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| 03 febbraio | 18:26

Vannacci abbandona la Lega, Salvini: ''Deluso. L'ho votato e fatto votare. Ma forza e destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali''

Lo si diceva dal primo giorno che Vannacci avrebbe 'usato' la Lega per poi fare un suo movimento. Salvini lo ha fatto vicesegretario, lo ha fatto eleggere alle europee e proposto come vicepresidente dei Patrioti in Europa ma da oggi è ufficiale il suo addio al partito. Il Generale saluta il Capitano che lo lascia andare con amarezza: ''Peccato. Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito''

MILANO. ''Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato''. Commenta così il segretario della Lega Matteo Salvini la tanto attesa uscita di Vannacci dal Carroccio con conseguente nascita di un nuovo soggetto politico. Diciamo attesa perché da subito si era capito che il Generale aveva più a cuore la propria carriera politica che le sorti della Lega e da subito si erano rincorse le voci di scissioni, fughe, costituzioni di nuovi soggetti politici. Fino a poche ore fa Vannacci smentiva, scherzava, diceva di essere a ''casa'' tra le camice verdi ma, evidentemente, non era così. E oggi è arrivata l'ufficialità. Vannacci è fuori. Il suo movimento si chiama Futuro Nazionale (anche se è già cominciata una guerra di simboli e nomi con il movimento Nazione Futura che già esisteva da tempo) e guarderà più a destra della Lega di Salvini. Decima Mas, nostalgici, delusi dalle politiche del governo meloni perché ritenute troppo soft. Addirittura c'è chi parla di recuperare Casa Pound e camerati vari.

 

In casa Lega Vannacci è servito ad evitare figure grame alle europee avendo fatto incetta di voti ma non tutti lo apprezzavano. Zaia, oggi, ha ribadito che ''Vannacci è sempre stato un corpo estraneo''. E nei territori i leghisti di una volta hanno sempre mal digerito il generalissimo ultranazionalista. Salvini, però, in un lungo post fa trasparire tutta l'amarezza per un 'tradimento' politico che può lasciare strascichi. ''La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l’opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l’ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito. Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità''. Ma poi, tu quoque, fili mi, è arrivato il colpo basso. 

 

 

''Purtroppo, però - prosegue Salvini - far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà. In questi mesi, invece, abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni. Mentre tutti noi eravamo e siamo impegnati sui temi della sicurezza e del contrasto alla violenza ed all’immigrazione clandestina, del taglio delle tasse e della riduzione delle liste di attesa, altri alimentavano continue polemiche. Peccato. Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini''.

 

Quindi l'affondo finale del Capitano al Generale: ''Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada. Se è vero che nella vita tutti sono utili e nessuno è indispensabile, la Lega ci ha insegnato in questi anni, spesso sola contro tutti, che gli uomini passano, le idee restano. La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali. Liberi e forti. Senza paura''.

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