Politica, dalla Lega il passo indietro di Dalzocchio: “Delusa per chi ha lasciato, ma nessun diktat sulle candidature”. Intanto però c'è un nuovo passaggio a FdI
La nota di Dalzocchio: "La mia delusione però, si badi, non alimenta alcuna forma di risentimento, costituendo solo una presa d'atto rispetto ad un fenomeno: la mancanza di riconoscenza”. Intanto anche la consigliera comunale di Egna Rosa Valenti passa dalla Lega a Fratelli d'Italia

TRENTO. “Senza rancore ma con fermezza, il nostro cammino sarà con tutta evidenza separato rispetto a quelle persone che in questa legislatura si sono dimostrate incoerenti, opportuniste ed inaffidabili”. Sono queste le parole arrivate nella giornata di ieri dal commissario della Lega Trentino Diego Binelli, dopo il passaggio di Bruna Dalpalù dalle fila del Carroccio a quelle di Fratelli d'Italia (il terzo in questa legislatura). Una presa di posizione dura, che ha portato ad una altrettanto dura replica da parte del commissario regionale del partito di Giorgia Meloni, Alessandro Urzì, in un botta risposta arrivato al culmine di tre giorni di tensioni all'interno della maggioranza di Destra in Trentino (Qui Articolo): a quanto pare però, ora dalla Lega sembra arrivare un passo indietro (mentre il Carroccio registra una nuova 'migrazione' verso Fdi, quella della consigliera comunale di Egna Rosa Valenti).
In una nota 'distensiva' infatti la capogruppo leghista in Consiglio provinciale Mara Dalzocchio ha sottolineato che non vi saranno “diktat di nessun tipo” per quanto riguarda le candidature nel centrodestra per le provinciali nel prossimo anno, una prospettiva che ieri Urzì aveva bollato come “pura fantascienza o improvvisazione politica” in riferimento alle parole di Binelli. “Non posso che unirmi alla delusione – dice infatti Dalzocchio – per quanti, sia a livello locale, sia perfino in seno al Consiglio provinciale di Trento, hanno scelto di lasciare la Lega per andare a supportare altre forze politiche di centrodestra, Fratelli d'Italia ma non solo. La mia delusione però, si badi, non alimenta alcuna forma di risentimento, costituendo solo una presa d'atto rispetto ad un fenomeno: la mancanza di riconoscenza”.
Riconoscenza, continua Dalzocchio: “Verso gli elettori, ovviamente, che quando esprimono delle preferenze non indicano solo una persona ma anche un partito, e non solo. Credo infatti di dire una cosa ovvia, nella misura in cui ribadisco come parecchi, nel centrodestra trentino, debbano alla Lega e al presidente Maurizio Fugatti tutto della loro fortuna istituzionale e del fatto di essere usciti da un anonimato politico che, diversamente, sarebbe rimasto tale. Eppure tale ovvietà, a quanto pare, come tale non viene riconosciuta da quanti sembrano interpretare la politica più sotto la spinta di tatticismi e opportunismo, che di un reale senso si appartenenza ad una bandiera e ad un partito”.
A costoro, sottolinea la capogruppo: “Naturalmente non resta che augurare buona fortuna, posto che comunque non credo vi saranno diktat di nessun tipo, in termini di candidature nel centrodestra, per le provinciali del prossimo anno. Sono a tal proposito dell'avviso, infatti, che spetti agli elettori e soltanto a loro, certa che i trentini non difettino di buona memoria, 'premiare' da un lato la fedeltà e l'impegno e, dall'altro, la condotta di chi non va dove lo porta il cuore ma dove lo portano i sondaggi, all'insegna di un nomadismo politico che, se nell'immediato può anche pagare, alla lunga sono sicura che restituisca a ciascuno ciò che davvero merita”. In conclusione: “A tal proposito – scrive Dalzocchio – esorto i dirigenti di altri partiti di centrodestra, come Fratelli d'Italia, di guardarsi dal supporto di militanti ed esponenti magari fuoriusciti dalla Lega ed entrati nel partito sull'onda del recente trionfo elettorale. Per un motivo semplice: a costoro del progetto politico e governativo di Giorgia Meloni, che stimo, temo interessi relativamente poco, dato che probabilmente coltivano solo una cosa: la mera ambizione personale”.
Come anticipato però, nel frattempo FdI ha già accolto un'altra leghista: la criminologa Rosa Valenti, consigliere comunale a Egna ma trasferitasi ora in Val di Non, in Trentino, dove, scrive la segreteria regionale del partito di Giorgia Meloni: “Saranno dedicati la sua attività ed il suo impegno nelle fila di Fratelli d'Italia”. FdI sottolinea infatti come sia ormai ufficiale il passaggio della consigliera dalla Lega, per cui era stata eletta in consiglio comunale a Egna, a Fratelli d'Italia: “Avendone sposato le battaglie ideali e politiche quotidiane”. Rosa Valenti, dice la segreteria regionale: “E' giurista specializzata in criminologia, si occupa da diversi anni di tematiche sociali in particolare del problema che riguarda la violenza sulle donne”.
Per la consigliera comunale “in Italia l'unica forza politica in grado di risollevare le sorti del paese è proprio FdI, già nello stretto giro di posta dal suo insediamento emerge che il governo sta lavorando per risolvere i problemi che affliggono gli italiani, vedi il caro energia e gas solo per citarne alcuni”. Valenti continuerà a ricoprire l'incarico di consigliera comunale ad Egna, dove è stata eletta nel 2020: “Nel mio mandato politico – dice – ho sempre lavorato nell'esclusivo interesse dei cittadini presentando progetti e iniziative, l'attività politica è una missione e chi ricopre un incarico ha il dovere di apportare miglioramenti ai consociati senza alcun tipo di personalismo ed individualismo”.














