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Caso di Bibbiano, le donne del Patt alla Lega: ''Narrazione offensiva e svilente''. La replica: ''Fate propaganda su fatti gravi, se confermati''

Dopo la discussione social e la capogruppo della Lega accusata di diffondere notizie incomplete e di risposte con affermazioni molto pesanti, il movimento femminile del Patt prende posizione. La Lega ribatte e il Pd solidarizza con le stelle alpine: "Basta con questo linguaggio offensivo e becero del carroccio. Non attaccano sul contesto, ma in base a quello che fa più presa sull'elettorato"

Di Luca Andreazza - 20 luglio 2019 - 12:58

TRENTO. "La comunicazione istituzionale non va in alcun modo confusa con la propaganda politica e non può ridursi all'esaltazione acritica dell'attività delle singole amministrazioni. Si tratta di rendere un servizio ai cittadini e non di farsi pubblicità", il movimento femminile del Patt cita il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per rispondere a Mara Dalzocchio, consigliera provinciale in quota Lega. 

 

La vicenda prende le mosse dal post di Filippo Castaldini rilanciato proprio dalla capogruppo leghista con tanto di invito a commentare. Dopo il caso dell’ex capo di gabinetto, dell'assessore all'economia e al lavoro, Cristoforetti che su Facebook attaccava gli avversari con insulti e allusioni sessiste, e quello di Claudio Cia che dava dello scimpanzé a un altro consigliere, ora è stato il turno della consigliera provinciale Dalzocchio dare il là alla rete esibendosi anche in un contro-commento che ha lasciato allibiti e ha fatto attivare l'Osservatorio contro i fascismi.

 

Tra i commenti si è registrato un acceso botta e risposta tra Dalzocchio e Francesca Aprone, vice coordinatrice del movimento femminile del Patt, che prende anche una posizione ufficiale. "Le nostre istituzioni - spiegano le stelle alpine - non devono essere vilipese da una narrazione politica che le svilisce e le offende. Il consiglio provinciale è l'anima della nostra autonomia, chi ha l'onore e la responsabilità di rappresentarla deve rispettarla e rispettare tutti i cittadini. Non ci sono avversari politici, ma la comunità tutta con le sue diverse caratteristiche e opinioni da rispettare e mai può venire meno il rispetto delle parti".

 

Il riferimento va proprio a Dalzocchio che aveva commentato “Dica a quel signore che vorrei vedere suo figlio in mano a sta gente". "Usa i canali mediatici - prosegue il Patt - non come strumento comunicativo di un rappresentante istituzionale che restituisce alla sua comunità i risultati del suo impegno politico, come ci si aspetterebbe, ma quasi esclusivamente a fini propagandistici, arrivando persino a rimbalzare e quindi promuovere sulla sua bacheca le parole di un condannato per aggressione come Castaldini, già solo questo è un fatto molto grave, noto esponente di estrema destra, sui fatti di Bibbiano. Non solo, se la prende anche con un cittadino reo di avere un'opinione diversa".

 
Il movimento femminile de Patt prende le distanze da questo modo di interpretare la politica, "anche e soprattutto se la protagonista è una donna. Sollecitiamo tutte le forze politiche in maniera trasversale, e tutta la società civile, a stigmatizzare la consuetudine ormai fuori controllo di usare i canali mediatici come ring sui quali stendere gli avversari con parole, metodi e sistemi indegni della politica e delle istituzioni trentine. Chiediamo - continuano - un impegno concreto affinché tutti si torni al rispetto dell'avversario che non è il nemico, ma soltanto colui che la pensa in maniera diversa. Chiediamo che ci si faccia carico di questo sforzo di tornare ad essere un esempio di buona comunicazione, per i trentini. La politica è innanzitutto capacità di argomentare sulle azioni. Come donne, come madri, ancor prima che come militanti e come politiche, abbiamo il dovere di consegnare alle future generazioni un insegnamento migliore e migliori esempi comunicativi del siparietto offerto dalla consigliera Dalzocchio".

 

Una discussione incentrata su Bibbiano. Purtroppo come spesso accade molte forze politiche hanno scelto di soffiare sul fuoco per agitare le acque, amplificate dalle informazioni parziali, e talvolta inventate di sana pianta, da alcuni giornali nazionali. Ad esempio si era parlato di casi di elettroshock, in realtà mai avvenuti, e del coinvolgimento diretto del sindaco di Bibbiano (del Partito Democratico) che però a quanto pare sarebbe indagato per abuso d’ufficio e non per reati contro i minori. Intendiamoci, questa resta una vicenda grave ma dai contorni ancora da chiarire, cosa di cui si dovrà occupare la magistratura e non la ''folla'' aizzata dai politici o leoni da tastiera in cerca di visibilità.

 

Immediata la replica della Lega. "Spiace constatare da parte delle donne del Patt - ribattono le donne del carroccio - l’assenza di qualsiasi forma di condanna nei confronti dei fatti di Bibbiano, fatti per i quali gli indagati crescono di giorno in giorno e che hanno visto coinvolti bambini, ma soprattutto genitori che si sono visti preclusa la possibilità di crescere serenamente i loro figli e di sperimentare quindi la gioia dell’essere madre e padre".

 

Il carroccio cerca di rovesciare il punto di vista. "Una tristissima pagina della storia politica trentina - aggiungono - una pagina che segna un comportamento inaudito da parte di altre donne che pur di far propaganda politica arrivano a non prendere nessuna posizione sui casi di sottrazione di bambini che, qualora dovessero essere confermati in sede giudiziale, convaliderebbero una vicenda di caratura non solo nazionale".

 

La Lega parla di strumentalizzazione. "La violenza sulle donne - evidenziano - non è solo quella che viene perpetrata fisicamente da alcuni uomini, ma è anche l’impossibilità di curare e far crescere i propri figli per decisioni altrui. Difendere la genitorialità senza l’intervento di soggetti terzi che sottraggono figli a dei genitori è qualcosa che non ha colore politico. Ben venga quindi qualsivoglia intervento e critica costruttiva, ma in quanto donne crediamo di aver tutto il diritto di richiedere più attenzione sui fatti di Bibbiano senza che questo nostro invito possa passare come strumentalizzazione. Nei prossimi giorni, attraverso le nostre rappresentanti in consiglio provinciale, chiederemo l’apertura di una Commissione speciale sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori".

 

Insomma "E allora Bibbiano" sembra diventare un po' l'evoluzione "E allora il Pd", Partito democratico che si schiera al fianco del Movimento femminile del Patt. "Solidarietà alle colleghe - commenta Minella Chilà, presidente dell'assemblea provinciale dei dem - ma anche agli uomini e alle donne del territorio. Basta con questo linguaggio offensivo e becero della Lega. Non attaccano sul contesto, ma in base a quello che fa più presa sull'elettorato. E' ora di smetterla con gli spot e agire concretamente".

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