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Caso imam, Ambrosi contro Ianeselli che replica: “Abbiamo parlato di convivenza, rispetto e autonomia”. Intanto Savoi sui social: ''Zecche Rosse. Bastardi. Sarà vendetta''

Mentre Ambrosi e Ianeselli si scontrano a distanza il presidente della Lega, Savoi, scrive: “Zecche Rosse. Bastardi. Sarà vendetta, si salvi chi può quando vinceremo”. Le domande de Il Dolomiti ad Ambrosi e Baracetti

Di Tiziano Grottolo - 13 febbraio 2020 - 19:20

TRENTO. È il 5 febbraio 2020 in consiglio provinciale la leghista Alessia Ambrosi presenta una mozione dal titolo “Social network e violenza urge più formazione e prevenzione”, l’intento dovrebbe essere quello di combattere l’odio online ma ne scaturisce un putiferio: le minoranze parlano di provvedimento “ipocrita e inutile”, peraltro approvato con un voto che infrange il regolamento dell’aula (articoli QUI e QUI).

 

Che ci fosse qualcosa che non andava lo si era capito fin dall’inizio, infatti proprio durante la stessa seduta il consigliere Alessandro Savoi aveva interrotto il collega del Patt Michele Dallapiccola (che stava spiegando le sue ragioni), apostrofandolo ripetutamente come “pecora”, dimostrando in questo modo di aver ben recepito la mozione che stava per approvare. Effettivamente proprio la Lega è uno di quei partiti, il leader Matteo Salvini in particolare, che usa i vari social con quella che eufemisticamente potremmo chiamare “disinvoltura” e forse per questo più di altri avrebbe bisogno di rivedere i propri metodi.

 

Ad ogni modo, pochi giorni dopo l’approvazione della mozione per contrastare l’odio sui social, la coalizione di destra individua nella figura di Alessandro Baracetti il profilo giusto per il candidato alla poltrona di sindaco di Trento, ma con l’inizio della campagna elettorale i buoni propositi vengono accantonati. Bastano pochi giorni che proprio Ambrosi, prima firmataria della mozione per il contrasto dell’odio online, passa all’attacco: l’occasione “giusta” le si presenta quando il candidato sindaco del Centrosinistra, Franco Ianeselli, incontra l’imam Aboulkheir Breigheche. Per inciso, l’imam rappresenta una delle comunità musulmane di Trento, proprio la più numerosa, dove gran parte delle persone hanno la cittadinanza italiana.

 

 

Non un imam conciliante come tanti – afferma la consigliera leghista – no, parliamo di un imam estremista che attacca la Chiesa, di un capo della comunità islamica che nega il massacro del popolo curdo, che ammira Erdogan e approva incondizionatamente l'invasione turca della Siria, parliamo di un imam beccato in foto con due assassini dell’Isis (ma lui, poverino, non lo sapeva...), vicino alla pericolosissima organizzazione dei Fratelli musulmani”. In realtà si tratta di un imam molto rispettato dalla chiesa trentina, che solo qualche giorno prima era assieme al presidente della Pat, Maurizio Fugatti, con Mattarella all'incontro per Chiara Lubich dove si parlava della Trento inclusiva e aperta alle religioni (QUI articolo).

 

Non contenta Ambrosi in questi giorni ha voluto rincarare la dose ponendo a Ianeselli cinque domande, affidate a un video postato sui suoi canali social: il piglio è quello di una novella Joseph McCarthy (senatore repubblicano ideatore della caccia alle streghe contro vari personaggi, anche del mondo di Hollywood, progressisti di sinistra e liberali che lui tacciava di antiamericanismo), con tanto di allusioni e ricostruzioni fantasiose. La ciliegina sulla torta poi arriva con la riproduzione ingrandita di una foto che ritrae Ianeselli e Breigheche fianco a fianco. La consigliera parla di “uno schiaffo alla nostra città e ai nostri lavori”, dopodiché quello che dovrebbe essere il colpo del K.o. “Come potete vedere in quest’immagine ci sono esclusivamente uomini e quindi da donna dico dove sono le donne islamiche? Davano forse fastidio all’imam?”. Poi, l’affondo finale: “Visto che spesso il candidato Ianeselli parla di comunità di destino – e qui entra in scena anche la penna a voler sottolineare l’ampiezza della platea, un tocco di classe non c’è che dire – è forse questo il destino che spetterà alla nostra Trento in caso di sua elezione?”.

 

 

A stretto giro Ianeselli ha comunque voluto rispondere alle domande di Ambrosi: “Domenica sera sono stato alla comunità islamica, invitato, così come in questi giorni sono stato invitato da tanti gruppi, associazioni e singole persone. Con la comunità islamica abbiamo parlato di convivenza, dialogo, rispetto a autonomia. Non ho promesso niente – continua Ianeselli, ma poi si corregge – ho promesso il dialogo con la comunità islamica e con tutti i gruppi che professano fedi religiose. Non mi hanno chiesto la moschea, ma non spaventa e non deve spaventare che chi professa una religione abbia un posto dove pregare, le persone che pregano non spaventano in questa comunità, quello che spaventa è che ciò possa avvenire nell’illegalità e senza trasparenza”. Poi il candidato sindaco del Centrosinistra-autonomista spiega che in realtà le donne all’incontro erano presenti, meno del solito a quanto pare, perché alcune di loro stavano presenziando a una cerimonia funebre. “I diritti delle donne, la parità tra uomo e donna fanno parte della nostra cultura politica ed è quello che serve alla nostra città”, conclude Ianeselli.  

 

Nel frattempo però, mentre Ianeselli e Ambrosi si affrontavano a distanza, c’era chi non faceva mistero delle proprie intenzioni, così il presidente della Lega Alessandro Savoi scriveva in un commento su Facebook: “Zecche Rosse. Bastardi. Sarà vendetta, si salvi chi può quando vinceremo” (la punteggiatura è de Il Dolomiti). Lo stesso Savoi che chiamava i giornalisti di questa testata “culatoni” e che assieme all’assessore alla cultura Mirko Bisesti, al consigliere Gianluca Cavada posava davanti a una torta che riportava la dicitura “Viva la F…”. Di certo non un gran modo per dimostrare il rispetto che la Lega ha nei confronti delle donne. A questo punto ci sentiamo in dovere di porre noi un paio di domande alla consigliera Alessia Ambrosi e al candidato sindaco di Alessandro Baracetti:

 

  1. Ambrosi e Baracetti si riconoscono nel linguaggio e nelle intenzioni di Savoi che promette vendetta “quando vinceremo” e chiama gli avversari “Zecche Rosse e Bastardi”?
  2. Le parole e le intenzioni manifestate dal presidente delle Lega Savoi rispecchiano quelle del partito e della coalizione?
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