Prima le chiamate senza risposta, poi i suoi oggetti trovati "sparsi" lungo un pendio: tremenda disavventura per un 26enne in quota. Ritrovato in gravissime condizioni
Il 26enne è stato recuperato attorno alle 04e30, dopo essere stato trovato in gravissime condizioni

SAN GREGORIO DELLE ALPI. È stato ritrovato dalle squadre in ricerca, tra i Monti Pizzocco e Pizzocchetto, e recuperato nella notte (12 ottobre) in gravi condizioni l'escursionista per il cui mancato rientro ieri, verso le 20, era scattato l'allarme (QUI ARTICOLO).
L'allerta era scattata dopo che il ragazzo non dava (da ore) più notizie di sé. Il 26enne di Roma era partito in mattinata per una camminata di qualche ora lasciando detto che si sarebbe diretto nella zona di San Gregorio nelle Alpi.
Quando a sera non era ancora tornato e al cellulare non dava risposta, si era messa in moto la macchina delle ricerche, con il rinvenimento della sua auto, da parte della polizia, parcheggiata in località Roncoi.
Le squadre del Soccorso alpino di Feltre e della Guardia di finanza, i vigili del fuoco e personale della polizia avevano subito iniziato a percorrere a piedi la rete sentieristica che parte da quel punto verso il Monte Pizzocco. Da Bolzano era decollato l'elicottero della Guardia di finanza dotato di Imsi Catcher, per l'individuazione degli apparecchi cellulari, ma la presenza di nuvole basse non aveva permesso di salire in quota e un eventuale agganciamento.
Grazie ai familiari in arrivo da Roma, che hanno fornito gli account dell'orologio Garmin da lui indossato, Guardia di finanza e vigili del fuoco sono riusciti a risalire al tracciamento Gps e agli ultimi segnali registrati, che lo indicavano dietro la cengia del Monte Pizzocchetto.
I soccorritori di Feltre, tra i quali il medico di Stazione, e della Guardia di finanza hanno quindi raggiunto a piedi la posizione ricevuta e, scendendo lungo la verticale, hanno iniziato a trovare alcuni suoi oggetti, fino ad arrivare dal giovane escursionista, che era scivolato ruzzolando per un centinaio di metri tra le balze rocciose. Il ragazzo era vivo, sebbene in condizioni critiche per i possibili traumi riportati, ed è stato preso in carico dal medico e dai soccorritori.
Da Treviso è immediatamente decollata l'eliambulanza, che ha tentato un primo avvicinamento, vanificato dalla presenza delle nubi. L'elicottero di Treviso emergenza è quindi atterrato in attesa di un miglioramento delle condizioni di visibilità a San Gregorio nelle Alpi, provando una seconda volta a salire di quota, purtroppo sempre fermato dallo strato denso di nuvole.
Nel frattempo i soccorritori hanno imbarellato l'infortunato e lo hanno sollevato per contrappeso un centinaio di metri con manovre di corda, fino a riportarlo sul sentiero, da dove hanno avviato il trasporto a spalla in discesa per altri 200 metri.
Le squadre sono quindi riuscite a portare la barella fuori dalle nubi in un punto in cui, verso le 4.30, è potuta arrivare l'eliambulanza. La barella è stata recuperata dal tecnico di elisoccorso calato a terra con un verricello di una ventina di metri, portata al campo base a San Gregorio e affidata all'equipe sanitaria. L'elicottero è poi volato all'ospedale di Treviso.














