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Ambrosi insulta l'Imam di Trento (''E' un estremista che attacca la Chiesa'') e mostra quanto squallida potrebbe diventare la campagna elettorale

Solo la scorsa settimana aveva proposto e spinto la mozione “Social network e violenza urge più formazione e prevenzione” e ieri è uscita con questo post dimenticando che Breigheche era assieme a Fugatti pochi giorni fa con Mattarella all'incontro per Chiara Lubich dove si parlava della Trento inclusiva e aperta alle religioni diventata famosa nel mondo. Una Trento che, evidentemente, non appartiene a chi si abbassa a lanciare certi tipi di messaggi. L'imam: ''Falsità enormi ed evidentissime. Pensare che ci sono partiti che hanno rubato 49 milioni di euro agli italiani''

Di Luca Pianesi - 11 febbraio 2020 - 05:01

TRENTO. Se siamo già a questo cosa accadrà domani? La campagna elettorale deve ancora iniziare, la destra leghista ha appena trovato un candidato e ancora non riesce a convincere nemmeno i suoi alleati (da Progetto Trentino alla Civica Trentina sono fortissime le spinte a formare un nuovo polo) ma lo squallore che si rischia di raggiungere fa spavento se il buon giorno si vede dal mattino. Ieri, infatti, una delle consigliere provinciali della Lega che da quando è stata eletta la Giunta Fugatti si è distinta per essere tra le più equilibrate e propositive, addirittura promotrice solo pochi giorni fa in consiglio provinciale di una mozione dal titolo “Social network e violenza urge più formazione e prevenzione” ha fatto un post su Facebook, mortificante, che definisce l'Imam di Trento un ''estremista che attacca la Chiesa''.

 

Alessia Ambrosi lo ha fatto, evidentemente, per mettere in cattiva luce il candidato sindaco del centrosinistra autonomista Franco Ianeselli che domenica ha incontrato la comunità islamica trentina, composta tra l'altro da tanti cittadini italiani (magari anche se di origine straniera) che hanno il diritto di partecipare alla vita democratica del loro territorio come tutti gli altri. E lo ha fatto con dei modi e uno stile esattamente coincidente a quel tipo di post e linguaggio che con la sua mozione sembrava volesse combattere. ''Lui, a destra, lo conoscete - ha scritto Ambrosi -: è Franco Ianeselli, candidato della sinistra a Trento. Ieri, qui con lui, Aboulkheir Breigheche, imam di Trento. Non un imam conciliante come tanti, no: parliamo di un imam estremista che attacca la Chiesa, di un capo della comunità islamica che nega il massacro del popolo curdo, che ammira Erdogan e approva incondizionatamente l'invasione turca della Siria, parliamo di un imam beccato in foto con due assassini dell’Isis (ma lui, poverino, non lo sapeva...), vicino alla pericolosissima organizzazione dei Fratelli musulmani''.

In realtà parliamo di un Imam amato e rispettato dalla chiesa trentina, che solo per fare qualche esempio, ha partecipato alla messa in Duomo del 31 luglio 2016 in risposta all'attentato di Rouen (QUI VIDEO), che ha promosso, con la figlia, l'incontro tra la sua comunità e quella cattolica per Natale arrivando, poco più di un mese fa, all'importante momento di auguri reciproci (QUI ARTICOLO) con il vescovo che verrà ricambiato dai rappresentanti della Chiesa quando ci sarà il Ramadan. E quel ''pericoloso estremista'' come lo descrive Ambrosi era, due settimane fa, tra i presenti a Cadine all'incontro con il presidente della Repubblica Mattarella, assieme al presidente della Pat Fugatti e al collega bolzanino Arno Kompatscher oltre al vescovo Lauro Tisi a celebrare tutti insieme la Trento di Chiara Lubich, quella del dialogo con le religioni e il rispetto per le altre culture. 

 

''Confermo che i rapporti con le comunità islamiche sono molto buoni - spiega al riguardo il delegato del vescovo Tisi al dialogo inter-religioso don Cristiano Bettega -. In Trentino sia con Breigheche e sia con le altre comunità islamiche, i rapporti sono molto positivi. Uso il 'le' perché sono molte le comunità islamiche anche se Breigheche è il più conosciuto. I rapporti non sono assolutamente nati adesso ma hanno diversi anni. E sono radicati nel passato. Abbiamo avuto numerose occasioni di incontri e di scambio. Ne abbiamo anche altri in agenda. E' un cammino consolidato che potrà essere ancora più consolidato e arricchito''. Un Breigheche che si reca nel carcere di Trento da tempo per evitare il radicalizzarsi dei detenuti (QUI ARTICOLO) che più volte ha ribadito che ''C'è un solo islam: quello della pace, della fratellanza e della solidarietà e dell'amore per il prossimo. Tutto il resto non è islam ma mentalità deviata'' e per questo da anni fa il sermone del venerdì regolarmente tradotto in italiano (QUI ARTICOLO).

 

Amborsi, poi rilancia una vecchia polemica, quella dell'imam ''beccato in foto con due assassini dell'Isis''. Una polemica trita e ritrita sulla quale Breigheche aveva già dato spiegazione (QUI PER APPROFONDIMENTO). E scivola anche nei commenti sotto il post. Scrive ''intanto perché Ianeselli su Facebook non si è mostrato con l'Imam?'' quando le foto sono pubbliche sia sulla pagina della comunità islamica (QUI POST) e anche sul suo profilo Ianeselli ha condiviso un video dove spiega chiaramente di essere stato invitato dalla comunità islamica e di esserci andato a parlare. Proprio perché non c'è nulla di cui vergognarsi. Da vergognarsi, semmai ci sarebbe in caso contrario, se si decidesse deliberatamente di non recarsi da una comunità per questioni razziali, etniche o religiose. Da vergognarsi ci sarebbe a scrivere ''esatto'' sotto un post che denigra l'avversario con parole di questo tipo: ''La sinistra è quella in piazza con le bandiere della pace insieme alle molotov''. 

 

 

Insomma forse si spiega perché la consigliera Ambrosi ha insistito per far approvare la mozione “Social network e violenza urge più formazione e prevenzione” che, ci si augura, combatta anche quell'islamofobia che è uno dei grandi mali del nostro Paese tanto che l'Università di Trento e la Fondazione Bruno Kessler hanno lavorato a una piattaforma, che si chiama Hatemeter (QUI ARTICOLO), tesa proprio ad analizzare questo grave problema legato all'ignoranza e alla paura di ciò che non si conosce

 

Quasi superfluo chiedere all'Imam una sua difesa rispetto a quanto scritto dalla consigliera Ambrosi. ''Non ho bisogno di dire un gran che - ci spiega -. Ho a mio favore, grazie a dio, la testimonianza di migliaia di persone che mi conoscono da quasi 40 anni in Trentino e da molti più anni in Italia. Siamo davanti ad una strumentalizzazione con frasi, queste sì, estremiste che hanno solo lo scopo di fare terrorismo psicologico. Sono semplicemente da rimandare al mittente. Di certo non mi preoccupano ma possono disturbare la quiete generale, la coesione sociale e lo stare assieme. Noi abbiamo sempre cercato di non accentuare le critiche nei confronti di persone che si comportano in questa maniera. Pensare che ci sono partiti che hanno rubato milioni di euro agli italiani (e il riferimento ai 49 della Lega è puramente casuale ndr)''.

 

E rispetto a quello di cui lei è stato accusato? Di essere un pericoloso estremista contro la Chiesa, per la violenza, addirittura per uno che, da siriano, approva l'invasione della Turchia della Siria? ''Non mi interessano per nulla queste critiche - completa - sono falsità enormi ed evidentissime. Noi abbiamo la nostra attività quotidiana di dialogo inter-religioso, un rapporto con la Chiesa che è più che ottimo come lo è con tutte le rappresentanze religiose attraverso il tavolo delle appartenenze religiose. Uniti lavoriamo in favore della pace. La mia posizione, poi, per quanto riguarda la Siria è semplice. La Siria deve essere e rimanere unita. Nessun siriano onesto, nessun cittadino onesto che vuole bene al popolo siriano può accettare che questa terra sia suddivisa in tanti pezzi, frantumata. I diritti dei curdi li difendiamo noi, i curdi sono musulmani come noi. Però condanno sempre il terrorismo, a prescindere, e quindi condanno anche il terrorismo attuato, anche in passato, da una certa frangia estremista curda''.

 

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