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Trento
27 novembre | 06:00

Fratelli d'Italia nel caos tra attacchi personali e tessere dall'ultra-destra. Berizzi: "Opa sul partito trentino? Troverà terreno fertile, Fdi ancora pieno di fascisti"

Attacchi frontali tra Cristian Zanetti e Francesca Gerosa candidati alla presidenza del partito e la conferma che tutti parlano con Emilio Giuliana e gli hanno chiesto aiuto, come detto da Ambrosi e dallo stesso Zanetti. "Mi sorprende chi si sorprende - spiega il giornalista di La Repubblica intervistato da il Dolomiti -. Certo è che, checché ne dicano i vertici, se e chi cerca d'infiltrare Fratelli d'Italia dall'estrema destra, dentro quel partito trova un terreno molto fertile"

TRENTO. "Mi sorprende chi si sorprende. Staremo a vedere se questo tentativo di Opa in Trentino funzionerà. Certo è che, checché ne dicano i vertici, se e chi cerca d'infiltrare Fratelli d'Italia dall'estrema destra, dentro quel partito trova un terreno molto fertile. Perché Fratelli d'Italia è un partito pieno di fascisti e di esempi, in Italia, ne abbiamo purtroppo tantissimi". Con queste parole il giornalista di Repubblica grande esperto del mondo dell'estrema destra che lo ha minacciato al punto da costringerlo a vivere sotto scorta, Paolo Berizzi commenta quanto sta succedendo in Trentino.

 

Mancano solo due giorni al congresso di Fratelli d'Italia e sabato pomeriggio uscirà il nome del nuovo presidente provinciale del partito di Giorgia Meloni. Chi prenderà il posto di Alessandro Iurlaro, dimissionario (per motivi lavorativi e non "politici"), eletto a febbraio 2024? I candidati sono due, l'assessora provinciale ed ex vice presidente Francesca Gerosa e l'ex consigliere comunale Cristian Zanetti.

 

La governance locale del partito "spinge" decisamente per Francesca Gerosa, mentre Zanetti ha spiegato di essersi candidato su richiesta di tanti tesserati, che vogliono un cambiamento profondo alla guida del primo partito italiano che, in Trentino (considerato il territorio dell'intera Provincia), "soffre" ancora della concorrenza della Lega, che al Nord Est resta forte. Criticando anche, in maniera durissima, la gestione dei rapporti con le altre forze di governo da parte dell'attuale dirigenza provinciale (Qui articolo).

 

E i rapporti tra le due principali forze di centro destra, in provincia di Trento, sono pessimi, ormai deteriorati, a tal punto che all'interno della Giunta stessa di piazza Dante si è arrivati al "minimo sindacale" in nome di una coalizione molto "di nome" e pochissimo "nella sostanza".

 

L'assessora provinciale è favorita ma - come per tutte le elezioni nel terzo millennio - a fare la differenza sarà l'astensione. Quanti sono i tesserati di Fdi in Trentino? Circa un migliaio. Quanti andranno a votare, considerando che i seggi saranno a Trento e Rovereto e si potrà esprimere la propria preferenza solamente sabato, giornata - aspetto questo non trascurabile - potenzialmente da gita fuori porta? Ecco, questo farà la differenza.

 

Il tutto "condizionato" da quanto Il Dolomiti ha raccontato nei giorni scorsi, ovvero di un tentativo da parte dell'estrema destra di "pesare" in maniera decisiva sull'esito del voto con decine di tessere staccate in favore di persone vicine al movimento "Remigrazione - Riconquista" (Qui articolo). Voci confermate dagli stessi attori in campo, dalla parlamentare Alessia Ambrosi e dallo stesso candidato Cristian Zanetti che hanno ribadito come in tanti, in Fratelli d'Italia,  siano andati da Emilio Giuliana a chiedere un accordo elettorale. Emilio Giuliana che pochi giorni fa arringava in piazza qualche decina di baldi giovini dell'estrema destra più o meno neofascisti al grido di Remigrazione - Riconquista (QUI IL SUO DISCORSO).

 

I vertici trentini del partito sono estremamente preoccupati. Sempre più, mano a mano che si avvicina il giorno del voto. "Qui c'è il tentativo di un'opa sul partito. Qualcuno sta cercando di assumerne il controllo" è stato il pensiero espresso quando quelle che erano voci e si sono trasformate in tessere staccate"Prima del 7 novembre, giorno ultimo per il tesseramento - hanno spiegato alcuni esponenti di Fratelli d'Italia - sono arrivate in blocco decine e decine di tessere riconducibili a questo mondo".

 

A tal punto che, successivamente, il coordinatore regionale Alessandro Urzì aveva ribadito che Fratelli d'Italia non ha "nulla a che spartire con ambiti radicali estremizzati". Aggiungendo che "è chiarissimo che c'è una linea di demarcazione netta che non può essere superata che è quella dell'azione politica di governo parlamentare rispetto a fenomeni che sono pericolosi e che sono incompatibili e inconciliabili con il nostro essere. Sto parlando di tutta quell'area che si colloca al di fuori del confine parlamentare. E che sostiene posizioni che sono chiaramente demagogiche e lontane dal poter essere ispirazione per un'azione di governo" (Qui articolo).

 

Ma è veramente così? L'estrema destra sta provando veramente a 'scalare' Fratelli d'Italia in Trentino per dare un decisa svolta a destra del partito di.. destra di governo?

 

"Fratelli d'Italia ha un problema - spiega a Il Dolomiti Paolo Berizzi, inviato del quotidiano La Repubblica e grande esperto del mondo dell'estrema destra e che ha da poco pubblicato ''Il libro segreto di CasaPound''' -: è ancora pieno di fascisti. Il problema ce l'hanno Giorgia Meloni, i co fondatori del partito, i vertici che devono fare i conti con il fatto che nella "pancia" del partito, ma in alcuni casi anche nelle prime linee sui territori, ci sono militanti e dirigenti che non solo rifiutano le angolazioni fascistoidi e nostalgiche, ma in molti casi portano queste suggestioni nostalgiche in palmo di mano. Il caso del Trentino mi sembra rientri proprio in quest'ottica: se veramente c'è in atto un'Opa da parte di persone appartenenti alla "galassia nera", vicine al comitato "Remigrazione - Riconquista" io non mi sorprendo. Anzi mi sorprendo del fatto che vi sia qualcuno che si sorprende".

 

Quanto starebbe accadendo all'interno di Fratelli d'Italia in Trentino, secondo il giornalista bergamasco, che dal 2019 vive sotto scorta in seguito a minacce ricevute da esponenti d'estrema destra, non è certamente un caso isolato.

 

"Quando Fdi prende le distanze nelle dichiarazioni da quanto accade, ad esempio, ad Acca Larentia, nei momenti di ricordo di Sergio Ramelli, dicendo "noi non c'entriamo, non abbiamo niente a che fare con questi qui, non li conosciamo, non li abbiamo mai visti", non raccontano la verità, ma una balla - prosegue Berizzi -. Ne parlo con cognizione di causa, perché l'ho raccontato nel mio libro, perché i legami tra Fratelli d'Italia e Casa Pound, tanto per citare uno dei tre gruppi che formano il comitato "Remigrazione - Riconquista", ci sono. In alcuni casi sono stretti, in alcuni casi sono solidi, in alcuni casi si basano su legami personali. Io ho raccontato anche quelli di Giorgia Meloni con Simone Di Stefano, con cui l'attuale premier italiana inizia a fare politica nel lontano 1992 alla Garbatella, a Roma, nella sede del Movimento Sociale Italiano, dove ad accoglierla sulla porta c'è proprio Simone Di Stefano. Il "non c'entriamo nulla" è una narrazione di facciata, buona - forse - a rassicurare l'elettorato moderato di Fratelli d'Italia, perché non possiamo certamente affermare che tutto l'elettorato di Fdi sia nostalgico, fascistoide, di estrema destra. Altrettanto innegabile è però il fatto che, all'interno del bacino elettorale, ci sia una componente che non ha fatto i conti con la storia e con il passato. Fratelli d'Italia ha una matrice ben precisa: basti pensare al simbolo del partito che ha ancora al proprio interno la fiamma che arde sulla tomba di Benito Mussolini. Le distanze, dunque, non sono così... distanti".

 

Nulla di nuovo, dunque, secondo l'autore de "Il libro segreto di CasaPound".

 

"Mi sorprende chi si sorprende - conclude -. Staremo a vedere se questo tentativo di Opa in Trentino funzionerà. Certo è che, checché ne dicano i vertici, se e chi cerca d'infiltrare Fratelli d'Italia dall'estrema destra, dentro quel partito trova un terreno molto fertile. Perché Fratelli d'Italia è un partito pieno di fascisti e di esempi, in Italia, ne abbiamo purtroppo tantissimi".

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