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Cia si autosospende da Fratelli d'Italia, Urzì: "La sua autoreferenzialità crea imbarazzi al partito. Dimostra di non conoscere le regole"

Botta e risposta tra Cia e Urzì. L'assessore uscente si autosospende dal partito e rimette le deleghe nelle mani del presidente. La replica del commissario provinciale di Fratelli d'Italia

Di L.A. - 09 dicembre 2023 - 15:47

TRENTO. Altra evoluzione nella polemica tra Claudio Cia e Fratelli d'Italia. L'assessore si è autosospeso dal partito e ha rimesso le deleghe nella mani di Fugatti. Il presidente ora potrà procedere con la nomina di Zanotelli.

 

L'assessore in uscita spiega di aver sempre antepostogli interessi della comunità a quelli personali, alle indennità, ai Cda e alle poltrone. Parla di prepotenze, dichiarazioni sguaiate, bullismo verbale e atteggiamenti che, prosegue in una nota, non appartengono alla cultura trentina oppure a quella dell'autonomia. Fino alla permanenza di Alessandro Urzì nel ruolo di commissario provinciale, Cia compie un passo indietro e si autosospende da Fratelli d'Italia.

 

Secca la replica di Urzì: "E' abbastanza disarmante la presa di posizione di Cia che dopo essere rimasto aggrappato per lunghi giorni a una carica assessorile non concordata con il partito di appartenenza (fatto di per sè gravissimo) ora dichiara di sospendersi dal partito e dal gruppo consiliare provinciale. Che non ci fosse confidenza con le regole del partito che gli ha permesso di essere eletto per ulteriori 5 anni era chiaro ma va precisato che non esiste l’istituto dell’autosospensione da partito e gruppi consiliari. Non si capisce quindi bene a che cosa il consigliere faccia riferimento".

 

Candidato come secondo di lista dietro a Gerosa, l'assessore in uscita è andato definitivamente in rotta di collisione con Fratelli d'Italia nel corso del lungo braccio di ferro tra FdI e la Lega sulla questione vice presidenza della Provincia. Prima il voto contro le indicazioni del partito in Regione e poi si è insediato prima dei tempi in assessorato. 

"La mancanza di chiarezza verso il proprio partito è un dato che non può essere sottaciuto perché incide anche sul rispetto degli elettori che non sono proprietà esclusiva di nessun candidato o eletto", aggiunge Urzì. "Il consigliere verrà invitato quindi a chiarire la propria posizione che continua a creare un evidente imbarazzo al partito essendosi collocato su una linea totalmente autoreferenziale, non avendo rispettato nessuna disposizione interna in tutti questi ultimi giorni e che ha assunto la disarmante difesa a oltranza del proprio assessorato, non tenendo conto degli accordi elettorali assunti prima del voto e a cui anche Cia si era impegnato. Se non gli andavano poteva non candidarsi".

 

Il commissario provinciale di FdI sostiene che gli atteggiamenti siano in violazione con il codice etico del partito. "Riguardo gli imbarazzi buonisti e ammantati di mielosità del consigliere si vogliono richiamare alla memoria le ripetute prese di posizione con cui il consigliere la scorsa legislatura era intervenuto scompostamente più volte su svariati temi creando più di un incidente diplomatico in maggioranza, comprese le posizioni da cui dovemmo prendere le distanze come quando dichiarò che si confondeva 'l’esercizio della gestione della cosa pubblica (riferendosi a decisioni della Provincia, ndr) in Cosa nostra'. Posizioni radicali e imbarazzanti politicamente per l’intero partito poi riviste dallo stesso Cia fino alla nomina non concordata con il partito ad assessore. Atteggiamenti e correlazioni fra autonomia e terra di mafia fino nelle istituzioni trentine, quelle di Cia, che hanno ferito gravemente la cittadinanza trentina dedita al lavoro e al sacrificio e che non merita di essere messa in relazione con un diffuso clima di omertà a carattere mafioso. La coerenza sempre più disordinata di Cia, con posizioni nelle ultime settimane assunte per soli benefici personali connessi ad una carica di assessore, saranno valutate in termini di compatibilità con il codice etico del partito a cui si impegnano tutti gli iscritti e i candidati", conclude Urzì.

 

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