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Trento
27 novembre | 15:41

Congresso di Fratelli d'Italia, Zanetti attacca: "Mai messo in discussione la linea nazionale. Distorte le mie parole. Il partito deve fare gli interessi di tutti e non dei singoli"

"Il congresso provinciale non è, e non deve diventare, una discussione sulla politica nazionale. Il tema vero, l’unico realmente sul tavolo, è un altro: il modello organizzativo del partito in Trentino. Per troppi anni si è assistito a un accentramento che non ha favorito la crescita del movimento, né la partecipazione dei militanti, né la capacità del partito di radicarsi sul territorio. Questo è un dato politico, non una polemica, è il cuore del ragionamento congressuale"

TRENTO. Non accenna minimamente a placarsi lo scontro tra i due candidati al ruolo di presidente di Fratelli d'Italia del Trentino. Tra due giorni - sabato 29 novembre - all'Hotel Sporting di Trento si terrà il congresso, dal quale uscirà - con l'elezione a maggioranza - del nuovo massimo dirigente provinciale del partito guidato, a livello nazionale, dalla premier Giorgia Meloni.

 

Chi tra Francesca Gerosa, assessora provinciale ed ex vice presidente della Giunta di Piazza Dante e Cristian Zanetti, per diverse legislature consigliere comunale di Trento, prenderà il posto del dimissionario Alessandro Iurlaro? Impossibile fare un pronostico, ma certamente non sarà una corsa "in solitaria" di nessuno dei due aspiranti presidenti.

 

Insomma, né Gerosa né Zanetti hanno la certezza di vincere e bisognerà attendere la conta dei voti che verranno espressi nei due seggi, quello allestito presso l'Hotel Sporting e quello posizionato a Rovereto, che qualche polemica l'ha sollevata.

 

Intanto, come si diceva, la polemica e lo scontro non si placano. Con una durissima nota stampa Zanetti aveva affermato che "per garantire la vicepresidenza di Gerosa, il partito ha perso tre consiglieri e rinunciato ad un assessorato" (Qui articolo).

 

La replica dell'assessora non si è fatta attendere: "E' un attacco alla linea dei vertici di Fratelli d'Italia nazionale, di tutti quei ministri che hanno rivendicato il rispetto degli accordi. Spiace, non riconosco più il Cristian Zanetti con il quale sono state fatte anche tante battaglie".

 

L'ex consigliere comunale, però, non ci sta e, soprattutto, riporta la "questione" a livello locale: "il congresso provinciale non è, e non deve diventare, una discussione sulla politica nazionale. Per troppi anni si è assistito a un accentramento che non ha favorito crescita del movimento, né la partecipazione dei militanti, né la capacità del partito di radicarsi sul territorio".

 

Insomma, in buona sostanza, il pensiero di Zanetti è: la linea politica nazionale di Fratelli d'Italia non si discute, ma il "focus", in questo caso, è in futuro del partito in Trentino.

 

"In questi giorni ho condotto una campagna congressuale intensa, seria, basata sulle idee e sulla volontà di dare un contributo politico autentico al futuro di Fratelli d’Italia in Trentino - scrive Zanetti -. Ho sempre cercato di riportare il dibattito al merito, ai contenuti, alla visione di partito che vogliamo costruire nei prossimi anni. Ma non permetterò che le mie parole vengano travisate. Non posso accettare che ciò che dico venga distorto o utilizzato per rappresentare posizioni che non mi appartengono e che non ho mai sostenuto. Desidero chiarire, in modo definitivo, un punto fondamentale: la linea politica nazionale di Fratelli d’Italia non è mai stata in discussione. Non lo è nei miei ragionamenti, non lo è nella mia candidatura, non lo è nel dibattito congressuale. L’apertura del partito, il modello di governo portato avanti da Giorgia Meloni, il rapporto con gli alleati, il rispetto delle istituzioni e il ruolo dei loro rappresentanti sono e restano per me un riferimento imprescindibile. L'atteggiamento attuale del partito sul territorio non cambierà di una virgola verso chi mira ad indebolire Fratelli d’Italia. Per me e per tutti i militanti, le linee del partito nazionale sono come i binari entro cui deve scorrere la nostra azione politica. Rifarsi alla linea politica nazionale non è solo un dovere: è un imperativo che condivido pienamente, perché è l’identità di Fratelli d’Italia e il motivo per cui migliaia di cittadini hanno scelto di darci fiducia"

 

Poi ecco il riferimento al congresso trentino, con una stoccata "finale" all'avversaria (e implicitamente al commissario regionale Urzì) quando parla di "interessi di singoli".

 

"Il congresso provinciale non è, e non deve diventare, una discussione sulla politica nazionale. Il tema vero, l’unico realmente sul tavolo, è un altro - prosegue -: il modello organizzativo del partito in Trentino. Per troppi anni si è assistito a un accentramento che non ha favorito la crescita del movimento, né la partecipazione dei militanti, né la capacità del partito di radicarsi sul territorio. Questo è un dato politico, non una polemica, è il cuore del ragionamento congressuale. La mia candidatura nasce proprio da qui: dalla volontà di costruire un partito più aperto, più trasparente, più partecipato, capace di valorizzare i circoli, i territori, gli amministratori locali e quei militanti che, con generosità, hanno sempre sostenuto il simbolo e le nostre battaglie. Questo congresso non è una resa dei conti: è un’opportunità di crescita e di rinnovamento. Io intendo viverlo così: con serietà, rispetto per tutti gli iscritti, lealtà verso il partito e con la piena consapevolezza che Fratelli d’Italia, anche a livello provinciale, deve essere all’altezza del modello nazionale indicato dal Presidente Giorgia Meloni. Ringrazio tutti coloro che in questi giorni hanno contribuito al dibattito, anche con osservazioni critiche: il confronto fa bene, la trasparenza fa bene, la partecipazione fa bene. Il mio impegno resta quello di unire, aprire e rafforzare il partito, non certo dividerlo, ma sempre nella linea politica nazionale di Fratelli d’Italia e non per gli interessi di singoli".

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