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Altre due parlamentari della Lega contro la dirigente scolastica: "Le donne di sinistra impieghino meglio il loro tempo"

Dopo Cattoi anche Zanotelli e Segnana se la prendono con Laura Scalfi per aver espresso un libero pensiero sulla sua pagina Facebook. In molti hanno preso posizione a favore della dirigente compresa Fiorella Mannoia. Le tre parlamentari però hanno ribadito che "è vero che la scuola deve educare al libero pensiero: ma siamo sicuri sia sempre così? Noi qualche dubbio lo nutriamo viste le segnalazioni pervenuteci nel corso degli anni"

Di Luca Pianesi - 18 June 2018 - 20:26

TRENTO. Non bastava una parlamentare, ce ne voleva un'altra e un'altra ancora a mettersi contro a una dirigente scolastica, tanto per ribadire che quella che poteva essere un'infelice uscita di una sola, in realtà è la linea di pensiero di tutti è la corrente maggioritaria governativa. Libertà di opinione, no grazie e lunga vita al pensiero unico perché chi esprime un giudizio va punito quanto meno con una gogna mediatica interminabile, snervante con un rapporto di forza palesemente sbilanciato. Da una parte una dirigente scolastica dall'altra tre parlamentari del partito di Governo.

 

A dare il via alla vicenda era stata la parlamentare Cattoi accusando la dirigente scolastica, Laura Scalfi, che sul suo profilo privato di Facebook aveva scritto sul caso Aquarius "#Spagna civile. #Italia governata da criminali che riducono alla fame 600 disperati". L'onorevole aveva ritenuto la questione degna di un comunicato stampa dove specificava che "il ruolo dell’insegnante dovrebbe prevedere l’astensione dal commento politico anche perché, altrimenti, potrebbero sorgere dubbi circa l’imparzialità dell’insegnamento stesso". Un pensiero che si commentava da solo in quanto a cultura politica. Come se la scuola non fosse il primo luogo dove si dovrebbe andare a sviluppare il pensiero critico, come se un ''piove, governo ladro'' fosse passabile di querela ad ogni esclamazione, come se una qualsiasi persona non fosse libera di esprimere in maniera generica e nelle modalità preferite, le proprie convinzioni.  

 

E infatti a ilDolomiti la dirigente del Veronesi di Rovereto aveva detto: ''Io sulla mia pagina (privata) scrivo ciò che voglio e una parlamentare dovrebbe difendere la mia libertà costituzionale alla manifestazione del pensiero". Negli scorsi giorni molti che hanno a cuore l'articolo 21 della Costituzione (molto caro alla stampa ma che deve essere faro tracciante per tutti i cittadini: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione") o l'articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo ("ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere") si sono schierati dalla parte della dirigente scolastica (anche con una lettera sottoscritta da molte donne pubblicata sull'Adige).

 

Chi, invece, è giunto in soccorso dell'onorevole Cattoi sono state le colleghe della Lega Zanotelli e Segnana che oggi hanno voluto rilanciare la questione: "Non sappiamo - scrivono - se le donne del centrosinistra stiano ancora soffrendo a seguito dell’esito delle elezioni di marzo o se siano già nel pieno della campagna elettorale in viste delle provinciali di ottobre, “forti” della nuova disciplina sulla doppia preferenza di genere; quello che è certo è che nessuna di queste ha pensato di sottoscrivere una lettera o una e-mail congratulandosi con le neoparlamentari elette nelle file del centrodestra. Alla faccia delle pari opportunità, della vicinanza alle donne e della necessità di fare fronte comune per la risoluzione delle problematiche che oggi affliggono anche l’universo femminile (di certo quella delle quote rosa, da parte nostra, è la meno importante)".

 

"Tornando sulla questione - aggiungono - siamo convinte che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero (cosa che la sinistra in più occasioni pare essersi dimenticata); ma dare dei criminali alle persone che oggi compongono il Governo è offendere, se non peggio! Il fatto che il suo profilo Facebook sia da noi consultabile [notiamo anche gli ultimi post pubblicati dalla stessa che continua a vaneggiare tirando in ballo Cattoi] avvalla ancor più la tesi dell’On.Cattoi: una persona che ricopre un simile ruolo e che vive a stretto contatto con gli studenti siamo certi debba esprimersi in maniera ben diversa, senza insultare. Bell’esempio di rispetto delle Istituzioni Dirigente! E’ vero che la scuola deve educare al libero pensiero: ma siamo sicuri sia sempre così? Noi qualche dubbio lo nutriamo viste le segnalazioni pervenuteci nel corso degli anni".

 

Insomma le onorevoli della Lega rincarano, se possibile la dose. Impossibile pensare che ci siano dei principi inviolabili per i quali sia possibile battersi anche senza tornaconti elettorali. Per le onorevoli le donne di sinistra intervengono perché ''rosicano'' o fanno campagna elettorale e poi lanciano velate, ma non troppo, accuse di fantomatiche segnalazioni pervenute loro nel corso degli anni. Insomma mancano le soffiate anonime firmate ''un amico'' e le voci di paese riportate da chissà chi e il quadro è davvero completo. E alle donne di sinistra (macrocategoria misteriosa) mandano anche un consiglio.  

 

"Nel frattempo - concludono le parlamentari Zanotelli e Segnana - consigliamo alle donne di sinistra e a chi ricopre importanti ruoli all’interno dell’amministrazione pubblica e che fa parte di comitati pro quote rosa, di impiegare meglio il proprio tempo in difesa delle problematiche che oggi, davvero, colpiscono le donne: dalla parità salariale al contrasto alla violenza, dall’occupazione alla necessità anche in Trentino di politiche di conciliazione famiglia-lavoro". Della serie: voi pensate alla cose serie che ai post di una dirigente scolastica di Rovereto su Facebook ci pensiamo noi parlamentari

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