Fratelli d’Italia sotto assedio, l’ombra di un’opa dell’estrema destra agita il congresso trentino. Pacchi di tessere last-minute? "Vogliono ribaltare gli equilibri del partito"
Il congresso in Trentino si terrà il prossimo fine settimana e la preoccupazione continua a salire all'interno del partito di Giorgia Meloni in Trentino. L'opa, secondo fonti del partito, nascerebbe dal fatto che in pochi giorni sono piovute decine di iscrizioni in qualche modo riconducibili alla galassia di estrema destra che ruota attorno al comitato Remigrazione-Riconquista

TRENTO. “Qui c'è il tentativo di un'opa sul partito. Qualcuno sta cercando di assumerne il controllo”. Fratelli d'Italia si sta avvicinando al congresso che si terrà il prossimo fine settimana in un clima di crescente tensione e sospetti che stanno agitando i vertici provinciali.
Alla mezzanotte si sono chiuse le candidature, i tre nomi che da giorni si stanno facendo come possibili contendenti alla carica di presidente provinciale sono quelli dell'assessora Francesca Gerosa, della parlamentare Alessia Ambrosi (che nelle scorse ore ha rinunciato) e dell'ex vice coordinatore ed ex consigliere comunale Cristian Zanetti.
La preoccupazione, però, è alle stelle perché l'opa di cui molti parlano sarebbe quella che è pronta ad arrivare dall'estrema destra. “Prima del 7 novembre, giorno ultimo per il tesseramento – spiegano persone del partito – sono arrivate in blocco decine e decine di tessere riconducibili a questo mondo”. Un'opa che potrebbe influenzare le sorti del partito e che avrebbe al centro l'area che ruota attorno al comitato Remigrazione-Riconquista e non solo.
Un movimento che si è presentato a Trento qualche settimana fa con Emilio Giuliana, ex consigliere comunale di Fiamma Tricolore e da sempre attivista nelle formazioni dell’estrema destra, che si è profuso in un comizio da brividi dove da “umile servitore della forza di Dio”, come si è definito, è passato dal concetto de ''l'uomo bianco, volano del mondo, in estinzione'' all'attacco agli africani definiti ancora ''cannibali'' si è scagliato contro chi pratica ''la cultura della bestialità'' (quella di gay, lesbiche, abortisti) per arrivare ''all'Italia puttana'' da riscattare (QUI ARTICOLO). Parole e pensieri ben lontani da un partito che si vuole presentare come forza di governo e che già guida il Paese e la Provincia.
Nessuno dei dirigenti vuole sbilanciarsi e la fase è molto delicata. Sono un migliaio i tesserati del partito Fratelli d'Italia in Trentino e in questo contesto l'arrivo di “decine di tessere” in blocco possono diventare determinanti, non solo per la scelta del presidente provinciale ma anche e soprattutto per le scelte sulle nomine interne che verranno fatte successivamente.
“Come partito anche in Trentino – viene spiegato a il Dolomiti – siamo proiettati nel ruolo di forza di governo. Non possiamo subire attacchi dall'interno”. Tenere a distanza una certa destra estrema, o ultradestra, dovrebbe essere la linea guida. È proprio in questo contesto che desta preoccupazione l'arrivo di nuovi iscritti tutti in così poco tempo e tutti riconducibili a una certa area.
La partita sembra quindi giocarsi sotto traccia, tra tessere e vecchie militanze estremiste.
Il paradosso è che, mentre Fratelli d’Italia in Trentino rivendica il ruolo di forza di governo, rischia di essere scalata a destra in un momento particolarmente delicato qual è il congresso.












