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La Lega si divide su Dalzocchio. Ambrosi: ''Non è la prima volta che provoca imbarazzi'', Moranduzzo e Rossato: ''Orgogliosi della capogruppo''

Dopo che ieri è saltata la riunione dei capigruppo per la mancanza proprio della maggioranza (si discutevano temi come l'affido dei minori e gli appalti, spinti proprio dalla Lega) e della capogruppo leghista Savoi avrebbe detto che è stata fatta una brutta figura e Ambrosi lo ha sostenuto. Solidali con Dalzocchio i due consiglieri di Trento

Di Luca Pianesi - 02 ottobre 2019 - 19:06

TRENTO. ''Non è la prima volta, purtroppo, che chi guida il gruppo della Lega in Provincia a Trento provoca imbarazzi in noi consiglieri con atteggiamenti fuori luogo''. Da un lato la consigliera provinciale della LegaAlessia Ambrosi, che non usa giri di parole per stigmatizzare quanto accaduto ieri; dall'altra sono Moranduzzo e Rossato a scendere in campo (''un piacere avere un capogruppo in provincia come te'') e ad esprimere piena solidarietà. A chi si rivolge il trio di consiglieri provinciali della Lega, con pensieri opposti? Alla loro capogruppo in consiglio Mara Dalzocchio

 

La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, per la consigliera Ambrosi, sarebbe stata l'assenza alla conferenza dei capigruppo di ieri, saltata proprio perché Dalzocchio, non si è presentata e non ha delegato nessuno degli altri 13 consiglieri (oggi l'assise si è svolta con Denis Paoli che ha ottenuto la delega a prendervi parte).

 

Tra l'altro un'assise dove si sarebbe dovuto discutere anche dei nomi da inserire nella commissione di inchiesta sugli affidi (questione spinta proprio dalla Lega sulla scia del ''parlateci di Bibbiano'' e in particolare dalla consigliera Dalzocchio che tra i tanti post quotidiani, alcuni veramente al limite, su Facebook molti li aveva dedicati proprio a Bibiano) ma soprattutto il disegno di legge sugli appalti, una procedura d'urgenza richiesta proprio dalla giunta provinciale. La motivazione ufficiale, arrivata al presidente del consiglio Kaswalder, sarebbe stata quella di una riunione in qualche modo inderogabile a Milano.

 

Evidentemente, però, Dalzocchio ha preferito far saltare la seduta piuttosto che passare la palla a qualche suo collega di partito visto che molti consiglieri della Lega, proprio in quelle ore, sono stati visti girare per le vie di Trento e alcuni lo hanno anche palesato su Facebook (come Katia Rossato che ironicamente ha scritto ''Questa mattina ero a Milano senza saperlo! Pensare che credevo di aver passato l'intera mattinata a Trento''). Il comportamento di Dalzocchio è stato stigmatizzato da tutte le minoranze e poi anche dal presidente della Lega che quest'oggi, sulla stampa avrebbe ammesso che questa volta il suo partito ha fatto una brutta figura.

 

Alessia Ambrosi ha, quindi, scritto su Facebook che ''leggo, e condivido, le dichiarazioni del collega Savoi alla stampa''. E ha rilanciato: ''Non è la prima volta, purtroppo, che chi guida il gruppo della Lega in Provincia a Trento provoca imbarazzi in noi consiglieri con atteggiamenti fuori luogo. Io ieri non ero a Milano ma a Trento. E non intendo di certo nascondermi nella mia città per coprire affermazioni di cui non ho responsabilità alcuna. In primis per rispetto dei nostri elettori e dei Trentini che da noi pretendono serietà, lungimiranza e buon governo. Credo che, se si guida un gruppo importante come quello della Lega, sia necessaria concertazione nelle scelte, coinvolgimento e capacità ascolto dei consiglieri, che a mio avviso vanno il più possibile valorizzati''.

 

Gli imbarazzi al quale si riferisce Ambrosi, probabilmente, sono da ricollegare alla valanga di post che la capogruppo fa sui canali Facebook, alcuni contenenti fake news e dai contorni quanto meno discutibili, al fatto che nel momento più importante dell'anno per l'Aula, il primo vero impegno da quando sono diventati maggioranza, la votazione della variazione di bilancio, la capogruppo Dalzocchio è partita per le vacanze lasciando ad altri (proprio a Savoi) il compito di guidare la Lega in consiglio durante la maratona consigliare durata giorni e notte.

 

E poi, pronti via, era salita alla ribalta della cronaca politica da un lato perché il nome di sua sorella, Laura, era ''apparso'' tra quelli che sarebbero diventati (poi la cosa non si era concretizzata) collaboratori dei Gruppi in consiglio provinciale (pagati dai contribuenti con tanto di contributi previdenziali) dall'altro perché il figlio, prima funzionario ad indirizzo amministrativo organizzativo, era stato nominato sostituto direttore dell’Ufficio politiche socio assistenziali e welfare (QUI ARTICOLO). Tutte cose assolutamente legali ma che, certo, forse non ci si aspettava da ''quelli del cambiamento''.

 

Dalzocchio, insomma, volente o nolente, è stata spesso al centro dell'attenzione dei media come sottolinea anche Devid Moranduzzo che è corso in sua difesa con questo post: ''È veramente un piacere avere un capogruppo in provincia come te, da quando sono in consiglio provinciale ho imparato tanto, ci siamo criticati a vicenda e al contempo stimati. Veniamo spesso criticati e screditati dai quotidiani locali, più volte quindi hanno strumentalizzato i fatti e ci hanno messo in cattiva luce, a Loro rispondiamo col sorriso! Noi andiamo avanti, sempre avanti con la nostra buona volontà e voglia di fare per un Trentino migliore!''. E con Moranduzzo anche Rossato si è espressa in favore della capogruppo: ''Sono entrata in punta di piedi nella squadra della Lega....Disponibilità e correttezza, sono le doti che apprezzo maggiormente della nostra capogruppo Mara Dalzocchio!Orgogliosa di averla alla nostra guida in Consiglio Provinciale!''.

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