Post "Schlein-Befana" del sindaco, la condanna della commissione pari opportunità: "Non si può liquidare come toni accesi o opinioni personali"
La nota della Commissione arriva a stretto giro dal recente post sui social del sindaco Dipiazza nei confronti di Elly Schlein diffusa nel giorno della befana, la presidente Dusy Marcolin chiede a tutte le forze politiche che la comunicazione pubblica torni ad essere uno strumento di rispetto, educazione e progresso civile

TRIESTE. La Commissione pari opportunità del Friuli Venezia Giulia ha lanciato un appello sull'uso del linguaggio pubblico, rimarcando come ogni parola pronunciata dai rappresentanti delle istituzioni abbia un peso specifico rilevante, in grado di condizionare il pensiero e l'opinione.
Così in una nota, la presidente della Crpo Fvg, Dusy Marcolin ha invitato alla riflessione sulle responsabilità che derivano dal linguaggio e dalla dialettica: “Le parole costruiscono realtà, orientano il dibattito pubblico e contribuiscono a definire i confini del rispetto e della dignità delle persone. Assistiamo a dichiarazioni, post sui social network, interventi pubblici e prese di posizione istituzionali che ricorrono a stereotipi di genere, allusioni sessiste, delegittimazioni personali o linguaggi offensivi. Si tratta di comportamenti che non possono essere liquidati come 'toni accesi' o 'opinioni personali': quando a parlare sono rappresentanti delle istituzioni, ogni parola assume un peso pubblico e una responsabilità collettiva.
La dichiarazione della presidente della Commissione arriva a stretto giro delle recenti esternazioni del sindaco Dipiazza, che il giorno dell'epifania aveva preso di mira Elly Schlein divulgando un fotomontaggio con la leader democratica nei panni della befana, ultimo atto di una serie di episodi giudicati sessisti. E' in tal senso che, secondo Marcolin, si rende necessario agire al fine di evitare che venga messa in discussione la credibilità professionale della donna.
"E' una forma di discriminazione che contribuisce a rafforzare una cultura in cui le donne vengono giudicate per il loro aspetto", ha evidenziato la presidente. "Questo tipo di narrazione mina la credibilità delle donne nello spazio pubblico e politico e alimenta un clima che normalizza la disparità e la violenza verbale. E' indispensabile avviare un percorso di responsabilizzazione e formazione sul linguaggio istituzionale, rivolto a chi ricopre ruoli di governo e rappresentanza".
La Commissione rende noto che continuerà con ancora maggior vigore a monitorare e a favorire la cultura del rispetto, in modo da porre fine a comportamenti o linguaggi irrispettosi, difendere il ruolo della donna negli spazi pubblici, con la richiesta, rivolta a tutte le forze politiche, che la comunicazione pubblica torni ad essere uno strumento di rispetto, educazione e progresso civile.












