“Io la più votata ma ho preferito fare un passo di lato. Qualcuno teme il congresso”, Ambrosi agita FdI Trentino: "Giuliana? Tutti, in passato, hanno tentato accordi con lui”
Ambrosi, attraverso una nota, spiega di essersi fatta da parte “per senso di responsabilità”, nonostante dica che “avrebbe avuto numeri, consenso e sostegno”. E spiega ancora: "Mi pare evidente che si stia tentando di montare ad arte un caso, forse perché qualcuno teme di perdere il congresso"

TRENTO. “Pur essendo la persona più votata sul territorio, pur avendo numeri, consenso e ogni possibilità per candidarmi, ho preferito fare un passo di lato tentando, fino all’ultimo e nonostante le pressioni dei miei stessi sostenitori, di far convergere tutti su un nome condiviso proprio per superare le troppe lacerazioni del passato”. Nel pieno della tempesta precongressuale di Fratelli d’Italia in Trentino, con il rischio reale di un'opa da parte dell’ultradestra, la dichiarazione con cui la deputata Alessia Ambrosi annuncia – e rivendica – la scelta di non candidarsi alla guida del partito locale non solo non cambia il clima, ma evidenzia ulteriormente la frattura che si sta consumando all'interno del partito di Giorgia Meloni in Trentino.
Ambrosi, attraverso una nota, spiega di essersi fatta da parte “per senso di responsabilità”, nonostante dica “avrebbe avuto numeri, consenso e sostegno”. Un puro gesto di responsabilità, spiega quindi la deputata di Fratelli d’Italia, anche a scapito “di quella che sarebbe stata per me un’ambizione del tutto naturale. Altri, invece, hanno scelto lo scontro, assumendosi una responsabilità politica molto seria”.
Per quanto riguarda Emilio Giuliana, Ambrosi spiega che “in ogni fase precongressuale tutti parlano con tutti, non mi risulta peraltro nemmeno di averlo tesserato io, con ogni probabilità lo hanno fatto altri. Con Giuliana tutti in passato hanno tentato accordi, e pensare di scagliare la prima pietra contro di me che in questo congresso nemmeno sono candidata è un’argomentazione così surreale che fa semplicemente ridere”.
Al centro delle polemiche resta il tema del tesseramento (i “pacchi di tessere fatti poco prima del 7 novembre”), che Ambrosi difende come “corretto, trasparente e in linea con lo Statuto”. “E – continua - tra l’altro in linea generale non esiste assolutamente alcuna garanzia che chi sottoscrive tessere voti per chi le ha raccolte. Il segreto dell’urna è sacro. La libertà di scelta è democrazia. Pensare il contrario vorrebbe dire offendere i nostri iscritti e i nostri militanti, che non sono marionette ma persone libere e pensanti che vanno ringraziate”.
A poche ore dagli attacchi del candidato alla presidenza Cristian Zanetti diretti alla dirigenza del partito (QUI ARTICOLO), arrivano quindi altre critiche.
“Mi pare evidente che si stia tentando di montare ad arte un caso, forse perché qualcuno teme di perdere il congresso. Sulla validità delle tessere il partito è sovrano, al suo giudizio ci rimettiamo tutti. Ma, in un tempo di disaffezione politica, troverei ancor più anomalo chiudersi di fronte all’entusiasmo di tanti nuovi militanti che scelgono di aderire a Fratelli d’Italia, condividendone totalmente la linea nazionale. Se le adesioni sono sembrate numerose, ciò è dovuto semplicemente ai tempi molto ristretti concessi per presentarle, tempi in cui si è tentato di fare tutto il possibile per aumentare il numero dei nostri tesserati, per il bene del partito” conclude Alessia Ambrosi.












