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Belluno
04 ottobre | 13:54

Quasi 2,5 milioni per la Skiarea Falcade dal Fondo comuni confinanti, Bond: “In montagna non ci si può permettere di arrivare dopo i 'vicini'”. Ecco gli interventi

Ad annunciarlo è la Regione Veneto: l'intervento, finanziato integralmente dal Fondo comuni confinanti, punta a “rafforzare ancora il successo del comprensorio”, dice l'assessore alla montagna Dario Bond

Quasi 2,5 milioni per la Skiarea Falcade dal Fondo comuni confinanti
di Redazione

BELLUNO. Ben 2,5 milioni di euro destinati alla Skiarea di Falcade dal Fondo comuni confinanti, l'annuncio della Regione Veneto: “Lavoriamo per rafforzare ancora il successo del comprensorio”. A parlare è l'assessore alla montagna e presidente del Fondo comuni confinanti Dario Bond, che parla di una scelta politica precisa per quanto riguarda l'intervento strategico promosso nell'Agordino – e finanziato integralmente dal Fcc con 2.496.875 euro.

 

L'obiettivo, spiega infatti l'assessore, è di “continuare a credere nella capacità della montagna di competere e crescere. Falcade è un territorio che ha saputo costruire negli anni una propria vocazione turistica, peraltro continuamente in aumento, senza perdere il legame con la propria storia. Oggi il nostro compito è fare in modo che questa capacità non venga indebolita, ma possa trovare nuove condizioni per crescere. Innovare una SkiArea importante come quella di Falcade è fondamentale per continuare ad essere competitivi, perché in montagna non ci si può permettere di arrivare dopo i 'vicini'”.

 

Il progetto, continua la Regione, punta a rafforzare l'attrattività della Skiarea di Falcade e dell'intera Valle del Biois, con una particolare attenzione a bambini, famiglie e bikers, intervenendo sia sull'offerta invernale sia sulle opportunità di fruizione del territorio durante l'estate. “Una parte importante riguarda il Centro fondo Pietro Scola sulla piana di Falcade, con la riqualificazione di alcuni circuiti dell'impianto di innevamento, con l'obiettivo di garantire nel tempo funzionalità e qualità delle piste per lo sci nordico. Un'infrastruttura che può rafforzare anche la vocazione sportiva del territorio in prospettiva olimpica, offrendo una sede di allenamento per squadre internazionali”.

 

Ma il progetto guarda anche oltre la stagione invernale: “Gli interventi previsti puntano infatti – continuano le autorità venete – a costruire un'offerta estiva più ampia, sfruttando meglio infrastrutture e impianti di risalita già presenti e proponendo una fruizione del territorio capace di rivolgersi a pubblici diversi, dai bikers alle famiglie, fino a chi vuole avvicinarsi alla montagna attraverso percorsi semplici e sicuri. Sono previsti percorsi per mountain bike ed e-bike, piccoli sentieri tematici immersi nella natura e parchi gioco tematici collegati tra loro, in modo da mettere in relazione le aree del paese con quelle di quota e favorire una conoscenza più completa della Valle del Biois”.

 

“La cosa interessante di questo progetto – evidenzia Bond – è proprio la sua capacità di non limitarsi alla stagione dello sci. Se vogliamo che la montagna sia fruibile tutto l’anno, anche fuori stagione, dobbiamo riuscire a destagionalizzare l’offerta. In questo, a Falcade non si parte da zero: ci sono impianti, servizi, sentieri e una realtà turistica consolidata. L’obiettivo è metterli maggiormente a sistema”.

 

Particolare attenzione, sottolinea la Regione, viene riservata proprio alla sostenibilità dell’intervento, attraverso la valorizzazione di infrastrutture e aree già utilizzate, limitando il consumo di nuovo territorio e favorendo una fruizione diversificata dell’ambiente naturale: “Non stiamo parlando di riempire la montagna di nuove infrastrutture – aggiunge Bond – ma, al contrario, di utilizzare meglio quello che già abbiamo, collegando luoghi e servizi e creando nuove occasioni di frequentazione. È una logica che considero importante: crescita turistica sì, ma dentro un’idea di territorio che deve rimanere riconoscibile e vivibile”.

 

L’intervento dovrà essere concluso entro il 31 dicembre 2027.

 

“La montagna non può vivere di rendita e non può nemmeno essere raccontata soltanto attraverso le sue difficoltà – conclude Bond –. Ha bisogno di investimenti, di infrastrutture moderne e di una prospettiva. Il successo turistico di Falcade ci dice proprio questo: non ci limitiamo a difendere quello che abbiamo, ma lavoriamo per renderlo sempre più forte, più attrattivo e capace di offrire opportunità durante tutto l’anno”.

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