Fratelli d'Italia sotto assedio? Urzì prova a chiudere la porta all’ultradestra: “Nulla da spartire con ambiti radicali estremizzati", ma il partito è in allarme
A seguito dell'articolo pubblicato su il Dolomiti sul rischio di un'opa dell'ultradestra su Fratelli d'Italia in Trentino, il coordinatore regionale Alessandro Urzi interviene e spiega: "Quanto mi viene riferito sarà evidentemente oggetto di una adeguata valutazione da parte degli organi interni al partito". Marca poi la distanza anche con il comitato di Remigrazione-Riconquista: “Ho sentito dire cose aberranti che sono totalmente incompatibili con il nostro essere”

TRENTO. “Nulla a che spartire con ambiti radicali estremizzati” che si muovono in un presunto sottobosco ideologico. “Non voglio commentare pubblicamente. Quanto mi viene riferito sarà evidentemente oggetto di una adeguata valutazione da parte degli organi interni al partito. Va sempre sgombrata in modo netto ogni possibile ambiguità”. A seguito dell'articolo pubblicato su il Dolomiti sul rischio di un'opa dell'ultradestra su Fratelli d'Italia in Trentino in vista del congresso che si terrà la prossima settimana (QUI L'ARTICOLO), a intervenire è il coordinatore regionale Alessandro Urzì.
Che il problema esista è confermato dalla preoccupazione di diversi dirigenti. Il rischio che si trova davanti il partito è quello di essere trascinato in derive che non riesce davvero a governare.
“C'è una certezza assoluta e la ribadisco nella maniera più ferma. Con ambiti radicali estremizzati noi non abbiamo nulla a che spartire. Fratelli d'Italia è un partito di governo a livello nazionale e locale e intende mantenere questa sua vocazione che è quella che permette di risolvere i problemi e di affrontarli in maniera precisa e puntuale” spiega l'onorevole Urzì.
Chiuse le candidature per il congresso sono due i contendenti alla carica di presidente del partito in Trentino: l'assessora Francesca Gerosa e l'ex vice coordinatore e già consigliere comunale Cristian Zanetti. Ritirata all'ultimo momento, invece, la candidatura della parlamentare Alessia Ambrosi.
La tensione, però, è alle stelle perché l'opa di cui molti parlano sarebbe quella che è pronta ad arrivare dall'estrema destra. Secondo le informazioni che sono filtrate dal partito della Meloni, infatti, prima del 7 novembre, giorno ultimo per il tesseramento sarebbero arrivate in blocco decine e decine di tessere provenienti da un'area estrema che ruota attorno al comitato Remigrazione-Riconquista e non solo.
“Siamo impegnati ad ogni livello – chiarisce Urzì - in un'azione profonda per la legalità del nostro lavoro, per contrastare l'immigrazione clandestina e per tornare a garantire vivibilità nei nostri territori usando strumenti che sono propri di un'azione di governo responsabile e che sa i limiti che deve darsi. Il nostro modello è Giorgia Meloni che è chiarissima sugli obiettivi posti ma anche ha la capacità di costruire il percorso per lentamente far riprendere questo partito dall'eredità che ci è stata consegnata”.
Il tentativo è quello di allontanare il rischio di una scalata a destra del partito in un momento particolarmente delicato qual è il congresso. Una realtà con la quale, però, Fratelli d'Italia si deve confrontare.
“È chiarissimo che c'è una linea di demarcazione netta – spiega ancora il coordinatore regionale - che non può essere superata che è quella dell'azione politica di governo parlamentare rispetto a fenomeni che sono pericolosi e che sono incompatibili e inconciliabili con il nostro essere. Sto parlando di tutta quell'area che si colloca al di fuori del confine parlamentare. E che sostiene posizioni che sono chiaramente demagogiche e lontane dal poter essere ispirazione per un'azione di governo”.
Urzì marca la distanza anche con il comitato di Remigrazione-Riconquista che si è presentato a Trento qualche settimana fa con la presenza anche di Emilio Giuliana, ex consigliere comunale di Fiamma Tricolore e da sempre attivista nelle formazioni dell’estrema destra. “Ho sentito dire cose aberranti che sono totalmente incompatibili con il nostro essere”.
In questo clima di tensione, il congresso trentino di Fratelli d’Italia rischia di diventare molto più di una semplice partita interna. Potrebbe diventare un banco di prova sulla sua capacità di respingere derive che bussano alla porta.Le rassicurazioni di Urzì, per quanto nette, sembrano fotografare un momento di preoccupazione. Se davvero “non c’è nulla a che spartire” con gli estremismi, allora il primo passo è quello di dimostrarlo con scelte chiare e trasparenti.













