''Profondo rammarico, ci scusiamo con il partito per aver dato fiducia alla persona sbagliata'', Cavada sul passaggio di Dalpalù dalla Lega a Fratelli d'Italia
In queste ore c'è stato il passaggio ufficiale di Bruna Dalpalù a Fratelli d'Italia. La nota del direttivo della sezione Fiemme e Fassa della Lega con il segretario Gianluca Cavada: "Profondo rammarico, delusione nostra ma sua ingratitudine e irriconoscenza"

TRENTO. "Esprimiamo il nostro profondo rammarico per la decisione della neoeletta Bruna Dalpalù". Questo il commento di Gianluca Cavada, consigliere provinciale e segretario della sezione Fiemme e Fassa della Lega. "Ci scusiamo con il partito per aver dato fiducia alla persona sbagliata".
La pattuglia di Fratelli d'Italia in piazza Dante si è rafforzata con il passaggio di Dalpalù dalla Lega al partito di Giorgia Meloni. Entrata per sostituire la parlamentare Alessia Ambrosi (oggi Fratelli d'Italia ma eletta nel 2018 tra le fila della Lega) come prima delle non elette quattro anni fa, l'ex consigliera comunale di minoranza a Cavalese ha seguito il medesimo percorso per aggregarsi al gruppo composto da Claudio Cia e dall'ex leghista Katia Rossato (Qui articolo).
A poche ore dall'ufficialità della scelta, arriva il "profondo rammarico" del direttivo di Fiemme e Fassa della Lega. "La consigliera non ha solamente deciso di abbandonare il partito ma anche chi, come me e come il direttivo stesso, le hanno dato l’opportunità nonché il sostegno necessario per candidarsi".
Una presa di posizione molto dura. "Da qui non ne deriva solamente la delusione nostra - si conclude la nota di Cavada - ma anche l’ingratitudine e l’irriconoscenza sua. A rimarcare ancora di più questa scorretta decisione è stata la sua volontà di rinnovare il tesseramento, e quindi l’attaccamento al partito il 22 luglio scorso. Ci scusiamo con il partito per aver dato fiducia alla persona sbagliata. A quanto pare, come troppo spesso accade in politica, non si è più guidati da obiettivi e valori ma, al contrario, dall’opportunismo. In tutti i casi, meglio pochi ma buoni".













