha scelto, a malincuore, di chiudere i battenti.
Monia Delvecchio, prima di mettere a fuoco le motivazione della dolorosa scelta, spiega di aver prelevato poco più di due anni fa l'attività storica, chiusa da tempo ma da decenni punto di riferimento del territorio, con l'intenzione di rilanciarne la storia.
Operazione, specifica, che si è trovata però di fronte una serie di ostacoli: il calo delle presenze in valle dopo la chiusura della stazione sciistica in seguito al tragico incidente che causò la morte di un operaio (QUI ARTICOLO) durante la manutenzione dello skilift e il fatto che "sembra che questo territorio montano voglia essere abbandonato e non rilanciato".
"All'inizio l'attività andava bene, ed eravamo partiti con più dipendenti – racconta Delvecchio – poi però una serie di eventi, la chiusura della stazione sciistica e in ultima battuta la frana, hanno complicato le cose: purtroppo i costi gestionali sono alti, e non è possibile farvi fronte solo con la clientela costituita dai residenti, che si sono dimostrati comunque fantastici: pensi che nell'ultimo periodo molte persone sono venute a mangiare da noi tutti i giorni per sostenerci, e per far si che non chiudessimo".
A mancare, sottolinea la titolare, sono proprio le presenze esterne, nonostante parliamo di una Valle che "è sempre stata apprezzata, frequentata e con grandi potenzialità ma di cui ora sembra non importare più a nessuno". A fronte di queste parole, le chiediamo di entrare nel merito della riflessione. "Servono interventi urgenti a livello istituzionale – spiega – per rilanciare questo territorio: sono state fatte anche delle proposte da chi è attivo sul territorio, tra cui la richiesta di organizzare eventi che possano attrarre persone, ma queste sembrano cadere nel vuoto e a pagarne le conseguenze sono le attività commerciali e i pubblici esercizi, che condividono le stesse nostre difficoltà".
La titolare dell'albergo ristorante pizzeria stella spiega poi come la frana di dicembre abbia rappresentato un ulteriore "duro colpo", isolando ulteriormente la Val Palot e spingendola a propendere verso la decisione di chiudere i battenti.
"Inizialmente abbiamo voluto chiudere temporaneamente – spiega sconsolata – in attesa di qualche novità, ma ora la decisione è definitiva: non riapriremo più e questo rappresenta un problema anche per i dipendenti che lavoravano da noi".
E infine un appello "a chi si deve prendere la responsabilità di far rivivere la valle". "Anche se noi non ce l'abbiamo fatta e il nostro locale non esisterà più – chiosa Monia Delvecchio – serve che gli enti, anche sovracomunali, si impegnino a rilanciare questo territorio bellissimo e che ha vissuto stagioni d'oro. La storia de La Stella finisce, ma non deve accadere lo stesso alla Val Palot, sarebbe imperdonabile".












