Nervi tesi in Fratelli d'Italia: Ilaria Goio sarà capogruppo. Demattè in un post: "Deluso e amareggiato". Urbani vuole fare il vice del consiglio, ma non tutti sono d'accordo
Demattè, di gran lunga il più votato del centro destra, ha sottolineato di aver preso atto "di un "disegno" ben definito, i cui contorno si stavano delineando chiaramente già in campagna elettorale", dicendo di non essere furioso, ma "deluso e amareggiato certamente sì". Urbani si è mosso autonomamente per la vice presidenza del consiglio, ma nel partito non tutti sono d'accordo

TRENTO. Fratelli, ma non troppo, d'Italia.
Nervi tesi all'interno del gruppo consiliare del partito di Giorgia Meloni la definizione dei ruoli ha provocato ben più di qualche "scossone" e, durante la riunione di sabato pomeriggio, il presidente provinciale Alessandro Iurlaro ha dovuto intervenire più e più volte per fare da "paciere".
I motivi di discussione? Il ruolo di capogruppo a Palazzo Thun e la candidatura (perché poi dovrà essere approvata, a maggioranza, dall'aula) a vice presidente del consiglio comunale, un ruolo istituzionale che, di prassi (anche se non è scritto da nessuna parte), viene assegnato ad un componente della minoranza.
Con ordine. La candidata sindaca della coalizione Ilaria Goio, eletta formalmente con la Lega (che le ha ceduto uno dei tre seggi conquistati), è passata al gruppo di Fratelli d'Italia, come era ampiamente "scritto" sin dal gioco in cui ha iniziato la campagna elettorale.
E, da candidata, ha rivendicato (anche questo era facilmente prevedibile) il ruolo di capogruppo in consiglio comunale. Diversamente, per lei, che era stata posta "a capo" dell'intera coalizione, si sarebbe trattato di un declassamento totale, che l'avrebbe privata di qualsiasi credibilità futura.
Certo è che per Daniele Demattè, che due settimane fa ha fatto il "pieno" di voti, conquistando 657 preferenze, risultando il più votato - di gran lunga - del centro destra e il quarto più scelto in assoluto da elettrici ed elettori (meglio di lui hanno fatto solamente Elisabetta Bozzarelli, Giulia Casonato e Gianna Frizzera), la "botta" è stata durissima.
Demattè non vuole rilasciare alcuna dichiarazione a riguardo, ma è estremamente amareggiato. Ha affidato i suoi pensieri ad un post su Facebook sottolineando di aver preso atto "di un "disegno" ben definito, i cui contorno si stavano delineando chiaramente già in campagna elettorale" e dicendo di non essere furioso, ma "deluso e amareggiato certamente sì".
"Sottolineo inoltre che nel percorso politico fatto finora, il sottoscritto non ha mai chiesto nulla che non fosse giustificato dai risultati ottenuti... E e le preferenze personali raccolte due settimane fa, certificano chiaramente la bontà del lavoro svolto finora al servizio della città e dei cittadini" ha aggiunto.
L'altra questione è quella riguardante la vice presidenza del consiglio comunale, per la quale Giuseppe Urbani sta facendo letteralmente fuoco e fiamme. Tanto che si è mosso, autonomamente e con largo anticipo, coinvolgendo anche alcuni esponenti della maggioranza.
Ebbene, all'interno di Fratelli d'Italia non tutti sono d'accordo sulla sua candidatura (poi, lo ripetiamo, toccherà all'aula votare). a decidere sarà il partito, che metterà la parola "fine" alla vicenda, individuando la figura ritenuta più idonea da proporre.
L'accordo su presidenza e vice presidenza dovrà essere "totale" tra maggioranza e opposizione, altrimenti non sono da escludere colpi di scena che avrebbero del clamoroso.












