Contenuto sponsorizzato

Regolamento di conti in Fratelli d'Italia, Ambrosi si schiera con Cia: "Ci ripensi, chi deve andar via è Urzì: la sua una gestione da film horror". Eppure le ha centrate tutte

Un appello a Cia di non lasciare un partito e un duro attacco a Urzì. L'intervento della deputata di Fratelli d'Italia, Alessia Ambrosi: "Ha moltissime ragioni per essere deluso, Cia è stato trattato dal commissario Urzì in maniera politicamente e umanamente ignobile, senza riguardo alcuno, con modalità politicamente intimidatorie"

Di L.A. - 09 dicembre 2023 - 18:28

TRENTO. Un appello a Cia di non lasciare il partito e un duro attacco a Urzì. "Ennesima sconfitta del commissario e della sua gestione da film dell'orrore tra intimidazioni politiche, incontinenze verbali e bavaglio alle chat dei militanti". Questo il commento di Alessia Ambrosi, deputata di Fratelli d'Italia. "Atteggiamenti non compatibili con il suo ruolo e i principi dell'etica politica".

 

"Dopo il bellissimo trionfo che aveva portato alle elezioni politiche solo un anno fa Fratelli d'Italia al 25% e il primo partito in Trentino, tutti eravamo felici. Ma la gestione successiva da parte del commissario si è rivelata un film dell’orrore. Mentre in tutta Italia FdI vince e convince forte delle nostre formidabili buone ragioni, Urzì alle provinciali trentine, unico esempio negativo in tutta la nazione, ci ha portati a perdere oltre la metà dei voti rispetto alle politiche. Una battuta d’arresto così grave da farci nuovamente tornare sotto la Lega, una cocente umiliazione per la nostra comunità. Non solo: nella nuova Giunta provinciale avremo purtroppo un peso scarsissimo. L'assessorato di Gerosa, cui rinnovo i miei auguri e sono certa che per quanto possibile si farà valere, è di per sé importante. Ma abbiamo perso le altrettanto importanti deleghe di Claudio Cia, deleghe che adesso per ironia della sorte andranno alla Lega: incredibile".

 

Che il fronte non fosse compattissimo tra gli esponenti trentini era noto e prosegue il fuoco incrociato in Fratelli d'Italia. Anche se Cia, Ambrosi e De Bertoldi appaiono isolati con Roma compatta con Urzì e Gerosa, forti dei risultati ottenuti tra Trento (con la vice presidenza e un super assessorato) e Bolzano (con FdI al tavolo delle trattative con l'Svp).

 

Intanto però l'assessore uscente, che ha rimesso le deleghe nelle mani di Fugatti, si è autosospeso dal partito (Qui articolo). "Rivolgo per il supremo bene dell’unità del partito anzitutto un accorato appello a Cia affinché cambi idea e resti in Fratelli d'Italia. Mi rendo conto della situazione anche psicologica che vive, conosco la sua serietà, la sua abnegazione, e non dimentico che è stato proprio grazie a lui che il simbolo di Fratelli d'Italia è approdato in Consiglio provinciale a Trento quando in pochi, pochissimi ci credevano. Ha moltissime ragioni per essere deluso. E' stato trattato dal commissario Urzì in maniera politicamente e umanamente ignobile, senza riguardo alcuno, con modalità politicamente intimidatorie, come testimonia nei giorni scorsi la sua vergognosa espulsione dalla chat dei consiglieri. Un modo di far politica lontano mille miglia dall'educazione e dal rispetto per le persone. Non compatibile con il suo ruolo e con minimi principi di etica politica".

 

E' duro l'intervento di Ambrosi nei confronti di Urzì. "Il commissario, tra continue incontinenze verbali, ha bloccato praticamente tutte le chat del partito trentino, chat che sono di fatto l'unico reale luogo di confronto per tanti iscritti, membri e dirigenti dei circoli, unico luogo dove sia possibile internamente esprimere e condividere un punto di vista", prosegue Ambrosi. "Considero questo atteggiamento un atto di violenza politica inaudita contro la nostra stessa gente, che non andrebbe imbavagliata ma ascoltata e valorizzata. Chiedo perciò che prioritariamente vengano ripristinate le minime condizioni di agibilità politica e di educazione oltre che di rispetto per la base del nostro partito. Fa solo male alla nostra comunità un commissario che ha distrutto tutto lacerando anche tantissimi rapporti umani".

 

Il partito di Giorgia Meloni è arrivato alla vice presidenza con un super assessorato dopo un accordo tradito dalla Lega e dopo tre settimane di tensioni. A "ridimensionare" il patto sul peso in Giunta sulla base del risultato elettorale una spaccatura (poi rientrata) e Cia che poi si è insediato anzitempo come assessore senza aspettare che le trattative si chiudessero con il presidente Fugatti. Tanto che Urzì ha spiegato che non ci sono responsabilità di FdI quanto del consigliere stesso che si è smarcato più volte mettendo in difficoltà la forza politica.

"All'inizio della trattativa si riteneva che un solo assessorato con la Vicepresidenza sarebbe stato del tutto insufficiente, perché alla fine il peso che conta è quello delle deleghe. Adesso, con la fine disastrosa della trattativa il Commissario tenta goffamente di spacciare questo stesso risultato come una vittoria, ma ormai lo hanno capito tutti che si tratta di meno di una vittoria di PirroTra la base il malcontento è fortissimo, molti sono tentati di strappare la tessera e andare via. Invito tutti invece a rimanere nel partito e a credere fino in fondo nella possibilità di un reale cambiamento. Chi deve andare politicamente via dal Trentino è il commissario Urzi, il prima possibile. Se è riuscito a combinare tutto questo disastro in un anno, figuriamoci due", conclude Ambrosi.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
03 marzo - 05:01
Dall'annuncio della premier Giorgia Meloni all'effettivo arrivo di Chico Forti in Italia potrebbero passare un paio di mesi. Ora la pratica è [...]
Cronaca
03 marzo - 01:10
Enorme il cordoglio della comunità per la scomparsa a soli 28 anni di Nicola Marchiori. E' morto per un tumore. Il sindaco: "Un momento triste, [...]
Cronaca
03 marzo - 07:25
E' successo a Marlengo, sulle cause dell'incendio sono in corso degli accertamenti 
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato